India. Domande e risposte

Pochi ma intensi giorni fra Rajasthan, Uttar Pradesh e Mahdya Pradesh
Partenza il: 01/02/2020
Ritorno il: 12/02/2020
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Sul mio PC esiste da anni un file intitolato “Viaggi da fare almeno una volta nella vita”; se lo si apre, al primo posto di questo “elenco dei sogni” c’è sempre stato scritto INDIA. Più volte rimandato, quest’anno è stata finalmente la volta buona, con buona pace della psicosi Coronavirus che riempie i notiziari in questi giorni: si va in India del Nord, e per di più in solitaria.

Trovato un ottimo volo da Torino per Delhi (via Roma), ottenuto il visto online, ho contattato un’agenzia locale, che già avevo adocchiato da tempo,affinchè mi mettesse a disposizione un driver per l’itinerario che avevo scelto e che si occupasse delle prenotazioni alberghiere. Tale agenzia aveva ottime recensioni e, sebbene in genere mi fido poco, devo dire che si è rivelata una scelta perfetta. Il driver Vinod si è rivelato una persona squisita, sempre puntuale, disponibile e prodigo di ottimi consigli. Anche gli alberghi scelti si sono rivelati a dir poco grandiosi, ben più di quanto mi aspettassi e di quanto in genere sono abituato in viaggio.

Ma veniamo alle tappe:

DELHI: Dopo una lunga coda per sbrigare le pratiche di controllo passaporto e visto (ben 3 ore nonostante fosse piena notte!) arrivo all’hotel Avalon Courtyard, una buona struttura in stile giapponese (e in effetti molti ospiti sono nipponici), con l’unico difetto di essere distante dal centro, ma a soli 20 minuti dall’aeroporto. Poche ore di riposo, e sono pronto per la visita della città: si parte dal complesso del Qutb Minar, un’imponente torre che celebra la diffusione dell’islam in India, a seguire breve sosta di fronte all’India Gate, un arco di trionfo che celebra le vittime indiane della prima guerra mondiale, alla residenza presidenziale e all’edificio del parlamento. Ma la zona di maggior interesse della immensa capitale indiana è Old Delhi (il centro storico), che ospita la splendida moschea seicentesca Jama Masjid, la più grande del paese, in arenaria rossa e marmo bianco. A seguire visito l’imponente Red Fort, costruito dai sovrani Moghul, che risulta una sorta di copia di quello di Agra e il Raj Ghat, un parco in cui vennero cremati il Mahatma Ghandi e alcuni dei più importanti personaggi dell’India moderna (Nehru, il primo capo del governo, Indira Ghandi, Sanjay e Rajiv). Vale la pena, infine, visitare la tomba dell’imperatore moghul Humayun, un vero e proprio capolavoro che può essere considerato il “precursore” del Taj Mahal.

KHAJURAHO: Di buon mattino mi reco alla caotica stazione di Delhi, dove prendo un treno (tutto sommato abbastanza comodo) per raggiungere, in circa 4 ore, la città di Jhansi. Di qui una vera propra odissea su una strada in condizioni a dir poco pietose, per raggiungere finalmente Khajuraho. Meritato riposo all’Hotel Clarks (che ospita nell’occasione un matrimonio, per cui un pò rumoroso) e poi visita ai superbi templi indo-ari del gruppo occidentale. Diventati celebri soprattutto per le sculture con immagini erotiche del Kama-Sutra, in realtà sono raffigurati, con delicatezza e maestria, molteplici aspetti della vita indiana (dei, guerrieri, animali, raconti mitologici …). Considero questa tappa come una delle più affascinanti, se non la più affascinante dell’intero viaggio. Meno grandiosi, ma altrettanto interessanti, sono i templi giainisti del gruppo orientale.



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