In camper in Nuova Zelanda

Alla scoperta dei suoi scenari naturali
 
Partenza il: 30/07/2010
Ritorno il: 19/08/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Rieccoci: si riparte! Ma quanto ci piacerà viaggiare!!Questa volta la scelta del viaggio è stata abbastanza travagliata, perchè i nostri primi tentativi hanno problemi già dall’inizio….ma il 30 luglio, finalmente, si riparte e questa volta la meta è davvero unica…si va dall’altra parte del mondo…in Nuova Zelanda!

Il volo è lunghissimo, però siamo fortunati, perchè ci siamo appoggiati ad un Tour Operator che si occupa solo di questo incredibile paese, quindi: è tutto ok!

Facciamo scalo prima a Dubai, poi a Bangkok, Sydney e, infine, eccoci qui: poggiamo, finalmente, i nostri piedi in terra neozelandese, precisamente a Christchurch, nell’isola del Sud, perchè la Nuova Zelanda è formata da 2 isole : quella del sud (più selvaggia e disabitata) e quella del Nord (dove troviamo le città più importanti). Alle 15 siamo in hotel, il tempo di lasciare i bagagli e subito a giro.

Christchurch è una città “very english”, molto tranquilla e ordinata, che si può visitare comodamente a piedi.

Ma il meglio arriva 2 giorni dopo, quando prendiamo il camper (tutto già prenotato dall’Italia) e via all’avventura! Abbiamo lasciato l’estate per addentrarci nell’inverno neozelandese che quest’anno non è dei peggiori; all’inizio i colori del paesaggio non ci entusiasmano , ma, man mano che scendiamo verso l’Otago Peninsula il tempo migliora e, finalmente, i colori si accendono.

La Nuova Zelanda è un paese facile da visitare, in più, la gentilezza della sua gente, il clima temperato, la buona organizzazione delle varie attività proposte rendono il viaggio estremamente piacevole.

Lo spettacolare Fiordland è la regione più selvaggia di questa nazione, ma è molto visitata grazie alla tranquilla cittadina di Te Anau e, soprattutto, per il Milford Sound. Arriviamo nel primo pomeriggio e, visto le pessime previsioni dell’indomani, ci viene “il pazzo” e prendiamo un elicottero per un volo in solitario e visitiamo uno dei posti più incredibili di questo affascinante paese: il Doubtful Sound! E’ entusiasmante…forse il più bel volo della nostra vita! Sorvoliamo dei fiordi che si trovano nel Fiordland National Park dove neanche a piedi si può entrare. E’ incredibile…Gli scenari sono mozzafiato!

Il giorno dopo ci si alza presto per prendere la barca per effettuare la crociera al Milford Sound, considerato uno dei principali richiami turistici del paese e, in effetti, è incredibile: siamo circondati, durante tutta la traversata, da acque scure ed immobili sormontate da scogliere di roccia da cui scendono giù meravigliose cascate.

Nuova direzione: Queenstown. Questa città è considerata la capitale degli sport estremi , in effetti , offre la possibilità di moltissime attività, fra cui il jumping, che è quella che ha reso questa città famosa in tutto il mondo.

Dedichiamo una giornata allo sci…che bello sciare il 10 di agosto!!!

Altra tappa a Marahau, per andare al Abel Tasman National Park. Scegliamo un’escursione con Water Taxi, che da questa località ci porta a Barkbay, lì ci lascia e a piedi torniamo fino a Anchorage, dove la barca ci riprenderà per riportarci a Marahau.E’ incredibile: la barca la prendiamo sulla terra ferma e ci portano direttamente sulla riva (qui non c’è bisogno di porti!) Il tempo è sereno, con addirittura il sole a riscaldarci durante la piacevole camminata; il tracciato è panoramico e al tempo stesso immerso nella vegetazione….proprio come ce lo aspettavamo. L’unica critica , che ci sentiamo di fare, è che molte attività turistiche sono chiuse! E’ vero ci sono pochi turisti, ma non è possibile leggere così spesso “Closed for winter”!

Il 12 di agosto alle 10.35 lasciamo l’isola del Sud; un posto ancora selvaggio , non contaminato dove a farla da padroni sono la natura, le mucche e le pecore.

Arriviamo a Wellington alle 13.30 e decidiamo di fermarci in un motorhome in pieno centro e vicino al mare…è strana una sistemazione così, però, nonostante le apparenze, il livello è buono con ottimi servizi!

La città è piccola, ma ben organizzata; prendiamo il Cable Car per godercela dall’alto. Scendiamo a piedi per visitare il Botanic Garden e arriviamo fino al museo più famoso della Nuova Zelanda , il Te Papa; fra i vari tesori in mostra spicca la vastissima collezione dedicata alla cultura maori.

Purtroppo. il giorno dopo piove, quindi cerchiamo di fare qualcosa che non riguardi solo la natura.Scopriamo che lungo il percorso, verso Rotorua, precisamente a Palmerston North si trova il New Zeland Rugby Museum, l’unico museo del paese dedicato al loro sport nazionale, o meglio: è, soprattutto, dedicato ai giocatori indigeni degli All Blacks. La città non è male, abbiamo visitato di peggio! Però sulla guida leggiamo che un attore e commediografo inglese ha detto: “Se mai vi venisse voglia di uccidervi, ma vi manca il coraggio, una visita a Palmerston North potrebbe fare al caso vostro!” Hanno fatto bene a dedicargli una discarica.

Purtroppo continua a piovere e non possiamo visitare niente: peccato, perchè siamo nel Tongariro National Park, che con i suoi imponenti vulcani è uno dei parchi più spettacolari del paese, noto, soprattutto, per essere comparso in veste di Mordor nel Signore degli Anelli. Lungo strada sosta a Taupo, cittadina vivace situata sul Lake Taupo, che è il più grande del paese, qui prendiamo il miglior cappuccino della Nuova Zelanda.

Arriviamo nella meta turistica più celebre: Rotorua, che è la roccaforte della storia e delle tradizioni maori. Qui, dopo una passeggiata attraverso le strade cittadine, le 2 cose che non si devono perdere sono: un pomeriggio in una delle sue Spa, ce ne sono fra le migliori del paese, e una visita al villaggio maori Whakarewarewa, abitato da secoli dai maori.

Essendo 2 amanti della trilogia di Peter Jackson decidiamo di trascorrere il nostro ferragosto a Matamata, che era, prima di diventare Hobbiton, una delle tanto piacevoli cittadine di campagna. Dedichiamo il pomeriggio alla zona dei geyser, altra cosa imperdibile.

La nostra vacanza sta per finire e come ultima tappa ci siamo lasciati la “città delle vele “, Auckland. Ci sembra caotica, dopo i giorni trascorsi nella pace più assoluta! Ma merita tutta la fama che ha, perchè è una città moderna, vivace, giovane….una perfetta conclusione per questo nostro indimenticabile viaggio!



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