In Tanzania per la grande migrazione nel Serengeti…

... nel bel mezzo della mitica Migrazione del Serengeti, il viaggio più bello della nostra vita
Scritto da: gianni-maasai
in tanzania per la grande migrazione nel serengeti...
Partenza il: 21/02/2013
Ritorno il: 03/03/2013
Viaggiatori: 4
Spesa: 3000 €

Siamo da poco tornati da un magnifico safari in Tanzania, 2 coppie (Gianni, Marisa, Luca e Sonia), e posso dire che è stato il viaggio più bello della nostra vita!

Questo non era il nostro primo viaggio in Africa, nel 2010 siamo stati in Namibia (bellissimi paesaggi, troppo europea l’impostazione generale) e nel 2012 in Kenya (4 giorni di fotosafari tra Amboseli e Tsavo abbinati a un soggiorno a Watamu, non male, anche se non ripeterei l’esperienza del safari in pulmino con sconosciuti), ma la Tanzania, come l’abbiamo vissuta noi, è stata davvero eccezionale, indimenticabile. Già, perché non è tanto questione di vedere il leone o l’elefante, cosa che avevamo già sperimentato, ma l’incredibile quantità di fauna, una densità di animali inimmaginabile, il fatto di trovarsi proprio nel mezzo di un numero di gnu e zebre che letteralmente ricoprono la savana perdita d’occhio, la grande quantità di felini molto attivi, direi eccitati dall’abbondanza di prede.

Voli: eravamo partiti con l’idea di volare KLM (il “pregiudizio eurocentrico” condizionava la scelta di Luca e Sonia, i nostri due compagni di viaggio), ma alla fine i prezzi erano alti, gli orari erano scomodi (partenza all’alba per prendere il volo per Amsterdam e coincidenza per Kilimanjaro) e abbiamo deciso di volare con Ethiopian Airlines. Sono spesso a Milano per lavoro, per cui, dopo aver verificato costi e tariffe sul loro sito, sono andato di persona nel loro ufficio in Via Albricci 9 per a acquistare i biglietti: Malpensa-Addis Abeba-Kilimanjaro = € 320 di tariffa + altrettanti di tasse. Voli notturni sia all’andata che al ritorno, scalo ad Addis Abeba tollerabile (3 ore in andata e 4 al ritorno)

Agenzia: dopo aver letto tanto su TPC e vari forum, siamo stati aiutati nella scelta dai preziosi suggerimenti del mio capo, veterano dei safari e dei viaggi in Africa, che nel mare magnum di internet e delle mille agenzie di Arusha ci ha consigliato Safari Crew Tanzania www.safaricrewtanzania.com e posso dire che è stata la scelta giusta! L’esperienza ha superato le nostre aspettative, l’organizzazione si è rivelata ineccepibile, i safari sono stati eccellenti (va detto che anche il periodo era ideale), già in fase di organizzazione (iniziata a ottobre 2012) avendo a che fare con loro si percepisce non solo competenza, ma grande passione: la disponibilità all’ascolto e la propensione alla personalizzazione è totale. La pazienza nel chiarire ogni dubbio infinita. Si tratta di un piccolo operatore che organizza solo viaggi su misura, uno dei proprietari è locale, l’altro è italiano ( l’ho anche incontrato velocemente ad Arusha nei pressi dell’ufficio cambi, dalle poche battute ho avuto l’impressione che si tratti di qualcuno che ha gestito per un bel po’ qualche noto tour operator qui in Italia), nel loro bell’ufficio appena fuori Arusha in direzione dell’aeroporto Kilimanjaro un paio di persone (tra i quali il mitico Yusuf, che ci a assistito nella stesura del nostro itinerario) parlano italiano ed è possibile tenere tutta la corrispondenza in italiano. Noi, dopo esserci abbastanza documentati, sapevamo cosa volevamo: un itinerario personalizzato che includesse la porzione centro-meridionale del Serengeti (in questa stagione la più ricca di fauna) basato su piccoli lodges e camps non necessariamente lussuosissimi ma di carattere e di fascino. Volevamo un’immersione totale nella Natura volevamo poter sentire la savana giorno e notte, volevamo stare nel bel mezzo della celebre migrazione che in questo periodo dell’anno si concentra nel Serengeti meridionale e negli Ngorongoro Plains e Safari Crew Tanzania è riuscito a trasformare i nostri desideri in esperienza, superando anche ogni possibile aspettativa.

