In Camper alla scoperta di Borgogna, Normandia, Bretagna e Valle della Loira

Eccoci qui, io, mio marito e la nostra bimba di 8 mesi, alla nostra prima esperienza in camper. Essendo una zona ben attrezzata per i camper e godendo di un clima più fresco abbiamo scelto di visitare la Francia del nord e in particolare la Normandia, la costa settentrionale della Bretagna e la Valle della Loira. L'esperienza è stata di sicuro...
 
Partenza il: 01/06/2011
Ritorno il: 08/06/2011
Viaggiatori: 3
Spesa: 1000 €

1° Giorno: RHO – BEAUNE (620 km) Eccoci qui alla nostra prima esperienza in camper con la nostra cucciola di soli 8 mesi e mezzo. La scelta del camper con una bimba così piccola ci è sembrata obbligata volendo comunque andare in giro per l’Europa, ma avendo il vincolo delle pappe. Per stare comodi abbiamo noleggiato un Rimor Europeo 6, insomma una prima esperienza di guida camper “sobria”. Per partire tranquilli abbiamo scaricato sull’iPhone l’applicazione Aires CC coi riferimenti alle aree di sosta camper in Francia. Alle 9.00, posteggiata la cucciola dai nonni, siamo andati a ritirare il camper dove ci hanno dato le istruzioni del caso. Alle 11.30, dopo aver caricato tutto, un po’ in ritardo sulla mia tabella di marcia, siamo partiti sotto una pioggia battente da Rho (Milano) alla volta di Beaune in Borgogna, per una prima tappa di avvicinamento alla Normandia. Dato che i tempi erano più o meno paragonabili, abbiamo scelto di passare dalla Svizzera piuttosto che dal Piemonte per risparmiare sulle spese dei trafori. La vignetta svizzera, acquistata in frontiera a Brogeda, ci è infatti costata 35€ con validità illimitata per tutti i tratti autostradali, quindi anche per il traforo del San Gottardo. Avendo mangiato durante il tragitto le focaccine foraggiateci da nonno Piero e avendo dato da mangiare alla cucciola on the road, verso le 14.30 ci siamo concessi mezzoretta di pausa per il pranzo nell’area di sosta prima del traforo e poi via diretti in Borgogna. Purtroppo abbiamo trovato lavori su quasi tutta l’autostrada svizzera con limite degli 80km/h quindi siamo arrivati a Beaune che erano ormai le 20 passate, giusto in tempo per mangiare qualcosa e andare a dormire. Abbiamo posteggiato il camper nel parcheggio in Avenue Charles de Gaulle dietro il commissariato: i posti camper con l’attacco 220V erano solo 6 e tutti occupati; ci siamo però potuti posteggiare ugualmente lì nei posti auto, dove c’erano già un sacco di altri camper. Nel posteggio c’era anche la possibilità di scarico delle acque grigie; per il carico acqua bisognava acquistare con la carta di credito un gettone alla macchinetta; purtroppo era fuori servizio e il carico acqua l’abbiamo rimandato alla sosta dal benzinaio in autostrada il giorno seguente.

