India, colori e profumi del Rajasthan

Da New Delhi, attraverso il Rajasthan con breve soggiorno mare a Goa
 
Partenza il: 04/11/2018
Ritorno il: 17/11/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Da qualche tempo io e mio marito Stefano condividevamo il pensiero che visitare l’India sarebbe stato bellissimo; un paese che fa subito pensare alla spiritualità, alla meditazione, alla saggezza. Quest’anno, come per magia, il pensiero si concretizza perciò ad Agosto prendiamo contatto con un’agenzia locale di Nuova Delhi Gets Holidays che in breve tempo ci fornisce in italiano, un programma dettagliato con relativo preventivo riguardo a un tour nel Rajasthan con breve soggiorno mare a Goa. Acquistiamo online direttamente alla compagnia Lufthansa i biglietti con tratta Bologna – Monaco, Monaco – Nuova Delhi e viceversa, mentre con Viaggi Sicuri stipuliamo l’assicurazione sanitaria e annullamento viaggio. Per quanto riguarda il profilo sanitario, avendo già la copertura per numerose vaccinazioni, eseguiamo su consiglio medico solo la vaccinazione antitifica. In valigia mettiamo indumenti estivi, uno spray repellente per le zanzare, una piccola torcia, scarpe da trekking leggere e una felpa per la sera.

Il nostro viaggio inizia il 4 Novembre e appena giunti all’aeroporto di Bologna siamo informati che il volo Bologna – Monaco è stato annullato, perciò veniamo inseriti sul volo Bologna – Francoforte e da lì Nuova Delhi. Alle ore 1,30 del 5/11 (ora locale + 4,30 ore rispetto all’Italia), dopo circa 10,30 ore di volo, arriviamo all’aeroporto internazionale Indira Ghandi di Nuova Delhi. Ritirati i bagagli e scambiati 50 euro in Rupie, ci dirigiamo all’uscita, dove ad attenderci, vi sono un incaricato dell’Agenzia e un autista; è notte, il traffico è scorrevole e in 20/30 minuti arriviamo al nostro hotel The Metropolitan. Eseguito il check in, ci accordiamo per l’orario d’incontro con la guida che all’indomani ci condurrà nella visita della città; ci restano ormai poche ore di sonno quindi andiamo a dormire stanchi ma allo stesso tempo carichi di attese.

5/11. Fatta colazione, alle 9,30 incontriamo Dughi, la nostra guida che ci accompagna all’auto per iniziare la visita di questa capitale con i suoi ventuno milioni di abitanti. L’impatto con il traffico è da incubo: strade intasate di auto, motorini, auto-risciò, venditori ambulanti e clacson assordanti che suonano sempre, in qualunque momento e in qualunque situazione. Ci dirigiamo nella parte vecchia passando davanti al Red Fort, un forte costruito durante la dinastia Moghul e oggi trasformato in caserma dagli inglesi. Arriviamo alla Moschea Jama Masjid che in posizione dominante su Old Delhi è la moschea più grande dell’India. All’uscita saliamo su un ciclo risciò a pedali per poi inoltrarci nel mercato di Chandni Chowk, un dedalo di viuzze gremite da venditori, cani randagi e motociclette. In questo bazar pieno di botteghe e carretti che vendono tutto il possibile pulsa il cuore della vera India e inevitabilmente Stefano ed io siamo storditi e affascinati dai profumi, colori e rumori che pervadono questo luogo. Lasciato questo posto fantasmagorico, visitiamo Raj Ghat, dove collocata in un ampio giardino una semplice piattaforma, in marmo nero, segna il punto in cui il Mahatma Gandhi fu cremato dopo essere stato assassinato nel 1948. È ormai l’ora di pranzo quando ci fermiamo in un locale per un pasto veloce a base di sandwich al formaggio e pollo. Rifocillati, ripartiamo alla volta della Tomba di Humayun, un affascinante mausoleo dove il sepolcro dell’imperatore moghul, voluto dalla sua prima moglie persiana, coniuga entrambi questi stili in modo armonioso. Al calar del sole visitiamo il complesso del Qutb Minar, qui si trova il più alto minareto in mattoni del mondo (72,5 metri). Oltre al minareto nel complesso si trovano la moschea e la colonna di Ashoka, conosciuta come colonna di ferro. Giunti quasi al termine della giornata non poteva mancare la sosta a un negozio di artigianato tessile e naturalmente non poteva mancare l’acquisto da parte mia: una bella stoffa di seta raffigurante Krishna con la sua compagna e altre pastorelle. Facciamo una breve sosta per ammirare l’edificio storico Rashtrapati Bhavan, la sontuosa dimora presidenziale illuminata da sgargianti colori, poi in ultimo il Tempio Sikh di Gurdwara Bangla Sahib. Tolte le scarpe, le calze e dopo il lavaggio dei piedi entriamo in questo tempio di marmo bianco sormontato da cupole dorate. Subito siamo rapiti dall’atmosfera serena e contemplativa del luogo, dove centinaia di pellegrini Sikh ogni giorno vengono a pregare accompagnati da inni religiosi. Ritornati in hotel, salutiamo l’autista e la nostra brava guida che in un buon italiano ci ha spiegato tante cose. La stanchezza comincia a farsi sentire, le ore di sonno sono state veramente poche inoltre domattina alle ore 6 ci condurranno in aeroporto e alle 8,45 partiremo per Jaisalmer. Andiamo a dormire entusiasti, questa giornata a Nuova Delhi è stata ricca di tante cose, domani il Rajasthan ci aspetta.

6/11. Ritirati i cestini per la colazione, partiamo per l’aeroporto (terminal 1) e dopo circa 1 ora e 20 minuti di volo atterriamo a Jaisalmer; detta anche “la città d’oro” è situata a 100 chilometri dal Pakistan in posizione isolata nel deserto del Thar.

Ad attenderci c’è Dev, il driver che ci condurrà per tutto il nostro tour. Appena fuori l’aeroporto ci rendiamo subito conto di quanto sia più caldo rispetto a Nuova Delhi, poi caricate le valigie in macchina arriviamo al nostro hotel “Lal Garth Fort And Palace” dove ci è assegnata una camera in stile moughul. Siamo elettrizzati, in questa splendida cittadina color ocra sembra che il tempo si sia fermato.

Non potendo resistere a trascorrere alcune ore inoperose prima di uscire per l’escursione nel deserto a dorso di cammello, chiedo all’autista se è disposto ad accompagnarci per un breve giro a piedi. Da Dev apprendiamo che da oggi e per i prossimi due giorni ci sarà il Festival Diwali, una delle più importanti feste indiane che si festeggia nel mese di Ottobre o Novembre; simboleggia la vittoria del bene sul male ed è chiamata “festa delle luci” perché durante questo evento si usa accendere delle luci (lampade, candele, ecc.).

Con macchina fotografica pronta allo scatto ci incamminiamo sotto un sole cocente; mucche un po’ ovunque bivaccano in mezzo alla strada, agli angoli dei marciapiedi cibandosi di rifiuti. Variopinte bancarelle espongono frutta, verdura, spezie e altri generi; uomini su chiassosi motorini sfrecciano da tutte le parti perforando i timpani con i clacson e donne in coloratissimi sari schiamazzano contrattando per gli acquisti.

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