India del nord

Un viaggio tra Ladakh, Himachal Pradesh, Punjab, Haryana e Uttar Pradesh
 
Partenza il: 14/09/2011
Ritorno il: 02/10/2011
Viaggiatori: 1
Spesa: 1000 €

Non sono partito per “cercare me stesso” e nemmeno per meditare, soltanto per lasciarmi affascinare ed emozionare perche’ la vita nella vecchia Europa raramente mi fa doni di questo tipo. Chris McCandles scrisse: “c’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare, non esiste niente di più devastante che un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso”.

Ho comprato due biglietti aerei, un A/R Milano – Dehli a 540 euro e un Dehli – Leh a 48 euro, per il resto adoro che il viaggio mi regali le sue sorprese belle e brutte, e mi sono portato, come di consuetudine, la mitica Lonely Planet , qualche piacevole racconto di turisti per caso, un libro di Canetti “la lingua salvata” e la mia Canon.

Atterro a Leh a 3520 mt in Ladakh il 15 Settembre 2011. Giale’ (namaste’) Leh! Vorrei uno specchio per riuscire a godere del mio sorriso mentre saluto questa piccola regione semiautonoma del Jammu-Kashmir, a nord dell’India, ma so per certo essere gia’ cambiato.

Cammino alla ricerca di una Guesthouse e la trovo in Changspa rd non distante dal centro Ladakho – musulmano di Leh: e’ l’Asia Guesthouse dove mi accoglie la nana piu’ alta del mondo, viso Ladakho, due meravigliosi occhioni neri e un bel sorriso. Prezzi della camera singola 350 Rp, doppia 450 Rp, tripla 500, acqua calda forse quando c’è…meraviglioso!

Guardo sulla mia Lonely, ho sottolineato le parole come quando studiavo al liceo con pochi risultati ma voglio essere ottimista e proseguo nel farlo, e vedo regno buddhista, consapevolezza ambientale, culturalmente tibetanizzato, importante flusso migratorio musulmano…il sole che splende in media per 300 giorni l’anno: ho trovato tutto questo ma ovviamente ha piovuto per 3 giorni!

To the Gompas intorno a Leh!

Questa notte ha piovuto…sara’ la coda del monsone? Dopo questo geniale pensiero incontro Matu, il driver Ladakho a cui ho chiesto di condurmi con la sua fiammante Jeep Tata nella valle dell’Indo a caccia di monasteri, i Gompas. Che dirvi, consiglio di vedere l’Hemis, gompa fondato nel 1630 , il Thiksey ( entrata 30 Rp) e lo Sheh, gompa ormai abbandonato dai monaci ma vale la pena salire sul crinale per ammirare il panorama, vedere gli stupa e le rovine della fortezza.

Stabilisco che oggi e’ il giorno delle domande geniali, quindi proseguo e chiedo a Matu se il fiume di questa valle va nel Gange, lui mi risponde un po’ turbato che va in Pakistan. Non faro’ una terza domanda e quando andrete non ditegli che siete miei amici.

Mangio in citta’ vecchia, al Tibetan Restaurant: a pochi passi dalla moschea di Leh mantenetevi sulla sinistra e mangerete i momo e i noodles piu’ buoni di Leh, di fianco a me due monaci tibetani e svariati Ladakhi incuriositi dalla mia presenza si domandano cosa io faccia li e mi rimproverano perche’ oso chiedere una birra: “ragazzi sono nuovo”! Alle 21.30 passo ad un internet point per telefonare a casa e ottenere il numero che ovviamente non ho piu’ con me, del mitico Angchuk, guida per la Nubra Valley, consigliatami da amici. A letto presto… non c’è piu’ luce e Leh dalle 18 e’ al buio! Domani incontrero’ Tupten!

17/09/2011

Giornata al Tibetan children village, istituto non-profit per l’educazione degli orfani e dei profughi Tibetani dopo l’occupazione e genocidio Cinese del 1959 (un piu’ per la Cina yee!). Il tcv si trova a Choglamsat a 5 km da Leh, e’ necessario un permesso ma lo si ottiene, mi accoglie il direttore a cui chiedo di Tupten. La monaca nonche’ segretaria dell’istituto mi viene incontro con uno splendido sorriso,mi fa sedere, mi offre una tazza di mint tea e mi chiede come sono arrivato a loro. Le spiego tutto quanto, poi mi porta a fare un giro, mi mostra i “Khimtsang” ovvero le case comuni Tibetane, le aule, le cucine e mi spiega che qui i bimbi studiano, lavorano e pregano… per conoscere e rispettare. Guardo negli occhi scuri dei bambini e vedo tutto questo, si chiama educazione… Dio quanto mi piace l’educazione! Intanto l’emozione mi fa pensare che abbiamo l’obbligo di partecipare a tutto questo.

Tornato alla Guest house scrivero’ tanto sul mio diarietto di bordo su questo momento al TCV, forse un po’ esagerando ma le cose che mi frullavano in testa erano tantissime e l’ispirazione di quella sera non un caso… mi sentivo vivo, sveglio, ricco. Ho fame di questi giorni!

La sera mangio al KC, all’aperto tra i due falo’ si sta bene ma il cielo non promette bene, piovera’, per cui mangio nella tenda e mi sparo un chicken Tandoori eccelso sapendo, per esperienza, che non lo digeriro’ ma non riesco proprio a negarmelo. Al Kc riesco ad ottenere una birra ma devo custodirla sotto il tavolo, attenzione perche’ in alcuni posti si offendono se la chiedete essendo vietata.

Torno a dormire all’Asia e mi imbatto in un New Yorkese sulla 60 ina convertito al Buddismo… nulla di interessante, sembra piu’” un Piero invasato” per fortuna si appiccichera’ poi ad una coppietta, vittime sacrificali o adepti?

L’indomani mattina contatto Anchuk e fisso l’incontro per le 10.30: sono quasi teso visto che sono 3 gg che cerco di parlargli, la Nubra Valley e’ troppo importante per me e mi piacerebbe fosse tutto perfetto. All’orario concordato mi si presenta un 40 enne, scuro, alto e’ il mitico Angchuk, mi da subito fiducia…

Giringiro per Leh, quindi mi dirigo allo Shanti Stupa costruito per promuovere la pace nel mondo, lo guardo dal basso verso l’alto, i gradini non si contano… deve esserci proprio la pace eterna lassu’! Dai Matteo, un piccolo sacrificio fisico puoi chiederlo ancora al tuo corpicino 38 enne non ancora in decomposizione, vale sicuramente la pena essere piu’ vicini a Dio! Ed e’ cosi’ che ci si sente li sopra, piu’ vicini a Dio, la bellezza del panorama che circonda lo stupa e’ magica, la natura lo e’ ed io ne faccio orgogliosamente parte quest’oggi. Meraviglioso! Meraviglioso e’ credere che un uomo libero voglia dalla sua vita, seguire i 12 insegnamenti Tibetani, che somigliano a quelli Cristiani che somigliano a quelli Induisti, che in realta’ servono per avvicinarsi a Dio.



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