India, un bagaglio pieno di vita

India, un'esplosione di colori, sapori e rumori.
Partenza il: 26/12/2019
Ritorno il: 12/01/2020
Viaggiatori: 1
Spesa: 1000 €

dentro un condotto o in un tombino aperto.

L’India è i suoi clacson, dopo una settimana vorresti schioccare le dita e far sparire tutti gli autisti per almeno 10 minuti.

L’India è combattere. Combatti con i tuk tuk che iniziano a seguirti, combatti con i venditori che sono molto più bravi di te nel contrattare. Combatti con la guida che ti porta dallo zio dell’amico del cugino che vende stoffe di pura seta e tappeti di lana di capra.

Combatti con il cibo piccante che il tuo stomaco dopo due giorni inizia a non reggere più, nonostante le quantità industriali di fermenti lattici. L’india è non voler più mangiare un chicco di riso in vita tua.

L’India è l’arte dell’arrangiarsi. Devi aver sempre una soluzione a portata di mano, perché l’India ti fa saltare tutti i piani. Sai quando partirai, ma non quando arriverai. Anzi, a volte non sai neanche quando e se partirai.

L’India è degrado, è sporcizia, è tapparti il naso per gli odori nauseanti, le orecchie per il chiasso snervante e gli occhi alla vista di un animale o di una persona in fin di vita sul ciglio della strada.

L’India è suoi sguardi, quelli sguardi che non riesci ad evitare, quelli sguardi curiosi e che a volte ti fanno sentire fuori luogo, ma che basta un sorriso per riceverne un altro.

L’India è i suoi bambini, quei bambini che ti seguono ogni 10 metri e non riesci a lasciare più.

L’India ti fa incazzare. Nessun paese ti fa incazzare più dell’India.

Si, l’India la odi, ma un attimo dopo la ami con tutta te stessa.

L’India è amore.

Voglia di abbracciare il signore che ti ha offerto un po’ del suo riso nella ciotola dove probabilmente hanno mangiato altre 27 persone prima di te, è amore verso quelle persone che ti hanno regalato il loro sorriso. E’ voler portar via tutti i bambini che per strada ti chiedono aiuto, ma devi ricordarti che non puoi salvare un intero paese.

L’India è non vedere l’ora di andar via.

Ma soprattutto è non vedere l’ora di ritornare, sapendo che nessun viaggio, nessun posto visitato dopo, sarà mai più forte, più pesante e più emozionante dell’India.

Ho amato l’India con tutta me stessa, dal momento in cui sono atterrata e ho iniziato a combattere. Ho aperto il mio cuore a questo paese, ma in alcuni momenti ho dovuto mostrare indifferenza, rigidità e distacco.

In India combatti con qualunque cosa, con qualunque persona. I tuoi piani salteranno, il cibo ti farà star male, arriverà un momento in cui non tollererai più un solo indiano, eppure, in qualche strano modo, andrà benissimo così e andrai a dormire con una lunga, pesante ma bellissima giornata alle spalle.

Dopo 20 giorni sono tornata stremata, esausta, dolorante, triste e felice.

Tutti mi chiedono se ne sia valsa la pena. La mia risposta sarà sempre SI!

E spero un giorno di poter tornare in questa terra così diversa, ma altrettanto meravigliosa.

L’India è pazienza, è fatica, è dolore, ma è soprattutto ricompensa. L’India è tutto.

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Bikaner

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Fatehpur Sikri

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