2° Giorno: BEAUNE – GIVERNY – ROUEN (510 km) In mattinata ci siamo subito concessi una visita a Beaune. Dal posteggio abbiamo fatto una passeggiata di 10 minuti fino alle Mura Antiche e da qui siamo entrati nel centro storico. Nonostante gli importanti ruoli ricoperti nel corso della storia, Beaune è rimasta una cittadina di piccole dimensioni, un centro a misura d’uomo, nel quale si respira un’aria gioviale e rilassante. Passeggiando per le stradine del centro si possono notare parecchi palazzi gotici e rinascimentali, ben conservati e recentemente restaurati. Tra i principali monumenti del centro, assolutamente da visitare, spicca lo splendido Hotel Dieu (http://www.hospices-de-beaune.com/index.php/hospicesdebeaune/L-Hotel-Dieu/Le-musee; orario biglietteria h 9.00-18.30 (il museo chiude alle 19.30); costo 6.70€ per gli adulti; la visita dura più o meno 1h), il cui cantiere prese avvio nel 1443 grazie a Nicolas Rolin, cancelliere del duca Filippo il Buono, che lo volle per portare assistenza ai malati e ai bisognosi. L’edificio è un capolavoro di arte franco-fiamminga e rappresenta una testimonianza di indicibile valore per l’architettura medievale di questa regione. Caratteristici sono i tetti colorati a disegni geometrici. Sebbene abbia le caratteristiche di un antico ospedale e gli ambienti di un tempo siano stati fedelmente ricreati (ci sono persino dei manichini vestiti da infermiere), al suo interno sono conservate alcune opere d’arte come il “Polittico del Giudizio” del pittore fiammingo Rogier van der Weiden (XV sec.). Molto belle anche le cucine e la farmacia. Da qui siamo andati a visitare la Collegiale Notre-Dame, che dopo lo splendore dell’Hotel Dieu non è riuscita a colpirci particolarmente. Verso le h11.00, dopo una sosta d’obbligo dal panettiere a far rifornimento di brioches e baguettes, siamo partiti alla volta di Giverny dove siamo arrivati verso le 16.30. Giverny è un piccolo paesino dove il pittore impressionista Claude Monet visse per 43 anni. Qui si possono visitare Maison et Jardin de Claude Monet ; 84, rue Claude Monet; orario h 9.30-17.30; costo 8€ adulti): la casa rosa dalle persiane verdi e il rigolioso giardino con i famosi stagni e i ponti giapponesi che hanno fatto da sfondo a parecchi quadri del pittore, tra cui le famose “ninfee”. Per il posteggio del camper c’è un’area dedicata all’interno di quello delle auto, ben indicato. Ultima fatica della giornata: siamo partiti alla volta di Rouen dove abbiamo pernottato in Quai Saint-Sever, lungo la Senna, tra Pont Boildieu e Pont Corneille. Essendo camperisti alle prime armi il posteggio all’inizio un po’ ci inquietava trattandosi proprio della zona portuale, ma essendoci altri camper ci siamo fatti coraggio e ci siamo fermati.

