In 3 giorni ci siamo fatti una scorpacciata della Sicilia barocca: ecco cosa abbiamo visto (e mangiato)

3 giorni on the road per esplorare le meraviglie architettoniche e culinarie della Sicilia orientale
Scritto da: accipicchiolina
In 3 giorni ci siamo fatti una scorpacciata della Sicilia barocca: ecco cosa abbiamo visto (e mangiato)

Il nostro itinerario inizia a con un volo Ryanair per Catania Fontanarossa il 30 aprile sera. Come nostra abitudine, preferiamo partire la sera e pagare una notte in albergo, ma trovarci già sul posto la mattina.

Diario di viaggio nella Sicilia barocca

Giorno 1: Noto

La nostra prima tappa è Noto, una delle 8 città della Val di Noto. Parcheggiamo la macchina accanto alla Villa Comunale di Noto: le aiuole sono contornate da alberi e piantumate con arbusti e fiori. Questo spazio risale agli inizi del novecento Passiamo poi la Porta Reale: questo grande arco in pietra rappresenta l’ingresso alla città e a Corso Emanuele. Fu fatto costruire quando giunse la notizia che Ferdinando II di Borbone sarebbe passato da Noto A seguire sul corso troviamo la Chiesa di San Francesco all’Immacolata a cui si accede da una scalinata sulla destra è la prima chiesa che si incontra sulla via

Più avanti sulla destra si giunge al e il monastero e la basilica del Santissimo Salvatore ( 2,50€ la chiesa, 4€ l’intero complesso). L’intero complesso comprende il monastero in stile barocco, la basilica in stile neoclassico e la torre. Di fronte al monastero troviamo la Chiesa di Santa Chiara. Anche qui si può salire alla sua terrazza, visitando gli interni del convento di clausura ( 2,5€)

Poco più avanti troviamo un’altra doppietta, a destra la cattedrale (2,5€ l’ingresso), ma poiché è stata restaurata recentemente dopo il crollo della navata centrale nel 1996 non è nulla di che, mentre a sinistra c’è Palazzo Docezio, ovvero il Municipio, dal cui balcone c’è una bella vista sulla facciata della cattedrale. 100 metri più avanti troviamo la statua del milite ignoto e dietro palazzo Landolina, che ora è un albergo, ma il cui cortile interno è ancora visibile a tutti.

La via successiva è Via Nicolaci, la via dell’infiorata, manifestazione della terza domenica di maggio. Salendo per questa via sulla sinistra si trova lo splendido palazzo  Nicolaci, con 90 stanze e poi infondo alla via la Chiesa di Montevergine. Se si vuole fare un po’ di moto, la scalinata a destra della chiesa porta alla torre dell’orologio che è accanto all’ostello.

Ritornando sul Corso ci solo le ultime 3 cose da vedere: a sinistra la Chiesa di San Carlo Borromeo e poi sulla piazza XvI Maggio il teatro, e di fronte al teatro, sul lato opposto la chiesa di San Domenico. Le facciate movimentate di tutte queste chiese servivano come stratagemmi architettonici per evitare crolli durante i terremoti.

Ci trasferiamo a Ragusa Ibla dove merita di esser visto il Duomo, la conservatoria e i giardini Iblei. Ceniamo alla Piazzetta, con un ottimo menù ragusano a 30€, che include abbondante antipasto, ravioli alla ricotta, salsiccia e cannolo siciliano

Giorno 2: Modica

Il secondo giorno ci spostiamo a Modica, iniziando il percorso da Modica Alta. La prima tappa è il Duomo di San Giorgio con la sua facciata alta 62 metri ( ingresso alla torre 2€), proseguiremo sempre verso l’alto arrivando dopo 4 minuti a piedi al Castello, scendiamo poi alla casa di Salvatore Quasimodo e poi, sempre in discesa, alla Chiesa di San Nicolò, ricavata in una grotta e risalente al XII secolo. Gli affreschi sono stati ritrovati solamente nel 1987.

Visitiamo poi con un biglietto cumulativo 6€ adulti, 4€ ragazzi il Duomo di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria di Betlem e la Chiesa della Madonna del Carmine. Ci fermiamo a pranzo da Fichera 1771, che fa cucina da strada, ovvero rosticceria siciliana con scacce e calzoni interessanti. Forse il miglior posto per mangiare le schiacce. Dopo aver acquistato 2 kg di cioccolato e averne mangiato altrettanto, ci spostiamo a Scicli.

Scicli è piccolina: la caratteristica è il suo corso mattonata con lastroni bianchi, via Francesco Mornina Penna. La cittadina è diventata famosa perché nel municipio hanno ambientato la caserma della serie tv del commissario Montalbano. Il palazzo più importante di Scicli è Palazzo Spadaro (4€) con il bel salone per le feste. Diversa dalle altre chiese è invece la chiesa della Madonna del Carmine; per arrivarci basta girare a sinistra alla fine di via Mormino Penna e seguire  via Nazionale.

Se volete mangiare una granita con frutti di stagione (e solo quelli) Nivera è il posto giusto. Noi abbiamo preso quella al mandarino tardivo ed era super. Non degni di nota invece i cannoli.

Giorno 3: Siracusa

Il terzo ed ultimo giorno lo dedichiamo a Siracusa. La mattina ci dirigiamo al parco archeologico scoprendo che la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito  ed investiamo i nostri soldi in un tour guidato da 13€. Peccato per il teatro greco che è stato ricoperto da una struttura di legno e per il teatro romano che ormai è incolto. Sempre affascinate invece l’orecchio di Dionisio d la sua acustica.

Per pranzo andiamo ad Ortigia, dopo un lauto pasto alla Forneria (tanti arancini top, meno la pizza al taglio) facciamo una bella passeggiata per andare a vedere il tempio di Apollo, la fontana di Diana con lo sfondo del palazzo dell’orologio, la Chiesa del Collegio dei Gesuiti che però era chiusa e poi la piazza del Duomo con la Cattedrale chiusa perché era uscita  Santa Lucia. Le sue dimensioni sono maestose tant’è che è una delle poche chiese non distrutte con il terremoto del 1693.

Ci siamo poi diretti verso il mare e ci siamo rilassati su entrambe le spiagge, una di sabbia e l’altra di sassi, del lungomare. Ultima tappa prima di rientrare a Catania è stato il castello Maniace, che occupa la lingua di terra dell’isola che si allunga sul mare.


accipicchiolina
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