In lungo e in largo nella terra di Brave Heart

Scozia on the road
 
Partenza il: 18/06/2010
Ritorno il: 04/07/2010
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Il viaggio inizia alle 21 di venerdì 18 giugno… uscita dal lavoro, mi catapulto a casa, doccia ristoratrice e via si parte!!! Viaggiamo tutta la notte con soste ogni tre ore per motivi fisiologici e raggiungiamo Rotterdam Europoort dock 5805 Engeland per imbarcarci su un traghetto P&O diretto a Hull, scelta dettata dal fatto che si viaggia tutta notte dormendo a bordo in cabina (prenotazione fatta 2 mesi prima a 419 £ per auto e tre passeggeri su www.poferries.com). Arriviamo all’imbarco troppo presto, dato che per la partenza delle 20, l’apertura cancelli è alle 15 e il check-in alle 17. Cambiamo i nostri e-ticket con le carte d’imbarco e la signorina al desk ci consiglia una visita alla vicina cittadina di Brielle, graziosa e circondata da canali. Il viaggio in nave è molto agitato, causa forti venti e per lo stesso motivo arriviamo a Hull il mattino seguente con forte ritardo. Le pratiche di sbarco sono piuttosto lente e così il nostro programma della giornata va a farsi benedire. Decidiamo quindi di portarci verso Dumbarton, a nord di Glasgow, dove abbiamo prenotato una camera al Travelodge per 41 £ (è una catena che abbiamo utilizzato sia in Irlanda che in Cornovaglia, essenziale e pulita, forse un po’ anonima, ma dopo tutto dobbiamo solo dormirci, www.travelodge.co.uk). Sul tragitto ci fermiamo a vedere alcuni tratti del Vallo di Adriano, nei pressi di Carlisle. Il mattino seguente ripartiamo attraversando l’Erskine Bridge, ad ovest di Glasgow, e ci dirigiamo a sud verso Ayr, percorrendo la A78, strada panoramica sul Firfth of Clyde. Ci fermiamo a Largs, paesino piuttosto anonimo, ma con un bel lungomare. Riprendiamo per Ayr, seguendo le indicazioni per il castello neoclassico di Culzean, che si trova su un dirupo roccioso. L’interno del castello è il più bello che abbiamo visto, ma è certamente la posizione sulla scogliera, che vale da sola il viaggio. Ritorniamo a Dumbarton e prendiamo la A82 che costeggia il Loch Lomond, tappa veloce a Luss, dove i piccoli cottages sono decorati da mini giardini tutti in fiore. Proseguendo verso i Trossachs, punto d’incontro tra le Low e le High lands, troviamo alloggio a Crianlarich presso il B&B Invererdran House, dove per 85 £ dormiamo in tre in due stanze con bagno, con colazione scozzese (proviamo il pudding, a base di avena, e il black pudding, una sorta di sanguinaccio). Raccomando questo B&B caldamente, ma non posso fare altrettanto con The Ben-More Lodge Hotel proprio davanti al B&B, dove abbiamo cenato. Dopo cena, dato che in questo periodo dell’anno il sole tramonta intorno alle 23, andiamo al Loch Katrine, circondato dalle aspre colline dei Trossachs, da dove partono gite in battello. Noi ci limitiamo a costeggiarlo a piedi per un breve tratto. Il mattino seguente partenza per Glen Coe, dove sulla A82 percorriamo il primo tratto della vera Scozia, quella che immaginavamo percorsa da William Wallace al grido di “libertà”! Superiamo la desolazione del passo di Glen Coe, della sua piccola gola e finalmente raggiungiamo un ponte che ci permette di attraversare il Loch Leven e dirigerci, costeggiando il Loch Linnhe, verso Fort William, graziosa cittadina ai piedi del Ben Nevis, la cima più alta dell’isola (1344 m). Presa la A830, appena usciti dalla città, sulla destra troviamo le Neptune’s Stairs, un sistema di 8 chiuse costruite per il Caledonian Canal, e poi in direzione Mallaig nei pressi di Glenfinnan, sulla A830, troviamo il viadotto che ogni mattina viene percorso dal Jacobite Steam Train, un treno d’epoca reso famoso dai film tratti dalla saga di Harry Potter (partenza lun-ven ore 10.20 da Fort William). La visuale però da qui non è delle migliori, in quanto si vede solo un tratto di quest’opera grandiosa, mentre al di là della strada si vede bene il Monumento che commemora la prima vittoria giacobita di Bonnie Prince Charlie. Volendo potremmo imbarcarci da Mallaig per l’isola di Skye, ma preferiamo tornare con la A87 a Fort William