Il Paradiso? E’ a Zanzibar!

Ho letto su questo sito tanti e tanti racconti di viaggio. Li ho trovati molto interessanti e più utili di tante guide turistiche. Vi raccontiamo quindi del nostro recentissimo viaggio a Zanzibar, sperando di darvi qualche informazione preziosa. Vista la località (pensavamo non fosse organizzata per il turismo fai da te) abbiamo scelto di...
 
Partenza il: 26/10/2003
Ritorno il: 03/11/2003
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Ho letto su questo sito tanti e tanti racconti di viaggio. Li ho trovati molto interessanti e più utili di tante guide turistiche. Vi raccontiamo quindi del nostro recentissimo viaggio a Zanzibar, sperando di darvi qualche informazione preziosa.

Vista la località (pensavamo non fosse organizzata per il turismo fai da te) abbiamo scelto di effettuare il soggiorno presso un villaggio sul versante orientale dell’isola: la “Riviera Kiwengwa”, così viene chiamata dai locali.

Su consiglio dell’agenzia di viaggio abbiamo prenotato al Bravo Club Kiwengwa Alpitour: scelta che si è rivelata azzeccatissima perché il villaggio è veramente stupendo.

Visti dalla spiaggia (sono uno di seguito all’altro) i villaggi degli altri tour operator hanno delle piccole pecche: il Sea Club della Francorosso ha le sdraio della spiaggia in plastica che rovinano un pò l’atmosfera ed il paesaggio; il Vera Club è molto grande, ha delle strutture molto carine ma in questo villaggio non viene pulita la spiaggia, così quando la marea si ritira la spiaggia è ricoperta di alghe. Sul Karibu della Ventaglio niente da dire, da fuori sembra molto bello.

Il Bravo Club ha però dei punti in più: a partire dal bellissimo e suggestivo pontile che permette di tuffarsi nell’acqua alta quando c’è la bassa marea oppure di prendere l’ultimo sole della giornata in quanto, tramontando dalla parte opposta ed essendoci altissime palme, la spiaggia è in ombra già dalle quattro del pomeriggio. Le strutture interne sono molto belle: i bungalow, il ristorante ed il bar centrale hanno tutti il caratteristico tetto in makuti. La piscina è contornata da palme e tutti i vialetti sono ricchi di fiori di ibisco e coloratissime campanelle. Vi assicuriamo, l’atmosfera è veramente suggestiva. Ma il grande colpo d’occhio è la spiaggia e l’oceano. Uno spettacolo di rara bellezza, da togliere il fiato.

Alcune guide la citano come la sesta spiaggia più bella al mondo.

E’ talmente bianca da accecare se non si usano gli occhiali da sole, ma nonostante questo anche nelle ore più calde è fresca. E’ molto compatta e questo permette di fare chilometri e chilometri in bicicletta, oppure in moto: vengono noleggiate da dei ragazzi locali a 5 dollari per mezz’ora (ovviamente sempre trattando). L’oceano è indescrivibile: i colori che variano ogni mezz’ora, lo strabiliante fenomeno delle maree, la temperatura da vasca da bagno! La barriera corallina è a circa un chilometro ed arrivarci a piedi è un pò difficoltoso oltre che in pò pericoloso: attenzione ai coralli e ricci!. Ci sono dei ragazzi che con le tipiche imbarcazioni (i dhow, dove l’albero è il tronco poco dritto di una palma) vi portano a camminare lungo la barriera per circa 5 dollari.

Per effettuare lo snorkeling è meglio affidarsi al centro diving che effettua delle uscite giornaliere (tutta la mattinata) all’atollo di Mnemba.

Camminando sulla spiaggia verrete tentati di raccogliere il corallo e le conchiglie, veramente grandi e bellissime: ricordatevi che è vietato! Una presenza costante della spiaggia sono i beach-boys: bravi ragazzi, forse all’inizio un po’ insistenti, che propongono escursioni in tutta l’isola a prezzi decisamente inferiori a quelli Alpitour. Vi braccheranno in tre o quattro la prima volta che proverete ad andare a bagnare i piedi. Il nostro consiglio è affidarsi per tutte le escursioni sempre allo stesso, così si riesce a risparmiare ancora di più: scegliete pure quello più simpatico, tanto sono tutti bravi e ben organizzati. Dopodichè ogni volta che vi fermeranno direte che siete già organizzati con “Tizio”, così vi lasceranno in pace.

Fidatevi, anche se siete una coppia, perché raggruppano sempre parecchia gente, non sarete mai soli. Le escursioni proposte sono molte: la visita della capitale Stone Town e la vicina Prisoner Island, la visita alle piantagioni delle spezie, la bellissima spiaggia del Nord Nungwi, il cosiddetto Blue Day (una giornata intera in barca), la foresta di Kizimkazi con l’omonima spiaggia.

Anche solo i trasferimenti in pulmino vi faranno scoprire l’isola: osserverete i villaggi, la popolazione, la natura (ci sono dei baobab immensi!).

Noi ci siano affidati a David, un ragazzo ventunenne zanzibarino parlante un buon italiano, con il suo pulmino dotato di autista. E’ riconoscibile dalla maglietta del Parma gialla e blu di Chiesa. Indossano sempre le solite maglie, oppure cappellini, quindi è facile riconoscerli. In ogni caso vi riconoscono loro, appena scendete in spiaggia la mattina, e se gli dite anche il vostro nome verrete chiamati e salutati ogni giorno. Hanno una memoria per i nomi incredibile! Così pure troverete donne zanzibarine che vi propongono treccine e tatuaggi.

La classica passeggiata sul bagnasciuga a Zanzibar non è così tranquilla, soprattutto nei primi giorni. Verrete continuamente affiancati da questa gente: faranno i chilometri con voi, anche solo per chiacchierare un po’.

Sulla spiaggia poi, intervallati tra i vari villaggi turistici, ci sono delle capanne dove troverete artigianato di ogni genere, oggetti e statue di ebano, braccialetti e collanine, coloratissimi quadri, parei. Fate caso al cartello sopra ogni capanna: la Rinascente, la Coop sei tu, Standa, Rocco Barocco, Valetino, Ferrè…Sono davvero simpatici.

Verrete invitati a “solo guardare, perché non costa niente”: vi spareranno il primo prezzo, per poi subito dimezzarlo, infine avviene l’estenuante contrattazione. E’ molto diffuso anche il baratto: siamo riusciti a barattare un paio di sandali di gomma, due magliette della Bravo Club, sapone e shampoo del villaggio e qualche biro con una scacchiera in ebano.

Se il vostro bagaglio non è particolarmente pesante, portatevi dietro quegli indumenti che avete accantonamento in fondo all’armadio, zaini, marsupi e cappellini che non usate più.

Per loro è oro e ne hanno un bisogno folle.

Se invece siete più sensibili, preferite la beneficenza al baratto: sulla spiaggia ci sono tanti bambini a cui regalare maglie, scarpe, biro e giocattoli. Ma attenzione a quando li distribuite: cercate di scegliere il momento in cui ce ne sono pochi se non avete roba per tutti, altrimenti si picchieranno.

Vi si stringerà il cuore a vedere i bambini ballare come gli animatori e vedere tutto il loro stupore di fronte a banali giochi da spiaggia.



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