In auto verso l’Est Europa: l’itinerario perfetto per un viaggio on the road tra Germania e Polonia

Io e mia moglie Donatella decidiamo di fare il nostro viaggio annuale on the road: quest’anno scegliamo di recarci in Polonia. I motivi della scelta sono i nostri consueti, ovvero un posto dove non siamo mai stati e che ci incuriosisce; inoltre, ultimamente privilegiamo i Paesi dell’Est Europa, che sono più economici. Essendo il viaggio piuttosto lungo, decidiamo di fare tappa a Norimberga e a Dresda nel nostro percorso di avvicinamento alla Polonia.
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Diario di viaggio in Polonia
Giorno 1: la prima tappa a Norimberga
Partiamo presto da Cogoleto e prima delle 15:00 siamo già arrivati alla nostra prima tappa: Norimberga. Norimberga è la seconda città della Baviera ed è situata sulle rive del fiume Pegnitz, che crea all’interno della città molti angoli suggestivi con ponti coperti e piccole case sull’acqua. Il centro della città è delimitato a nord dalla collina sulla quale si trova il castello con la sua cinta muraria. Il centro storico è circondato dalle mura risalenti al XIV secolo, costituite da due cinte, e conta circa 80 torri difensive. Il centro storico ha subito gravi danni durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale ed è stato in parte ricostruito; presenta tuttora edifici interessanti sotto il profilo storico e artistico. In particolare, il Castello Imperiale, eretto come residenza dei Conti Hohenzollern a partire dal IX secolo, assunse dopo la metà del XV secolo funzioni militari. Rappresenta una delle fortificazioni storicamente e architettonicamente più significative del Medioevo in Europa; è il massimo monumento cittadino di Norimberga, che domina dall’alto di una collina e di cui caratterizza il profilo con le sue torri e le sue mura. Dopo i danni della Seconda guerra mondiale, il castello fu accuratamente restaurato secondo precisi modelli storici. Il Municipio fu costruito nel XIV secolo e ricostruito dopo la distruzione bellica. La Schöner Brunnen (Fontana Bella), che sorge sulla Piazza del Mercato, è una delle più belle fontane d’Europa: costruita in stile gotico tra il 1385 e il 1396, si presenta come una slanciata guglia adorna di una quarantina di statue di personaggi storici e religiosi. Ad essa è attaccato un anello d’ottone, e si dice che girandolo tre volte in senso orario si possa avverare un desiderio a piacere. La Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora), che sorge sulla centrale Piazza del Mercato, rappresenta il più alto e unitario esempio di architettura gotica in città.
Giorno 2: la sosta artistica a Dresda
Ci dirigiamo verso Dresda, ultima tappa in Germania prima di entrare in Polonia. Capitale della Sassonia, sorge sul fiume Elba, la cui valle era inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, per poi esserne tolta nel 2009 in seguito alla costruzione del ponte Waldschlösschen. Centro d’arte di importanza internazionale (detta anche la Firenze del nord), ha subito durante la fine della Seconda guerra mondiale terribili bombardamenti con decine di migliaia di vittime e il centro storico praticamente raso al suolo. A partire dagli anni 2000, l’intera piazza del Neumarkt ha visto l’inizio di un importante intervento di recupero e di ricostruzione degli edifici distrutti.
Il primo edificio ad essere completamente ricostruito fu la Frauenkirche, uno dei più caratteristici edifici in stile barocco di Dresda, inaugurata il 30 ottobre 2005. Altri edifici di notevole importanza sono la Semperoper, uno dei teatri d’opera più importanti del mondo per tradizione e acustica, e lo Zwinger, complesso architettonico realizzato da Matthäus Daniel Pöppelmann. La Brühlsche Terrasse di Dresda, magnifica terrazza dalla quale è possibile ammirare il paesaggio dell’Elba fino ai colli Loschwitz, venne decantata da Johann Wolfgang von Goethe quale Balcone d’Europa. Nel passato era stata una fortificazione che il principe Federico Augusto II cedette al conte Heinrich von Brühl (dal quale deriva il nome). Il conte diede l’incarico ad artisti di Dresda di costruire sontuosi palazzi e un parco su quello che era un terrapieno esteso per circa 500 metri di lunghezza e 200 di larghezza. Nessuna delle costruzioni di allora è rimasta in quel luogo, eccettuata la Fontana dei Delfini. Gli edifici ora visibili sono prevalentemente opere del XIX secolo. Alla terrazza conduce un’ampia scalinata, arricchita nel 1868 dal gruppo scultoreo Le quattro ore del giorno.