e attraversare a Kyle of Lochalsh con il ponte, da cui si gode di un’ottima vista. Facciamo però prima tappa vicino a Dornie, al romantico Eilean Donan Castle, collegato alla terra ferma da un suggestivo ponticello. Sono rovine medioevali, tanto belle che ogni foto è da poster, inoltre l’accesso al ponte è aperto anche di notte. Arriviamo a Portree, il capoluogo di Skye, graziosa con il suo piccolo porticciolo, e ci accomodiamo al B&B Kantara, una camera piccola e servizio non proprio al top, per 80 £. Al mattino, dopo una ricca colazione scozzese, iniziamo il giro dell’isola: prima tappa, Kilt Rock, chiamata così perché la roccia disegna pieghe simili alla nota gonna scozzese; seconda tappa, l’Old Man of Storr, una roccia che si erge solitaria all’orizzonte; terza tappa, piuttosto deludente, il castello di Dunvegan, dove all’entrata avrebbero dovuto segnalare che due terzi dell’esterno del castello non erano visibili a causa di lavori, inoltre i giardini non siamo riusciti a goderceli a causa di uno dei due acquazzoni che ci hanno sorpreso durante l’intera vacanza. Dietro al castello vengono organizzate gite in barca allo scopo di avvistare foche. Amareggiati, anche perché continua a piovere, con stradine piene di passing places, arriviamo a Neist Point, punta panoramica con faro… peccato che ci sia nebbia. In attesa che si alzi, ci facciamo un paio di panini, ma niente! Decidiamo di scendere ugualmente il ripido sentiero. In basso la nebbia si era già alzata e le scogliere incorniciavano il faro… semplicemente meraviglioso! Riprendiamo il viaggio seguendo la strada parallela a quella dell’andata (la A863, invece che la A87), per poter vedere i Cuillins, montagne che sembrano disegnate dai bambini! Vogliamo lasciare l’isola prima di sera, quindi ci fermiamo a Dornie, dove troviamo alloggio al bellissimo B&B Sonas di Angela Gill per 80 £ e ceniamo bene, poco lontano, al bar dell’unico hotel del paesino. Passeggiata verso il castello di Eilean Donan che a quell’ora, è proprio tutto per noi! Dopo un’abbondante colazione, partiamo alla volta di Fort Augustus, percorrendo prima la A87 e poi la A887. Qui vediamo un’altro sistema di chiuse del Caledonian Canal, ma a differenza che a Fort William, qui le vediamo in funzione. Prendendo la A82 per Inverness, andiamo a visitare sulle rive del Loch Ness (Nessie Vi manda i suoi saluti!) il castello di Urquhart. Alla biglietteria decidiamo di fare l’Explorer Pass (abbrevierò EP dove verrà utilizzato) che ci permetterà di entrare gratis in diversi siti (www.historic­-scotland.gov.uk), per 7 giorni anche non consecutivi nell’arco di 14 giorni. Il castello è diroccato, ma Vi assicuro che si trova in una posizione spettacolare! Arriviamo fino ad Inverness, che non visiteremo, ma dove vedremo le nostre prime mucche con la frangetta tipiche delle Highlands e da dove prenderemo la A835 per Ullapool, cittadina graziosa, ma se volete vedere veri paesini di pescatori, fate un giro in Cornovaglia! Proseguiamo sulla A835, poi A837, poi A894, quindi A838 fino a Durness: ogni 50 km il paesaggio cambia completamente, dalla struttura delle montagne alla vegetazione… le uniche costanti sono le pecore e l’acqua, che sia mare o lago, si alterna al verde a perdita d’occhio. Per la strada poi un bellissimo arcobaleno ci fa strada. Arriviamo a Durness e troviamo sistemazione al B&B Bae Seren gestito da una famiglia neozelandese, tutto sa di nuovo… l’unico neo è che il gestore ci da la notizia che l’Italia insieme alla Nuova Zelanda sono fuori dal mondiale di calcio… ma siamo su una scogliera a picco sul mare e la vista ci fa dimenticare in fretta la delusione! Sveglia presto per andare all’imbarcadero per Cape Wrath, poco fuori Durness. Il primo traghetto parte alle 9.30, ma in realtà si tratta di una barchetta che trasporta circa 15 persone alla volta (5,50 £ a testa). Arrivati sull’altro lato della Balnakeil Bay, un pulmino in 40 minuti e per 10 £, ci porta al faro: alla guida un vecchio lupo di mare dall’humor molto black! La vista è semplicemente favolosa e c’erano anche le foche! Seconda tappa della giornata Strath Point, raggiungibile