India, quello che non ti aspetti e che nessuno racconta

Quando si decide di intraprendere un viaggio si fanno tante considerazioni... L'India per noi, quell'anno era la scelta giusta!
Scritto da: valerytravels
india, quello che non ti aspetti e che nessuno racconta
Partenza il: 18/02/2018
Ritorno il: 06/03/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Premessa: Quando si decide di intraprendere un viaggio si fanno tante considerazioni, è abbastanza lontano da casa per sentirsi finalmente in vacanza? Il periodo è quello giusto per trovare un clima gradevole? Troveremo luoghi inimmaginabili oltre ogni nostra aspettativa? Ma ci si domanda mai, prima di un viaggio, se il posto è quello giusto per la nostra persona, per le nostre abitudini, per la nostra moralità di vita o se magari potrebbe non piacerci??! Credo non succeda mai a nessuno, soprattutto se si attende un anno tra una vacanza e un’altra e si pensa sempre che qualsiasi altro posto oltre casa/lavoro andrà bene. L’India per noi, quell’anno era la scelta giusta!

India, quello che non ti aspetti e che nessuno racconta

Decidere di passare le vacanze in India è stata un’emozione iniziale andata poi ad aumentare il giorno della partenza per poi avere tante rivalutazioni tra alti e bassi durante le vacanze, fino al ritorno e ad oggi a quasi 2 anni dal nostro viaggio indiano con un pensiero più lucido dato dal tempo di ragionare. Partenza da Cagliari, scalo a Roma, direzione Nuova Delhi con Alitalia. Arriviamo a New Delhi la sera tardi e al parcheggio ci aspetta un’autista dell’agenzia “Colourfulindiatravel”, trovata online, seria e competente, per svolgere lo spostamento di 3 giorni tra Delhi, Agra e Jaipur. Da qui inizia il nostro viaggio con 6 ore di auto verso Agra, cosi da arrivare al mattino presto per visitare il Taj Mahal. Agra è una cittadina carica di turismo, di auto, di tuktuk, di mucche per strada, di persone di ogni nazionalità, in pratica di quello che ci si aspetta in India ma che qui diventa realtà amplificata. Qui il nostro driver ci lascia vicino a un parcheggio perché è vietato percorrere ed entrare in auto nell’area del Taj. Da qui a piedi ci mettiamo meno di 10 minuti e arriviamo alla biglietteria. Biglietto in mano, controllo borse fatto ed entriamo.

Quello che ci troviamo davanti è indescrivibile. È la bellezza di tutta l’arte davanti ai nostri occhi, un mausoleo immenso circondato da verdi giardini, il silenzio e l’ordine fanno da padroni. Essendo le 8 del mattino troviamo davvero poche persone e riusciamo a fare delle foto meravigliose. Per la visita all’interno è obbligatorio indossare dei calzari che troverete fuori per evitare di rovinare i pavimenti di marmo. All’esterno tantissimi indiani ripuliscono le fontane, i giardini e si occupano della manutenzione del sito ( tutto ciò che purtroppo non viene fatto lo stesso per il loro paese). Si può restare nel sito quanto si vuole, noi ci trascorriamo circa 3 ore. Pranziamo in un locale indiano dove impariamo che tutto ciò che ordini è piccante , giriamo un po’ Agra e dormiamo in un b&b centrale mooolto alla mano. La mattina dopo partiamo per Jaipur per visitare Forte Amber. Qui la visita si svolge con un audio guida in italiano e la storia è incredibilmente da mille e una notte, fatta di Raj e principesse e la vista dall’alto è magnifica. Il pomeriggio visitiamo un parco con gli elefanti e l’Hawa Mahal. Il traffico a Jaipur è immenso, l’aria è soffocante ma quello che abbiamo visitato in 2 giorni ha ripagato tutta la nostra stanchezza.

Il nostro secondo hotel in India si trova in un vicolo di Jaipur e dall’esterno sembra quasi sia stato appena bombardato, ma dentro è pulito ed efficiente e quello che più ci sorprende è una terrazza con luci e suoni tipicamente indiane, dove abbiamo potuto cenare con vista sull’illuminato Forte Amber e alla luce dei fuochi d’artificio (gli indiani festeggiano ogni giorno un dio diverso, ci tengono tantissimo!). La mattina dopo partiamo presto direzione Nuova Delhi, circa 6 ore di viaggio. Percorriamo un tratto di autostrada che descriverlo sarebbe molto difficile. Otto, nove corsie in cui nessuno rispetta il proprio verso di marcia, ai lati della strada le persone vivono nelle baracche ed è come se le città non avessero mai fine e la strada non avesse mai l’inizio. Circola qualunque mezzo a motore e non, carichi di elefanti, mucche, pulmini strapieni di persone, automobili, carretti e motocicli. Purtroppo la guida in India non è gestita da nessuna regola né tanto meno si intravedono cartelli stradali: passa prima chi è più veloce o chi ha il mezzo più pesante e la cosa che più è allarmante è che il 90% dei guidatori non ha la patente. Il viaggio prosegue a una velocità sostenuta, a pensarci ora forse andavamo anche un po’ troppo veloci, in effetti eravamo in vacanza e un ritardo è sempre previsto e ben accetto.

Improvvisamente la macchina dietro di noi ci tampona in modo molto brusco e fortunatamente il nostro driver è stato attento a tenere l’auto per evitare di schiantarci contro chissà cosa alla nostra sinistra. Purtroppo la macchina ha dei seri danni e ci dobbiamo fermare e l’autista ci ripete di non scendere dall’auto e di tenere i bagagli. E’ noto che gli incidenti in India siano la prima causa di morte e anche purtroppo lo sciacallaggio durante questi. Il driver si preoccupa anche di vedere le condizioni dell’altra auto ma soprattutto di un furgone che per evitare il nostro incidente è finito fuori strada e le condizioni dei passeggeri erano molto preoccupanti. La botta è stata forte e la paura di essere sperduti in mezzo a un’autostrada con le macchine che sfrecciavano troppo vicino a noi era alta! Sistemato il porta bagagli chiediamo al nostro driver come vanno le cose in questi casi, ma ci spiega che se la sbrigherà poi lui e gli chiediamo di portarci a Delhi. Riprendiamo il viaggio per pochi chilometri e un’auto della polizia indiana ci obbliga a fermarci. Fanno scendere il nostro autista con documenti e lo perquisiscono sicuramente causa dell’incidente poco prima. La polizia non parla nemmeno una parola in inglese quindi decidiamo di restare in auto e di non consegnare i passaporti, mimiamo il gesto di un aereo che ci aspetta a Delhi, nel mentre all’autista viene preso una sorta di libretto dell’auto e gli dicono di portarci all’aeroporto ma che poi dovrà tornare indietro per sistemare le cose dell’incidente, questo è quello che ci dirà lui e poi ci confermerà l’agenzia a cui abbiamo chiesto notizie. Ci fermiamo un attimo in un locale vicino per riprenderci dallo spavento e valutando le condizioni della macchina siamo stati davvero fortunati.

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