In giro per l’Austria

10-AGOSTO 2008: finalmente si parte! Dopo undici mesi di duro e stressante lavoro finalmente è giunto il momento di mettersi in cammino. Questa volta, sia perché scottato dalle esperienze precedenti sia perché non ho ottenuto adesioni al mio progetto, ho deciso di partire e trascorrere le vacanze in totale solitudine. Ammetto che la situazione...
 
Partenza il: 10/08/2008
Ritorno il: 18/08/2008
Viaggiatori: da solo
Spesa: 1000 €

10-AGOSTO 2008: finalmente si parte! Dopo undici mesi di duro e stressante lavoro finalmente è giunto il momento di mettersi in cammino. Questa volta, sia perché scottato dalle esperienze precedenti sia perché non ho ottenuto adesioni al mio progetto, ho deciso di partire e trascorrere le vacanze in totale solitudine. Ammetto che la situazione mi crea qualche perplessità in merito a possibili imprevisti e per questo l’emozione derivante dalla felicità di partire si fonde a una certa dose di nervosismo dovuto alla consapevolezza di dovermela cavare (esperienza senza precedenti per me) da solo in tutto e per tutto a centinaia di chilometri di distanza e in un Paese straniero, l’Austria, del quale non conosco nemmeno la lingua madre.

Prevedendo un traffico intenso lungo le autostrade ho deciso di partire di notte: ho caricato le due valigie e la cartella sulla fidata Polo(al ritorno mio padre mi avrebbe informato che l’assicurazione era scaduta e che la mattina seguente l’assicuratore gli aveva consegnato il tagliandino…Pensa te che cosa ho rischiato per una settimana!), ho salutato i miei e mi sono messo in marcia con molta calma.

La prima sorpresa è stata la quasi totale assenza di traffico sia lungo l’A4 Milano-Venezia sia sull’A22 Modena-Brennero: da una parte ciò è stata cosa assai positiva in quanto mi ha evitato spiacevoli disagi, dall’altra però ha reso inutile la mia partenza a notte fonda; ho pertanto tentato di far quadrare la tabella di marcia il più possibile andando abbastanza piano e prolungando le ripetute soste alla ricerca della vignetta per il transito autostradale in Austria (l’avrei trovata solo al primo autogrill austriaco dopo il Brennero).

Ciononostante sono arrivato a Innsbruck tremendamente presto: erano circa le sei e mezza quando uscivo dall’autostrada alla vista del cartello “Innsbruck”!Ho pertanto deciso di dirigermi presso il Castello di Ambras (situato alla periferia della cittadina tirolese) e di fare un giro nel bel parco che lo circonda; il maniero apriva alle dieci quindi sarei dovuto tornare più tardi per visitarne l’interno, perciò ho cercato di tirare in lungo tra una foto e una sigaretta finché fattasi un’ora decente mi sono recato in albergo.

Non so perché ma la signora alla reception mi ricordava una qualche vecchia attrice da film giallo: aveva quell’espressione con ghigno malefico che metteva i brividi!C’è di buono che dopo le prime battute in inglese ha visto dai miei documenti che ero italiano e allora s’è messa a parlare un italiano tascabile pure lei: da libro giallo ma almeno cordiale! La camera era piccola ma per me che non ho grandi pretese andava più che bene.

Mi sono poi lanciato nella visita di Innsbruck: subito nella piazza centrale dove si trova il Tettuccio d’oro e vari edifici molto antichi e caratteristici. Ho poi girato per le vie del centro fino a pranzo (ho mangiato gulasch con canederli…Qualità molto mediocre a dire la verità), dopodichè ho visto l’Hofburg, la chiesa imperiale e son tornato a visitare il Castello di Ambras all’interno.