proseguendo prima sulla A838 e poi sulla A836: anche da qui la vista è da mozzare il fiato, inoltre siamo all’estremo nord, oltre al 58° parallelo e fa straordinariamente caldo! Proseguiamo sulla A836 e raggiungiamo Dunnet Head: oggi la giornata è dedicata ai fari. Saliamo appena sopra alla collina e da una sorta di piattaforma godiamo di una visuale a 360°C… stupendo! Grazie anche ad una delle tante giornate di sole che troveremo in Scozia, riusciamo a vedere chiaramente le Orcadi in lontananza. Ultima tappa della giornata, e forse la più bella, è Duncansby Head lontana circa 3 km da John o’Groats, dove mangeremo un salmone affumicato da leccarsi i baffi all’Hotel Seaview: innanzitutto la costa è alta a falesia, due spuntoni di roccia ricordano i Niddles dell’isola di Wight, ma quello che impressiona, è ritrovarsi sopra ad una gola (recintata!) dove numerosi uccelli hanno trovato il loro nido, il cui vociare rimbomba dal fondo, come se fossero le urla dei bambini all’uscita da scuola! Meraviglioso e imperdibile! John o’Groats è in un certo senso gemella di Land’s End in Cornovaglia (ultima città ad est e ultima città a ovest). Sveglia presto: abbiamo il traghetto per le Orcadi alle 9.30 dall’imbarcadero di Gills, dove bisogna presentarsi almeno mezz’ora prima. L’attraversata fino a St. Margaret’s Hope dura circa un’ora e si paga direttamente a bordo (auto e 3 passeggeri per 69 £ a tratta). La strada principale A961 collega le varie isole da South Ronaldsay a Burray, quindi a Mainland. I ponti tra le isole sono le famose barriere di Churchill che servivano a proteggere la baia di Scapa Flow, costruite anche con vecchie navi affondate, che qua e là affiorano dal mare. Poco più avanti una breve deviazione verso est porta all’Italian Chapel, una specie di hangar riattato a chiesa e affrescato dai prigionieri italiani della Seconda Guerra. Raggiungiamo Kirkwall, il capoluogo di queste isole lontane, che visiteremo a fine giornata. Prendendo la A965 si raggiunge prima Maes Howe (EP), una camera sepolcrale del 2750 a.C. simile a Newgrange in Irlanda. Poco dopo una deviazione porta alle Standing Stones, quindi al Ring of Brodgar: cerchi megalitici stile Stonehenge, ma anche se più ampi non ne hanno lo stesso fascino. Proseguendo verso l’oceano, si incontra Skara Brae (EP), un villaggio neolitico conservato meravigliosamente sotto la sabbia. Assolutamente da vedere! Riprendiamo l’auto alla volta di Stromness, villaggio di pescatori, carino, ma rovinato dal terminal dei traghetti diretti a Scrabster, e proseguiamo verso Kirkwall, dove troviamo uno dietro l’altro tre grandi magazzini, scegliamo Tesco che ha prezzi ragionevoli e propone piatti freddi già pronti (es. insalatone anti-fish&chips!). Troviamo anche un B&B grazioso a circa 20 min a piedi dal centro, da cui si ha una splendida veduta sulla città, dove svetta la rossa cattedrale di St. Magnus. Sul lungomare tanti ristoranti propongono menù invitanti, ma purtroppo è sabato sera e tutto è prenotato. Scopriremo poi che è un week end di festa, tanto che una banda in kilt con cornamuse e tamburi fa su e giù per la strada principale. A fianco della cattedrale, opera d’arte del XII secolo in pietra rossa, sorgono il Bishop’s Palace (EP) e l’Earl’s Palace, edifici in rovina, che però non nascondono la passata grandezza. Il giorno seguente, prendiamo il traghetto alle 12 da St. Margaret’s Hope e arriviamo un’ora più tardi a Gills. Percorrendo la A99 incontriamo delle donne che guidano trattori per 1000 miglia a scopo benefico: proprio un’iniziativa singolare! Arriviamo al bianco Dunrobin Castle, che contrasta con il blu del mare, anche se ancora abitato, molte sale, alcune del XIII secolo, sono aperte al pubblico e valgono una visita (7£). Il parco che lo circonda è immenso, con un’area dedicata al giardino all’italiana. Alle 11,30 e alle 14.00 ci sono anche dimostrazioni con rapaci. Riprendiamo la strada verso Inverness, per raggiungere sulla B9090 il castello di Cawdor e Fort George. La notte lo passiamo al B&B Colyna di Lynda Mackintosh (3, Fettes Road, Andersier) semplicemente fantastico per 80£! L’unico dove