In Normandia e Bretagna passando per il Dorset

Quindici giorni in Normandia e Bretagna passando per il Dorset [estate 2001] - Barbara & Elena Nel programmare le tappe del nostro viaggio in Normandia e Bretagna, avevamo inserito tappe che ci avrebbero portate sui luoghi in cui, in varie epoche della storia dell'umanità, l'uomo aveva posto dei capisaldi. Dai dolmen di Stonhenge ai menhir di...
 
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Quindici giorni in Normandia e Bretagna passando per il Dorset [estate 2001] – Barbara & Elena Nel programmare le tappe del nostro viaggio in Normandia e Bretagna, avevamo inserito tappe che ci avrebbero portate sui luoghi in cui, in varie epoche della storia dell’umanità, l’uomo aveva posto dei capisaldi. Dai dolmen di Stonhenge ai menhir di Carnac, storie vecchie di oltre 7000 anni; dall’arazzo di Bayeux, che raffigura le gesta di Guglielmo il Conquistatore e la sua vittoria sugli inglesi,alla Foresta di Broceliande, scenario ideale della leggenda dei cavalieri della Tavola Rotonda, di Mago Merlino e della Ricerca del Sacro Graal. Dalla piazza Jeanne d’Arc di Rouen che ha assistito all’esecuzione dell’eroina francese alle spiagge dello sbarco degli alleati in Normandia, operazione costata oltre 10.000 vite, ma grazie alla quale siamo stati liberati dal giogo nazista. Un viaggio a ritroso nel tempo, quindi, per rivivere una storia di grandi azioni. PRIMA TAPPA: LONDRA, e poi subito Bournemouth Siamo partite da Roma in aereo, destinazione Londra Stansted. Ottimo e puntualissimo, come sempre, il volo della Go Fly. Pessimo, invece, il servizio di restituzione dei bagagli: 1 ora e mezza!!! Il direttore dell’aeroporto si è scusato personalmente, ma noi mi sa che ancora non l’abbiamo perdonato. Abbiamo preso il treno veloce per Londra ed in 40 minuti siamo scese a Liverpool Str. Station dove Prajja, mio fratello, ci attendeva per proseguire il viaggio verso Bournemouth in macchina. Tutto bene, ma la prossima volta sceglieremo come aeroporti di arrivo Gatwick o Heathrow, di lì è molto più facile raggiungere la costa a sud. Eccellente la scelta del B&B, fatta attraverso Internet, sul sito www.Visitbritain.Com. Il Dorset Per via dell’abitudine maniacale di Prajja di trascorrere le giornate a zonzo in macchina senza soste se non per mangiare e fare pipì, devo ammettere che non siamo riuscite a vedere molto del Dorset, che tuttavia, a naso, ci è sembrato molto bello, quel bello descritto nei libri di Jane Austen e soprattutto Thomas Hardy. Molto verde, con fantastiche brughiere (una, per fortuna era dietro il nostro B&B e in una fuga dallo zingarone siamo addirittura riuscite a farci una passeggiata!), abitate da un’incredibile fauna selvatica che va dagli uccelli alle volpi, dai conigli ai cervi che spesso si spingono impunemente fino ai giardini dei cottage confinanti; bei paesini con casette fatte di pietra, tipo Corf Castle (villaggio costruito in torno al castello diroccato,le cui casette sono rivestite della tipica pietra del Purbeck) e belle coste frastagliate, ci dicono, poiché noi abbiamo visto solo le squallidissime, popolari ma non certo indimenticabili spiagge di Bournemouth.

Il più bel ricordo della parentesi inglese? Decisamente Stonhenge, gita voluta con tutte le forze, 8 ore di viaggio totali fra andata e ritorno, pioggerellina tipica, e un bel caffè caldo da Starbuck’s. Molto bella la cattedrale di Salisbury: dentro c’è il più antico orologio funzionante del mondo.