Giorno 3 e 4: l’arrivo in Polonia e la scoperta di Breslavia
Piazza di Breslavia
Entriamo in Polonia la mattina del 20 agosto: prima tappa Breslavia (Wrocław in polacco), dove soggiorneremo due notti. In realtà, non trovando alloggi a buon prezzo a Breslavia, preferiamo soggiornare nella vicina cittadina di Środa Śląska (hotel Sarai), che ci offre il pernottamento a 12 euro a testa comprensivi di colazione. Da qui possiamo raggiungere Breslavia con l’auto; consiglio di parcheggiare al centro commerciale Arkady: risparmierete e sarete praticamente in centro.
Breslavia è attraversata dal fiume Oder, che crea un’isola dove vi è la parte più antica della città (Ostrów Tumski), l’Isola della Cattedrale. Circondata dalle acque dell’Oder e costituita dal vecchio borgo, racchiude splendidi monumenti architettonici. I più grandiosi tra essi sono quelli non danneggiati durante la guerra: la gotica Cattedrale di San Giovanni Battista e la Collegiata di Santa Croce. Altri luoghi notevoli sono il Municipio di Breslavia, che sorge al centro della Piazza del Mercato e rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura gotica civile in Polonia. La complessa costruzione del Municipio si è sviluppata lungo più di 300 anni a partire dal 1242, quando l’edificio nacque con la funzione di mercato coperto, per poi essere continuamente ingrandito e abbellito. Un altro punto di interesse è l’Università di Breslavia, al centro del più grande complesso barocco della città, costituito dall’antico Collegio e dalla Chiesa dei Gesuiti. In Polonia impariamo a conoscere i pierogi, pasta ripiena tipica della cucina polacca somigliante ai ravioli, che mangeremo in grande quantità per tutto il nostro viaggio.
Giorno 5: il santuario di Częstochowa e l’arrivo a Cracovia
Ci dirigiamo al santuario di Częstochowa, uno dei più importanti centri di culto cattolico della Polonia, dove ogni anno giungono oltre quattro milioni di pellegrini. A Jasna Góra (Monte Chiaro) è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa, così cara al popolo polacco da meritare il titolo di Capitale della Corona di Polonia. Oggetto di culto è l’icona della Madonna Nera col Bambino, molto cara anche a papa Wojtyła. La tradizione vuole che sia stata dipinta da san Luca che, essendo contemporaneo alla Madonna, ne avrebbe ritratto il vero volto. Nel 1430, durante le guerre hussite, l’icona venne profanata a colpi d’ascia che le avrebbero provocato un miracoloso sanguinamento: ancora oggi sono visibili gli sfregi. In serata raggiungiamo Cracovia, dove pernotteremo due notti.
Giorno 6: l’immersione nella storia di Cracovia
Visitiamo Cracovia, che è stata a lungo la capitale del Paese e a tutt’oggi rimane il suo principale centro culturale, artistico e universitario; è sede dell’Università Jagellonica, la più antica del Paese e una delle più antiche d’Europa. Con più di otto milioni di visitatori ogni anno, è la principale meta turistica internazionale della Polonia. È famosa per il suo piccolo e curato centro storico, iscritto nella Lista UNESCO come Patrimonio dell’umanità. Ne fu vescovo dal 1964 al 1978 Karol Wojtyła, futuro papa Giovanni Paolo II.
Sorge sulla riva del fiume Vistola (Wisła); l’architettura gotica, rinascimentale e barocca della Città Vecchia (Stare Miasto) è mirabile testimone della lunga e gloriosa storia cittadina. Al centro del nucleo medievale, conservatosi quasi completamente intatto, vi è la Piazza del Mercato (Rynek Główny), la più grande piazza medievale d’Europa (un quadrato di 200 metri di lato) attorno alla quale sorgono bellissimi palazzi dei secoli XVII e XVIII, alcuni dei quali di impronta veneta, la torre civica del Municipio, il grande Mercato dei tessuti (Sukiennice) e soprattutto la Basilica di Santa Maria.
L’altro nucleo storico sorge a sud della Città Vecchia, sulla collina di Wawel (residenza dei re di Polonia fino al XVII secolo), dove si trovano la chiesa dei Ss. Felice e Adaucto (IX secolo), il Castello con il cortile rinascimentale, la Cattedrale (che racchiude le tombe dei re polacchi a partire dal Trecento) e la cappella funeraria del re Sigismondo I, d’impronta italiana al pari della chiesa barocca dei Santi Pietro e Paolo. A sud della Città Vecchia sorge il quartiere di Kazimierz, centro della vita religiosa e sociale della Cracovia ebraica fino alla deportazione di massa avvenuta durante l’occupazione nazista. Nel quartiere di Kazimierz ci sono, oltre alle chiese cristiane, numerose sinagoghe ancora attive, tra le quali spiccano la Sinagoga Tempel in stile neo-moresco (costruita nel 1860) e la Vecchia Sinagoga.