avevamo anche internet gratis. Prima tappa della giornata seguente il Cawdor Castle, carino fuori e dentro, ma probabilmente se Macbeth non fosse stato signore di Cawdor e Glamis, non l’avrei mai incluso nel nostro giro… comunque i giardini sono veramente belli e volendo nei boschi retrostanti si possono fare delle belle passeggiate. Continuiamo il giro con la visita di Fort George (EP), una delle più belle opere di architettura militare d’Europa, di cui una parte è ancora una caserma funzionante. Il fortino si incunea strategicamente nel Moray Firth e, grazie alla vista a 360°, in giornate fortunate, si possono vedere anche i delfini. Riprendiamo la A96 verso Elgin, parcheggiamo al tourist center, che si trova davanti ad un laghetto delizioso, costeggiato da un sentiero che porta direttamente alla cattedrale (EP). Nonostante si tratti solo di rovine, Vi assicuro che è di notevole fascino; inoltre dall’alto di una delle torri si gode del panorama dell’intera città. A sinistra dell’entrata alla cattedrale, si trova il cancelletto che porta ai Biblical Gardens, dove si dice siano state piantate tutte le piante e i fiori che vengono menzionati nella Bibbia. Sempre restando sulla A96, raggiungiamo Aberdeen, la superiamo velocemente per raggiungere vicino a Stonehaven, il Dunnotar Castle. Ormai è chiuso, ma la passeggiata che porta appena fuori dalle mura è aperta tutta notte. Si tratta di rovine è vero, ma non si può dare torto a Zeffirelli se lo scelse come location per l’Amleto interpretato da Mel Gibson, dato che si trova su una scogliera a strapiombo sul mare… meraviglioso! Per la notte abbiamo prenotato al Travelodge di Dundee Central, certo il paragone con l’ultimo B&B non è assolutamente proponibile! Comunque per 51,80 £ dormiamo comodi e al pulito. Il centro è a 5 minuti a piedi e durante la passeggiata serale, rimaniamo sorpresi dall’edificio gotico-vittoriano che ospita la pinacoteca Mcmanus, la cui entrata è costituita da un’elegante doppia scalinata. Sveglia presto, spesa al supermercato davanti all’hotel e via alla conquista di un nuovo castello… oggi tocca al Glamis Castle, poco lontano da Dundee. Ancora una volta la mia passione per Shakespeare ha il soppravvento! Il castello internamente è carino, certo non potevo mancare la visita alla stanza dove Macbeth (anacronisticamente) uccise Duncan. Fuori è il classico castello delle favole, un po’ come quelli sulla Loira, in pietra rossa e non fatta con la tipica pietra grigia scozzese. Torniamo a Dundee, attraversiamo il ponte sul Firth of Tay e seguendo le indicazioni, sempre ottime, raggiungiamo St. Andrews. Poco distanti l’uno dall’altro le rovine del castello (EP), in riva la mare, e della cattedrale (EP), che però non ha certo il fascino di quella di Elgin, ma dalla cui torre si ha una visuale a 360° delle spiagge e dei campi di golf per cui è famosa la città. Ci rimettiamo in strada diretti a Stirling, dove passeremo la notte al Travelodge per 51,50 £, ma prima ci fermiamo al Wallace Monument, una specie di torretta visibile già a distanza sulla A91, che si può raggiungere dal centro visitatori con una passeggiata mediamente impegnativa di circa 15 min, da fare… almeno come tributo a Brave Heart e per il panorama! La torretta, raggiungibile anche con pulmino, è visitabile. Il Travelodge si trova all’interno di un’area servizio Moto sulla M80, queste aree danno la possibilità di accedere ad internet gratis, se si possiede un laptop. Comodissimo per aggiornare gli amici rimasti a casa e prenotare gli alberghi on the road! Prima tappa del mattino seguente, il castello di Stirling (EP). La vista è meravigliosa dall’alto delle torrette, mentre all’interno la cappella e la grande sala sono state rimesse a nuovo. Purtroppo la visita al palazzo non è possibile per restauri (anche in questo caso non segnalati). Lasciamo Stirling e con la M9 prima e la A985 poi, raggiungiamo il paesino di Culross. Delizioso con le sue stradine di ciotoli; peccato che la vista dal lungomare sul Firth of Forth sia rovinata da decine di ciminiere sulla sponda opposta. Ma dov’è la pace e il silenzio delle Highlands? Proseguiamo