Si va in Francia Destinazione Francia. A causa delle limitate disponibilità finanziarie abbiamo scelto (Elena si dissocerà sicuramente dall’abbiamo e comunque la traversata in traghetto sarebbe costata letteralmente una fortuna, se fatta in alta stagione!) di varcare la manica in treno, passando sotto all’Eurotunnel. Bellissimo e modernissimo, pulito senza -issimo e anche fresco senza -issimo (per via dell’aria condizionata malfunzionante solo nel nostro vagone!) l’Eurostar Londra Parigi, che in tre ore ci ha portate nella capitale francese. Vi assicuriamo che se il capotreno non avesse annunciato l’ingresso nel tunnel non ce ne saremmo accorte minimamente. E il fatto di non aver visto l’ingresso nelle profondità della terra ci ha sollevate non poco. Alla Gare du Nord di Parigi c’era una busta con il mio nome e dentro le chiavi di una magnifica Citroen Xsara Picasso che ci avrebbe scarrozzate per 8 giorni. Si parte subito per Giverny, il piccolo paese della Normandia che per tanti anni ha accolto il pittore impressionista Claude Monet. La sua bella casa, e soprattutto il bellissimo giardino della casa, ci portano indietro nel tempo di parecchi decenni. Non sapevo che Monet fosse appassionato di stampe e giardini giapponesi: oh no! è pieno zeppo di turisti giapponesi che vanno lì per le stampe!!! Fantastica la cenetta in una taverna in paese, molto impressionista. Ci mancava il buon vino, e anche la buona cucina.

Normandia Dopo Giverny, brevissima sosta nella vicina Vernon e poi via, alla volta delle due città principali, Rouen e Caen.

Rouen è la città di Giovanna d’Arco, con belle chiese gotiche, aiuole colorate, case normanne a colombages (come diciamo noi “a graticcio”) e una orribile chiesa, di questo secolo, dedicata all’eroina francese. Curioso che ci abbiano messo tanto a costruirne una, e per giunta brutta, a forma di fiamma. Caen è stata capitale del ducato di Normandia sotto Guglielmo il Conquistatore. Molti i suoi monumenti significativi: il castello feudale, il Museo delle Belle Arti, il Museo della Normandia,il monumento commemorativo dedicato alla pace “Un musée pour la paix”. Le Abbazie “Aux Hommes” e “Aux Dames”. Dell’Abbazia Aux Hommes interessante la Chiesa di St. Etienne, che conserva la tomba di Guglielmo e che ha salvato molte vite a tutti coloro che in essa avevano trovato rifugio durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, successivi allo sbarco. Per la notte decidiamo di non cercare nessuna Chambre d’Hotes (B&B francese): il Best Western costa praticamente altrettanto ed è decisamente più… più… tutto. Cena fantastica in albergo: qui cominciamo il primo di tanti pasti tipicamente normanni a base di cozze, patatine fritte, formaggi e vino. Satolle e stanchissime ci auguriamo la buona notte. Da Caen a Bayeux e le Spiagge del D-Day (6 giugno 1944) Un po’ di storia: 1066, Gugliemo, figlio di Falaise, Duca della Normandia divenuto “Il Conquistatore ” e re d’Inghilterra, ritorna coperto di gloria dalla battaglia di Hastings (vedi anche il viaggio Inghilterra tennistica, in cui, fra uno scambio e l’altro, abbiamo visitato Hastings). Nove secoli dopo, un mattino del mese di Giugno 1944 gli Alleati sbarcano sulle coste del Calvados: comincia allora qui una sanguinosa battaglia ed un’altra conquista scritta in lettere di sangue, quella della libertà, raccontata dai musei, dai siti storici e dai luoghi che conservano la memoria del passato. Bayeux, prima città liberata della Normandia, tra l’altro molto graziosa, è anche la città che costudisce il famoso arazzo che illustra le imprese di Guglielmo il Conquistatore nella battaglia di Hastings: un unico pezzo di stoffa ricamata lungo circa 70 metri. Da professoressa di inglese l’ho trovato interessante e a tratti emozionante. Ma a noi interessava approfondire un po’ la questione dello sbarco, per cui abbiamo entusiasticamente lasciato Bayeux alla volta della costa, non più lontana di una decina di chilometri. Da ovest ad est le principali spiagge dello sbarco sono Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword.Il sistema migliore per visitarle tutte è quello di seguire la costa. Puntiamo direttamente al cimitero americano di Omaha Beach, dove finalmente troviamo le prove che cercavamo. 9386 croci bianche su 70 ettari! Uno spettacolo da pelle d’oca, nomi e numeri di matricola incisi su un’infinità di croci, sotto alle quali riposano coloro che hanno sacrificato la vita per il bene dell’Europa. La prima domanda da non eroine è stata:”ma chi gliel’ha fatto fare?”, erano quasi tutti giovanissimi. Grazie a tutti.



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