3° Giorno: ROUEN – CôTE D’ALABATRE (FECAMP, ETRETAT) – HONFLEUR (157 km) La giornata è iniziata con l’imperdibile visita del centro storico di Rouen, con le sue pittoresche viuzze fiancheggiate da case a graticcio. La città dai cento campanili, la cattedrale di Notre-Dame, capolavoro gotico più volte dipinto da Monet, le chiese gotiche St. Ouen e St.Maclou, la torre campanaria con il Gros Horologe, simbolo della città, il Palazzo di Giustizia e la piazza del Vecchio Mercato dove nel 1431 fu bruciata Jeanne d’Arc; a memoria della pulzella d’Orleans nel 1979 è stata consacrata l’Eglise Jeanne d’Arc, in stile un po’ troppo moderno per mio gusto che non abbiamo potuto visitare perché apriva alle h10.00. Tra le particolarità da non perdere la strettissima rue de Chanoines e l’Aitre Saint-Maclou, antico cimitero risalente alla grande peste nera del 1348, decorato con sculture lignee raffiguranti teschi, tibie e arnesi da becchino; oggi l’edificio accoglie la Scuola Regionale delle Belle Arti. Dopo un’immancabile sosta per l’acquisto delle brioches ci siamo rimessi in marcia verso la Costa d’Alabastro che si estende sulla Manica per circa 130 km da Dieppe a Le Havre ed è caratterizzata da alte falesie di calcare a picco sul mare, alte fino a 120 metri, di un bianco candido che assume varie sfumature colorate a seconda dell’ora della giornata. Noi, non volendoci spingere fino a Dieppe, ci siamo diretti verso Fécamp e la nostra scelta di evitare l’autostrada è stata pienamente ripagata da uno splendido paesaggio: campi, boschi, pascoli di mucche e piccoli paesini con case a graticcio traboccanti di fiori. A Fécamp ci siamo spinti sulla falesia a nord del porto fino a Cap Fagnet, un punto panoramico sulle scogliere, dove si trovano il faro e la cappella di Notre-Dame du Salut (XI sec.), costruita per proteggere i marinai. Superata la cappella, abbiamo posteggiato poco più avanti sulla destra (N: 49.7664, E: 0.37459) in un posteggio camper con una vista mozzafiato sul porto di Fécamp e sulle scogliere. Per chi volesse a Fécamp si può anche visitare il Palais Benedictine (http://www.benedictinedom.com /global/en/flamboyant-palais/visit-the-palais.aspx, rue Alexandre le Grand,110) che custodisce un’importante collezione d’arte e la celebre distilleria dove nel 1510 il monaco benedettino Bernardo Vincelli si dilettava nella distillazione di erbe locali e spezie arrivando alla messa a punto del famoso elisir Benedictine. Noi avendo scelto un itinerario più naturalistico, abbiamo preferito evitare per prediligere altre mete. Da Fécamp siamo partiti alla volta di Etretat. Questa cittadina balneare è rinomata per le sue Falaise d’Amont e d’Aval. Quest’ultima è la più famosa con la guglia Aiguille alta 70 mt. e il suo arco roccioso di Manneporte che secolari fenomeni di erosione hanno portato ad assomigliare al profilo della testa di un elefante che tuffa la sua proboscide in mare. Dall’alto di queste falesie si gode di un panorama fantastico sul Cap d’Antifer e la cappella Notre-Dame de la Garde dedicata ai marinai. Grazie ai sentieri che attraversano dei verdi prati rigogliosi costeggiando le falesie, è possibile fare delle belle passeggiate proprio a ridosso dei dirupi e godersi dall’alto panorami mozzafiato. Noi seguendo le indicazioni abbiamo posteggiato il camper poco fuori il paese (come tutti del resto), abbiamo caricato la bimba nello zaino e abbiamo fatto una bella scarpinata verso la spiaggia, seguendo il fiume di persone. Da qui si può scegliere su quale falesia salire; noi abbiamo scelto quella di Aval e abbiamo voltato a sinistra, costeggiando il Golf club. La camminata sferzati dal vento ne è valsa la pena: dalla cima si gode di scorci incantevoli. Se qualcuno poi fosse appassionato di Arsenio Lupin, in pieno centro cittadino si può visitare il clos Lupine, museo dedicato al ladro gentiluomo. Dopo la lunga camminata di ritorno al camper ci siamo di nuovo messi in marcia verso l’ultima tappa della giornata: Honfleur. Abbiamo deciso di attraversare il Pont de Normandie in quanto avevo letto essere un’esperienza imperdibile: in realtà non siamo rimasti così a bocca aperta. La struttura è situata all’estuario della Senna tra Le Havre e Honfleur, è un ponte sospeso che mette in comunicazione l’Alta e la Bassa Normandia. Entrato in funzione a gennaio 1995 è lungo 2141 mt. e può resistere a venti che soffiano sino ai 440km/h (Costo attraversamento: 5.90€). Ed eccoci quindi giunti a Honfleur, una cittadina del XI sec. Che si trova sulla riva sinistra della Senna a circa 3km dal Ponte di Normandia. Il parcheggio del porto attrezzato per i camper (Bassin de l’Est, N 49,419445; E 0,241394) è all’entrata del paese, il Pont de Normandie fa da sfondo. Nel prezzo sono compresi tutti i servizi e la tariffa di 9.00€ vale per soste di 24 ore. Purtroppo arrivando a pomeriggio inoltrato abbiamo trovato tutti i posti occupati; chiacchierando abbiamo poi scoperto che in Francia era il ponte dell’Ascensione, da qui l’inaspettato affollamento. Fortunatamente all’ingresso del posteggio è presente anche una zona per soste fino a 5 ore al prezzo di 6€, che in questa occasione era stata commutata a zona 24h senza servizi. Siamo riusciti a infilarci nell’ultimo posto libero e l’indomani mattina abbiamo comunque potuto fare senza problemi carico e scarico nel posteggio attrezzato. Sistemato il camper ci siamo diretti verso il Vieux Bassin, il vecchio porto, che dista solo pochi minuti a piedi. Intorno al pittoresco porticciolo si stringono case alte e strette, dai tetti in ardesia, adornate da fiori colorati. Al suo ingresso si trova anche il cinquecentesco palazzo della Luogotenenza così chiamato perchè serviva come alloggio al tenente del re, Charles V. Honfleur; questo è l’ultima parte restante dei bastioni medievali della città. Dopo un breve giretto di perlustrazione ci siamo fermati in un ristorantino, la “Cabane du Pecheur” per toglierci finalmente lo sfizio di mangiare qualcosa di tipico. Da padrone la fanno pesce e molluschi, chi ama cozze e ostriche qui ha pane per i suoi denti. Purtroppo noi è un genere che non amiamo e abbiamo preferito il salmone. Io ho assaggiato una galette, una specie di piadina di grano saraceno, e naturalmente come non bere del sidro! Dopo cena ci siamo concessi una bella passeggiata a zonzo per i vicoli della città vecchia, detta Enclos, con le case a graticcio colorate e le stradine in “pavés”.



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