verso Edinburgh attraversando il Forth Bridge. Poco prima però ci fermiamo in un view point per ammirare i due ponti che collegano la città, uno per auto e l’altro, più famoso, per treni. Rimaniamo sulla A90 e raggiungiamo il Travelodge West End (2 notti a 103,60 £), scelto perché tra quelli vicini al centro era l’unico con parcheggio, per di più non a pagamento. Facciamo un giro di perlustrazione percorrendo le belle piazze della New Town per poi trovarci, una volta superata Charlotte Sq., sulla Rose Street, una vietta di locali e negozietti veramente graziosa. In fondo a Rose St. iniziano le scale che portano in cima a Calton Hill da dove si gode un’ottima vista sul fiordo, sulla costa e sull’intera città. Scesi dalla collina, dove si trovano l’Old Observatory e il Nelson Monument, decidiamo di raggiungere il Royal Mile la strada lunga un miglio che collega il palazzo di Holyroodhouse al castello. Lo percorriamo tutto soffermandoci sulla casa di John Knox e la cattedrale di St. Giles, il cui interno ci riproponiamo di vedere con calma l’indomani, così come il castello (EP). Sveglia con calma, colazione e camminata verso il castello (EP). La confusione della città ci da quasi fastidio e ci è particolarmente gradito che con l’Explorer Pass si salti la fila. All’interno del castello da vedere la Cappella di S. Margherita, l’edificio più antico del castello, il Mons Meg, il grande cannone, la sala dei gioielli con accanto alla corona di Scozia, la pietra del destino, che ha inestimabile valore per gli scozzesi, il salone d’onore e le prigioni. Usanza è che alle 13 tutti i giorni, tranne la domenica, il cannone spari un colpo. Usciti dal castello e superata la grande impalcatura allestita per il famoso Tatoo, il festival con parata militare, che si tiene in agosto, sulla sinistra, entriamo in un insieme di negozi sotto i quali è possibile vedere all’opera i tessitori di tartan, la stoffa scozzese. Questa giornata la dedicheremo soprattutto allo shopping, ritagliando un po’ di tempo per la visita della cattedrale di St. Giles, e per raggiungere con il bus 22 preso in Princes Street, proprio davanti a M&S, l’Ocean Terminal, dove è ormeggiata la Britannia, la nave reale inglese. Francamente mi immaginavo una nave meno moderna: meno male che mentre eravamo seduti in riva al mare abbiamo visto passare un galeone d’epoca, decisamente più interessante. Con il bus 36 dall’Ocean terminal raggiungiamo Queensferry St. che è a 5 min dall’hotel, ma prima ci fermiamo in Melville Place al Randolph Bar, dove mangiamo bene a prezzi modici (ho provato l’haggis con verdure e mi è piaciuto molto!). Il giorno seguente, partenza da Edinburgh alla volta della Rosslyn Chapel, un gioiellino all’interno, mentre all’esterno sono in corso lavori di restauro, accelerati grazie alla fama data dal romanzo “Il Codice da Vinci”, che ha aumentato sensibilmente il turismo. Prendiamo la A7 verso sud, diretti a Melrose Abbey (EP), una delle abbazie dei Borders, che scegliamo anche perché lì si trova sepolto il cuore di Robert the Bruce (avete presente Brave Heart?). Abbandoniamo la Scozia e in serata raggiungiamo Leeds dove abbiamo prenotato il Travelodge Leeds Colton (una notte 46,80 £), un po’ intricato da raggiungere, ma veramente comodo con supermarket e locali dove cenare. Inizia l’opera di avvicinamento a Hull. Prima tappa York, parcheggiamo proprio sotto la Cliffort’s Tower, davanti al castello, facciamo poi un giretto fra le viuzze medievali e con tutte le finestre in fiore, finché non raggiungiamo la Minster, la cattedrale (entrata 15 £) che domina la città. Facciamo anche un giretto sulle mura che circondano per quasi 5 km la città. E’ ancora presto per l’imbarco, così ci fermiamo a Beverley, cittadina a pochi km da Hull, graziosa e con una bella cattedrale. Alle 17 del 3 luglio inizia l’imbarco al porto di Hull: distrutti ci rifugiamo nella nostra cabina. Ore 21 la partenza e dopo una notte piacevolmente “dondolante” arriviamo a Rotterdam alle ore 9.00 e infine raggiungiamo Milano alle 22.30 con 6000 indimenticabili km in più.



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