In India del sud

In India del sud Sono scivolato lungo l`autostrada Napoli Fiumicino Aeroporto, ho ripasseggiato per l`avenue sovrastata di finte palme dell`Hub di Dubai, ed infine mi sono ritrovato all`improvviso in un vagone affollato che dall`aeroporto di Chennai mi ha portato in centro citta`. Venni in India dodici anni fa, e di allora comincio a...
 
Partenza il: 12/01/2006
Ritorno il: 10/02/2006
Viaggiatori: da solo
Spesa: 1000 €

In India del sud Sono scivolato lungo l`autostrada Napoli Fiumicino Aeroporto, ho ripasseggiato per l`avenue sovrastata di finte palme dell`Hub di Dubai, ed infine mi sono ritrovato all`improvviso in un vagone affollato che dall`aeroporto di Chennai mi ha portato in centro citta`. Venni in India dodici anni fa, e di allora comincio a riconoscere quello immediatamente percepibile, i profumi, o meglio i tanfi caratteristici di posti sporchi ed inquinati. Tuttavia non sono molesti, perche` mi avvolgono e proteggono nella loro semplice normalita`. Cosi` come e` normale ritrovarmi ad altezza cintola un tipo che sembra esser passato in un tritacarne; vecchie lebbrose che tendono la mano monca di articolazioni per chiedere qualche rupia, raggomitolate in un pugno di stracci; bambini che hanno la loro casa sui marciapiedi, assieme ai genitori. Ieri mattina, mentre camminavo per le vie affollate di Chennai, per un momento il mio sguardo ha incrociato quello di una donna che si stava cambiando, utilizzando il suo sporco sari a mo` di paravento, avvolto attorno ad un palo; l`ho distolto subito, per rispettare quel minimo di privicy che si era creata in quel modo.

Forse dovrei restare ancora qualche giorno qui, tuttavia non ho voglia di sforzarmi a trovare quello che forse non c`e`, per cui domani comincero` il mio Gran Tour, da Chennai a Mumbai, passando per il sud e risalendo la costa occidentale.

Mamallapuram e` un paesino in questo momento frenetico per la festa del Pongal, che celebra annualmente il raccolto, tesa a ringraziare divinita` ed animali per il dono di aver avuto dalla terra di che aver da mangiare ancora per un anno. Inoltre c`e` un festival di danza, e la sera stessa assisto ad un meraviglioso spettacolo con ballerine e musicisti, che per due ore trascinano tutto il pubblico in un`altra dimensione, da quella incasinata che sta appena fuori la scena; la vocalist da` di gorgheggi a mo` di Cheila Chandra, per chi la conosce, mentre la ballerina si muove in una maniera cosi` armoniosa che difficilmente ricordo di aver visto in spettacolo analoghi.

C`e`troppo casino, troppa ressa; stamattina me ne andavo in giro per i templi del villaggio, e frotte di famiglie ne affollavano gli spazi coi loro picnic di semplici e gustosi thali, offrendomi da mangiare, augurandomi Happy Pongal, chiedendomi do posare per foto ricordo assieme a loro. Ad un certo punto ho incontrato Stephan, svizzero di Zurigo, autista di tram, anche lui coi turni; forse l`ho preso in simpatia per questo. Che tipo questo Stephan! Caritatevole ed incazzato allo stesso tempo per le continue e spropositate elemosine che si costringeva a dare ai questuanti di professione, che una volta si ed una no lo facevano fesso, con una guida spirituale dell`India sotto braccio, che non sapevo manco esistesse, una Lonely o Routard del pellegrino occidentale in cerca d`illuminazione. Se ne va in giro per i templi dell`India in cerca di una serenita` e pacatezza che evidentemente latitano in lui. Ci ho passeggiato, chiacchierato, posato per delle foto che ragazzi ubriachi da fine Pongal ci chiedevano sulla spiaggia, aspettato il ciabattino che terminasse i sandali su misura che gli avevo commissionato (non avrei potuto trovarli gia` bell`e` fatti, chiaramente), cenato assieme: alla fine mi ha riempito di complimenti, che non merito, credendo di vedere in me quello che sta cercando con troppo accanimento. Domani partiro` per Pondicherry, 100 km. Piu` a sud, la citta` che avrebbe voluto essere stata francese.

Sono stato due giorni a Pondicherry, quest`enclave coloniale francese nell`enorme India britannica. Ci ho passeggiato sotto l`effetto rincoglionitore della cefalea a grappolo che con cadenza annuale mi colpisce., durante il pomeriggio e la mattina seguente.