Avevo dunque esaurito la piccola e dolce Innsbruck in una sola ma intensissima giornata: al ritorno in albergo è bastato toccare il letto per sprofondare nel più pesante dei letarghi…Roooonfff!! 11-AGOSTO: si cambia itinerario e si va subito a Salisburgo Esaurita in tempo record Innsbruck decido allora di dirigermi verso Salisburgo. Fatta colazione prelevo l’auto dal parcheggio privato dell’hotel e mi dirigo verso la città natale di Wolfgang Amadeus Mozart. La sorte vuole che in autostrada m’imbatto in un cartello che mi segnala lungo la strada il Castello di Tratzberg per cui, data l’ora, decido di prendere l’uscita e di raggiungere il maniero.

L’immagine che mi si è presentata davanti è a dir poco divina: vedere questo castello dalle mura bianche sulla montagna tra tutto quel verde mi ha a dir poco emozionato! Parcheggio e mi sparo la salita a piedi ( pant…Pant…) finché giungo alla biglietteria: mi danno il walkman con il nastro in italiano e attendo l’ora fissata per la visita che, ironia della sorte, comprendeva solo ed esclusivamente italiani…Meno male che siamo povera gente!! L’interno del castello, una volta appartenuto agli Asburgo, è bellissimo; ciò che lo rende particolarmente attraente è il fatto che al contrario della stragrande maggioranza dei castelli italiani non è stato depredato ma ha conservato arredamento, decorazioni e suppellettili vari: se passate da queste parti vi consiglio di passarci, non ve ne pentirete! Esco dal castello che è ora di pranzo, perciò decido di fermarmi al bar-ristorante ai piedi del castello. Ordino la zuppa di gulasch e wurstel con patatine fritte, dando per scontato che la prima sarebbe stata servita in dosi normali se non addirittura modeste; invece me ne son visto portare una zuppiera di notevoli dimensioni e sebbene fosse squisita o avuto non troppe esitazioni a trangugiare il tutto.

Pieno come un uovo ho dunque ripreso il tragitto in direzione Salisburgo, e mi ritrovo una colonna pazzesca! Comincio a madonnare finché scopro che il tutto è dovuto a un camion di merda ribaltatosi…Ma porca zozza, pure qui i camionisti devono rompere i coglioni???Sono proprio una razza da sterminare…Brutti imbecilli-ubriaconi-senzacervello! Alla fine arrivo a Salisburgo, parcheggio, mi compro un gelato (col quale puntualmente mi”padello”la maglietta) e vado a fare un giro veloce per la parte meno storica di Salisburgo.

La città mi è piaciuta subito: molto antica ed elegante nei suoi edifici barocchi. Il Castello di Mirabell si distingue per il suo bellissimo e frequentatissimo giardino, il Mozarteum, il Teatro delle marionette, la piazza Makart (col teatro, la casa di Leopold Mozart e chiesa barocca), la verdissima collina dove si trova la chiesa dei cappuccini: insomma anche la parte meno attraente di Salisburgo dimostra già il suo perché.

La sera rientro a Innsbruck e dopo un giretto in centro con tanto di cena (una pizza dal sapore assai effimero) rientro in albergo e mi preparo per il trasloco nella città di Mozart.

12-AGOSTO: sosta alla fortezza di Kufstein e centro storico di Salisburgo.

Come la mattina precedente mi metto in viaggio di buon’ora. Stavolta non c’è traffico e il viaggio procede senza patemi, salvo l’imbattermi in un altro di quei cartelli che mi hanno indotto a fare un’altra piccola escursione: stavolta la meta è la maestosa fortezza di Kufstein.Parcheggio e salgo a piedi fino alla costruzione che si presenta molto fredda e austera: chissà come se la passavano male colore che la popolavano, prigionieri in primis ma non solo! Completato il giro della fortezza mi dirigo verso Salisburgo e vado direttamente a fare il check-in in hotel. La tipa alla reception ci mette una vita a trovare la mia prenotazione e mi faceva venir voglia di mandarla a quel paese: era indubbiamente il preludio di ciò che sarebbe avvenuto più tardi.



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