Impressioni sul Giappone, viaggiando con infant

Il nostro primo viaggio a tre, con la nostra cucciola di quattro mesi e mezzo, nella terra del Sol Levante
 
Partenza il: 06/08/2014
Ritorno il: 21/08/2014
Viaggiatori: 3
Spesa: 3000 €

Il viaggio in Giappone è stato un viaggio molto particolare e speciale.

Speciale perché abbiamo viaggiato con la nostra cucciola 4mesenne. Nonostante le mille remore delle persone che ci conoscevano che come gufi ipotizzavano catastrofici avvenimenti (da parotiti a brucellosi) abbiamo deciso consapevoli di affrontare questo viaggio perché in fondo a pensar male si fa sempre in tempo e comunque con qualche accortezza in più viaggiare con infant non solo è possibile ma anche molto piacevole. Stancante? Un po’ di più certo..ma poi ti ritrovi in uno di quei luoghi che da settimane sognavi ed oltre al paesaggio hai tua figlia che elargisce mille splendidi e dolci sorrisi e tu ti senti il genitore più fortunato dal mondo. Per non parlare del fatto che si ha la possibilità di vedere il paese che visiti con occhi diversi.

Particolare perché il Giappone non è una meta battutissima da noi italiani e ci abbiamo messo un po’ a metabolizzarlo dal punto di vista culturale tornando con tante domande. L’idea del Giappone è nata dal fascino che i templi visti in tv hanno sempre suscitato e poi noi degli anni ’80 cresciuti a pane e anime giapponesi non possiamo rimanere indifferenti dalla patria dei mille cartoni con cui siamo stati svezzati!!! Quest’anno dopo un lungo pensare grazie ad un’offerta con British Airways realizziamo un nostro sogno, grazie anche ad alcune considerazioni legate a nostra figlia. Il Giappone infatti è un paese molto pulito (così pulito come paese abbiamo visto solo L’Austria, ma forse il sol levante la supera) ed in cui non esiste microcriminalità, spostarsi è molto semplice con i mezzi pubblici e ci si muove facilmente con il passeggino (a differenza della spiaggia e del mare dove non solo il passeggino va solo all’indietro ma in cui a dire il vero un infant non potrebbe stare tra le 10 e le 17, per questo abbiamo scartato anche tutte le mete di mare). Una destinazione scelta col cuore ma anche con la testa.

A differenza degli altri anni però qualcosa cambia, partiamo con la consapevolezza che non sarebbe stato facile da penetrare dal pdv culturale nonostante avessimo cercato di studiarlo a priori. E’ un paese ricco di contraddizioni, che vive di dicotomie e ci è capitato alcune volte di rimanere spiazzati. Così come siamo rimasti spiazzati nel constatare che diversi luoghi comuni sul Giappone sono del tutto infondati. Per prima cosa prima di partire o anche dopo ci è stato detto il Giappone è una meta carissima!! In realtà x mangiare e dormire si spende meno che in Grecia e Spagna. Ma come direte voi, e invece sì. In generale per le sistemazioni abbiamo speso mediamente 70€ (ad eccezione di tokyo dove siamo arrivati a 82€) a camera, e per cenare circa dai 18 ai 24€ in due con due bei secondi annaffiati da birra. A parte una sera che siamo andati a mangiare sushi infatti solitamente cenavamo nelle izakaya, taverne locali che assomigliano molto alla taverna di marrabbio di kiss me licia per intenderci. Luoghi in cui non vedevi un turista e c’erano solo persone del luogo. In realtà sono quei posti dove mangi meglio e spendi meno. Quindi per chi non ha mai considerato il Giappone perché troppo caro vorremmo anche noi testimoniare (come hanno fatto altri tpc prima di noi) che non è così ed è anzi è una meta fattibile, considerando anche il costo del volo che per un lungo raggio non era poi così male in agosto (circa 700€) e dei treni 330€ per Japan rail di due settimane (treni illimitati, shinkansen inclusi). Noi in 16 gg abbiamo speso (tutto compreso dall’acqua in aeroporto, bus alberghi, souvenir ecc) 2.177€ a testa (la piccola nulla ovviamente), imprevisti compresi (es un paio di volte taxi non previsti). Il prezzo si riesce ad abbassare se si viaggia fuori agosto (le sistemazioni in doppia costano circa 60€ anche a Tokyo) ed il volo che può arrivare a costare anche 500€, quindi si potrebbe rimanere tranquillamente entro i 2mila.

Un altro luogo comune sul Giappone è che sia una meta troppo lontana. In realtà sono 12 h di volo da Londra, beh da Venezia a Patrasso sono oltre 30 h di traghetto, ma nessuno con un bimbo ti dice nulla se parti da Venezia per andare in Grecia, considerato anche che l’aereo è un mezzo più sicuro sia di auto che di traghetto ancora oggi mi chiedo perché alcuni genitori ci guardino basiti.

Ad onor del vero poi prima di partire oltre ad aver stipulato la classica polizza sanitaria senza franchigie per l’intero nucleo familiare (134€ totali), abbiamo acquistato una sim locale per 30€ che ci garantiva accesso ad internet 24h per 1 G di traffico. Per noi questa scheda è stata utilissima per le app, da noi molto usate in particolare quella dei treni, booking, google maps e soprattutto , motivo primario per cui abbiamo acquistato la sim, google traduttore, cosicché se avessimo avuto necessità di dover chiedere aiuto a personale medico per noi o nostra figlia e non avessimo avuto modo di comunicare in inglese (in Giappone l’inglese non è molto parlato) lo avremmo potuto fare in giapponese in qualsiasi momento. Si può anche fare a meno e spesso facevamo finta di non averlo per cercare di interagire con le persone del posto, però ci si è rivelato anche utile in diversi momenti. Ripeto non è basilare anche perché negli alberghi c’è sempre il wi fi, noi lo abbiamo fatto perché viaggiavamo in condizioni particolari e per noi è stata una fonte di sicurezza in più. Per cui riteniamo che si possa partire per questo paese spendendo relativamente poco ed in tutta sicurezza.

Ma in Giappone cosa c’è da vedere? Beh, ci sono città moderne costruite con la logica del capitalismo più aggressivo, templi secolari, abitazioni in legno, castelli, monti e campagne in cui la quiete regna sovrana ed il tempo sembra essersi fermato. Ci sono anche luoghi termali e spiagge ma soprattutto ci sono i Giapponesi, quel popolo misterioso che per noi occidentali è davvero difficile da capire. Basta leggere un paio di libri di occidentali che vi si sono trasferiti o che ci hanno soggiornato per capire quanto duro sia entrarci dentro. Ed oggi ecco io ne capisco il motivo. E’ stata una sfida avvincente!



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