Il nostro viaggio è costato 2680 Dollari USA a testa (60% pagati con bonifico in 2 tranches – 30% alla conferma, 30% a un mese dalla partenza – e il restante 40% all’arrivo in contanti) e includeva:

– Circuito con Toyota Land Cruiser solo per noi

– (Bravissima) guida parlante italiano: Naftal, una garanzia!!!

– 8 pernottamenti in lodges e camps davvero belli, alcuni dei quali meravigliosi

– Le tasse d’entrata ai Parchi

– La pensione completa

– Cosa più importante, la massima flessibilità nella gestione dei tempi e delle giornate.

Sul posto abbiamo speso circa 150 dollari a testa tra drinks e mance.

Ecco il nostro programma:

21 febbraio

Partiamo da Milano Malpensa alle 20.45. Il volo tocca terra a Roma per imbarcare passeggeri, sosta di meno di un’ora senza scendere dall’aereo. Arrivo ad Addis Abeba alle 7.10 del mattino dopo.

22 febbraio

Giunti all’aeroporto di Addis Abeba ci informano che il nostro volo per Kilimanjaro, previsto per le 10.15, partirà dal terminal 1. Un gruppetto di italiani diretti a Kigali ci consiglia comunque di sostare il più possibile al terminal 2 e di recarci al terminal 1 solo poco prima dell’imbarco: consiglio decisamente utile: il terminal 2 è moderno, tetti in vetro e acciaio, un po’ di negozi, niente di eccezionale, ma almeno c’è tanto spazio e ci sono chaises longues qua e là su cui distendersi. Dopo una spremuta d’arancia fresca e una brioche ci dirigiamo al terminal 1: vecchio, angusto e, soprattutto caldo, perché l’aria condizionata non funziona. Meno male che il decollo è previsto solo poco dopo mezz’ora dal nostro arrivo nell’inferno del terminal 1, non so come avremmo potuto sopportare 3 ore in questa situazione. Il volo è più che puntuale e alle 12.50 (con 10 minuti di anticipo) atterra all’aeroporto Kilimanjaro. Non ci sono bus, la pista si percorre a piedi e all’ingresso dell’aerostazione c’è un addetto che chiede il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla. Basta mostrare il biglietto che attesta una permanenza sul suolo etiope inferiore alle 12 ore e vi lascia andare senza problemi. Qui conviene essere veloci a scendere dall’aereo e ancora più veloci nel compilare la scheda con i dati personali da presentare al banco per il visto, in questo modo si completano le formalità velocemente, senza troppe code o attese. Safari Crew Tanzania ci aveva fornito prima della partenza la scansione di un modulo per il visto, cosa che ci ha facilitato e velocizzato nella compilazione. Risultato: alle 13.30 eravamo già fuori con i bagagli. Ad attenderci troviamo Naftal, a bordo di un Toyota Land Cruiser extra lungo, a 4 file di sedili e 7 posti finestrino oltre all’autista, e noi siamo soltanto in 4! In realtà secondo gli accordi doveva essere prevista un’auto a 3 file di sedili con 5 posti finestrino oltre all’autista, questa è stata una bella sorpresa che avremmo apprezzato nei giorni seguenti, perché un’auto così spaziosa ci ha permesso grande mobilità nell’abitacolo durante i fotosafari. Ora ci aspetta un’ora di asfalto tra rigogliosi campi coltivati, piante di mango e vari insediamenti abitati per giungere ad Arusha. Attraversiamo la città, ci fermiamo nei pressi della torre dell’orologio che segna la metà strada tra Cairo e Cape Town per cambiare un po’ di soldi e procediamo alla volta del Lake Manyara. Arriviamo dopo 2 ore circa alle porte del Parco, a Mto wa Mbu, dov’è previsto il pernottamento al Manyara Wildlife Camp http://www.wildlifecamp.co.tz/home.html (che non ha nulla a che fare con la famigerata catena Wildlife Lodges – veri e propri albergoni da 70 camere nella savana): si raggiunge con una deviazione di qualche chilometro di sterrato, è composto da una zona comune semi-aperta con caratteristico tetto in makuti, splendida vista sulla Rift Valley e sul lago, ha una piccola piscina in cui ci fondiamo (sono le 16.30 del pomeriggio!) e i bungalows sono a 2 piani, molto ampi, lettoni con materassi belli duri e zanzariere. Cena discreta e subito a letto.



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