Me ne sono andato in giro in stato comatoso, sotto al sole, riportando scottature di lieve entita` su collo e capoccia, fra i bei viali della zona francese, dominati dalla presenza dell`Alliance Francese e dalla sede dell` Ashram di Aurobindo e la sua amica, The Mother. La citta` sembra condizionata, almeno nelle sue zone piu` aristocratiche, da questi due enti, con belle case ristrutturate, fuori alle quali ci sono quasi sempre delle guardianie private. E’ stata contesa dai francesi sugli inglesi, e si vanta un poco della sua natura latina, coi nomi di strade, negozi e ristoranti, per turisti e locali ricchi. La zona indiana sta piu` in la`, nella parte occidentale, dove come nelle altre citta` indiane la gente vive per strada, dell’ elemosina dei passanti.

L`Ashram di Aurobindo è un posto molto forte, economicamente: possiede una fabbrica artigianale di carta, un giornale proprio, piu` presumo notevoli ammanigliamenti con la politica locale. Riesco a farmi accettare in una delle sue guest house dipartimentali, dove le regole sono severe: coprifuoco, niente fumo o alcool, niente bambini al di sotto di tre anni piu` altre cazzate. La foto di The Mother e l`Aurobindo sono onnopresenti, come grandi Fratelli orwelliani che sorvegliano dall`aldila` che il pellegrino stia osservando i loro precetti. Comunque, nonostante l`alta moralita` del posto, la cazzimma e` notevole, per cui la mattina, quando ho lasciato la guest house, ho dovuto portarmi appresso lo zaino, che fortunatamente non e` pesante, poiche` sembra che li non ci sia spazio per i bagagli in deposito. Lo abbandono per qualche ora al centro Internet dove spergiuro che non reclamero` furti di soldi o preziosi.

All`Ashram non c`e` molto da fare, a parte venerare la tomba dei due, o comprare foto riprese nel momento del loro maggior stato di inartapecorimento, poco prima dell morte, credo; c`e`anche da buttar soldi in libretti vari per desiderosi di rivelazioni su salute, sesso, lavoro, paure generiche, e addirittura sul favoloso umorismo dell`Aurobindo. Fortunatamente a Pondicherry c`e` il lungomare, con le famiglie che passeggiano, a mangiare gelati rilassate, dove seguo il loro esempio, in attesa del treno che mi portera` stanotte a Madurai, 400 km piu` a sud.

Il percorso da Pondicherry a Villipuram junction, da dove partiro` in treno per Madurai, e` breve; ho il tempo di mangiare in una bettola, lungo i binari 1 e 2, dove preparano vaschette di alluminio da distribuire in treno. Alla faccia dell`Aviaria, mi faccio un doppio chicken byriani, e siccome il treno ritarda, c`ho il tempo per un caffe` e una sigaretta fuori la stazione. Ci sta passando un carrettino con sopra dei monaci, mi sembrano, che benedicono con terra bianca e rossa, e petali di fiori quelli che porgono la fronte: lo faccio anch`io, come buono augurio per la notte che passero` in treno, sperando che il mio mal di testa si mantenga su livelli accettabili. La notte passa in bianco, ma senza ulteriori complicazioni cefaloidi, per cui, quando sbarco alle 05.30 dal treno, decido di posare le mie cose in albergo ed andare subito al tempio Sri Meenakshi, motivo principale per cui io e migliaglia di pellegrini stiamo passando da queste parti. E` vicino, pochi minuti dalla stazione e dall`albergo, ed e` gia` aperto. Sta per albeggiare, e i primi fedeli lentamente cominciano ad affollare questo luogo mistico; ci cammino forzatamente lento per la stanchezza del viaggio, ma e` un buon modo per guardarmi attorno. Man mano le persone aumentano, vengono aperti locali contenenti raffigurazioni di divinita`, in sembianze umane ed animali, mentre sale un mantra cantato da alcuni in un angolo e diffuso in tutto il tempio da altoparlanti. Incrocio una carovana con in testa alcuni che tengono una portantina, altri accompagnano la processione con delle trombette ed acuti di piatti metallici battuti fra loro. Intorno ad un tempietto si forma un trenino di persone che gli gira intorno, con lo sguardo infervorato. Piu` in la` c`e` l’enorme vasca con l’acqua sacra dove ci si bagna; e` tutto cosi` incredibile da osservare, e a volte da` un sospetto di un leggero fanatismo.



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