Giorno 7 e 8: il fascino cosmopolita di Varsavia
Raggiungiamo la capitale Varsavia, dove pernotteremo due notti in un appartamento in un grattacielo nel pieno centro cittadino. Varsavia sorge sul fiume Vistola (Wisła) ed è stata conosciuta in passato con il nome di Parigi del Nord per i suoi ampi viali alberati e la struttura architettonica classicheggiante. Durante la Seconda guerra mondiale venne quasi completamente distrutta e la successiva ricostruzione ne cambiò sensibilmente l’assetto urbanistico. Nonostante il ripristino dei maggiori monumenti e parchi storici, l’aspetto della città venne caratterizzato dall’architettura del realismo socialista, come emerge dal Palazzo della Cultura e della Scienza (Pałac Kultury i Nauki). Questo enorme edificio, eretto negli anni 1952-1955 accanto alla stazione centrale, occupa quello che attualmente è il centro finanziario ed economico di Varsavia.
Una delle maggiori attrattive è costituita dalla Città Vecchia (Stare Miasto), risalente al XIII secolo. Ricostruita con precisione negli anni Cinquanta e Sessanta basandosi sulle vedute del Canaletto (Bernardo Bellotto), ha il suo cuore nel Rynek Starego Miasta, attorno a cui si dipana un reticolo di vicoli tra cui la bella via Piwna (ulica Piwna). Il Barbacane, edificato nel 1548, introduce alla Città Nuova (Nowe Miasto). Nella parte meridionale della Città Vecchia si trova la Piazza del Castello (Plac Zamkowy), dominata dal Castello Reale (Zamek Królewski) e dalla Colonna di Sigismondo (Kolumna Zygmunta), eretta nel 1644 in onore del re Sigismondo III.
Da qui parte la Strada Reale (Trakt Królewski), antica via che conduceva alla residenza reale di Wilanów. Il primo tratto è il Krakowskie Przedmieście, grande viale alberato dove si trovano il Palazzo del Presidente della Repubblica, la chiesa neoclassica di Sant’Anna, il monumento ad Adam Mickiewicz e la città universitaria. Segue via Nowy Świat, costeggiata da palazzi nobiliari come Palazzo Staszic (di fronte al quale sorge il monumento a Niccolò Copernico) e ricca di locali. Tra i luoghi di maggior interesse vi è il parco Łazienki, voluto dal re Stanislao nel XVIII secolo, con il Palazzo sull’acqua (Pałac na Wodzie) e un teatro su un isolotto. Nel luogo dell’antico ghetto di Varsavia sorgono ora monumenti alla memoria storica. Infine, il quartiere di Praga, sulla riva destra della Vistola, si è trasformato in un punto di riferimento per la cultura underground, pur conservando edifici d’anteguerra e la Cattedrale ortodossa di Santa Maria Maddalena.
Giorno 9: la storia millenaria di Poznań
Soggiorniamo a Poznań, ultima nostra tappa in Polonia. Città sul fiume Warta, è un importante centro industriale e universitario, oltre che un punto di transito fondamentale tra Berlino e Varsavia. Ex capitale medievale della Polonia e città regia, vanta una storia millenaria. La maggior parte dei monumenti si trova nei quartieri della Città Vecchia (Stare Miasto) e della Città Nuova, con edifici in stile gotico, rinascimentale, neoclassico e liberty. Di particolare interesse è la piazza del mercato vecchio con le sue palazzine medievali. A Poznań si trovano inoltre la Cattedrale di San Pietro e San Paolo sull’isola di Ostrów Tumski (la più antica chiesa della Polonia) e il Castello Imperiale fatto costruire da Guglielmo II.
Giorno 10: la tappa a Lipsia nel viaggio di rientro
Facciamo tappa di riavvicinamento verso l’Italia fermandoci a Lipsia, in Germania. In centro si trova il Markt, piazza rettangolare di circa un ettaro che ospita il Municipio Vecchio (Altes Rathaus), palazzo rinascimentale utilizzato per 350 anni come sede cittadina prima della costruzione del Municipio Nuovo (Neues Rathaus). Quest’ultimo, eretto tra il 1899 e il 1905 dove sorgeva la fortezza della Pleißenburg, presenta uno stile eclettico ed è sormontato da una torre alta 115 metri. Visitiamo infine la chiesa di San Tommaso (Thomaskirche), luogo di culto luterano celebre per essere stato il luogo di lavoro di Johann Sebastian Bach, del quale conserva le spoglie.
Giorno 11: il rientro in Italia
Rientriamo in Italia. Durante il viaggio abbiamo attraversato 10 confini di Stato senza mai subire alcun controllo.
