Il nostro tour insolito del Portogallo

12 giorni in Portogallo, tra archeologia e scoperte gastronomiche
Scritto da: superele1982
il nostro tour insolito del portogallo

Lunedì 8 agosto

Torniamo al “Cristo Rei” per la colazione per l’ultima volta, con poco più di 3 euro usciamo soddisfatti dal locale. Lasciamo presto la camera, che ci è costata 144 euro per due notti, e ci mettiamo in marcia verso l’indirizzo presso cui potremo ritirare la nostra auto a noleggio con Europcar.

Una volta terminate tutte le procedure, prendiamo possesso di una Kia Stonic e iniziamo il nostro viaggio verso sud. Usciamo velocemente da Porto e in mezz’ora arriviamo ad Ovar, un piccolo paesino che ho inserito nell’itinerario solo per sgranchirci un po’ e fare qualche foto agli azulejos sui palazzi del centro storico. Un’altra mezz’ora di viaggio e arriviamo ad Aveiro: si capisce subito che siamo in una località turistica, dato che trovare parcheggio in centro è impossibile; facciamo una breve passeggiata e subito ci ritroviamo in una piccola Venezia portoghese, con le barche colorate sul canale e orde di turisti. Il tutto è piuttosto commerciale, ma l’atmosfera è vacanziera e il sole non è troppo caldo. Ci rifugiamo comunque all’ombra dei tendoni del ristorante Arco da Velha, nella piazza del mercato, dove mangiamo bene a base di riso con polpo e hamburger della casa (circa 20 euro a testa, bevande e caffè inclusi).

La prossima tappa in programma oggi è Conimbriga, il sito archeologico romano meglio conservato della penisola iberica. Ci arriviamo in meno di un’ora. L’ingresso costa solo 4 euro a testa, e già dall’inizio capiamo che quello che abbiamo davanti vale molto di più. Ci perdiamo tra domus, insulae, terme, ma ci colpisce soprattutto la stupenda Casa dei Repuxos, che si sviluppa su un’area enorme pavimentata a mosaico ed è resa unica da un peristilio centrale a giardino e abbellito da giochi d’acqua (che ovviamente azioniamo subito con una monetina da 50 centesimi).

La strada fino a Nazaré è veloce, e ci porta a destinazione in poco più di un’ora. Il nostro alloggio è alla Casa Pedralva, in Rua Senhor dos Passos. Veniamo accolti dal suocero del titolare che ci mostra la casa e la camera che abbiamo prenotato per due notti (ad un prezzo totale di 160 euro, colazione inclusa).

Ci riposiamo e ci rinfreschiamo, poi all’uscita incontriamo una dei due titolari, Laura, che ci consiglia il ristorante Maria Do Mar per la cena. Scendiamo verso il centro della cittadina – è una gradevole passeggiata in discesa di poco più di una decina di minuti. Queste strette viuzze, con le case basse bianchissime e i panni stesi fuori ad asciugare, sono davvero molto suggestive. Arrivati alla spiaggia, cerchiamo subito il ristorante, in un vicoletto poco lontano. Attendiamo che qualche avventore liberi il tavolo, è l’unica possibilità che abbiamo di cenare qui stasera (tra l’altro, il ristorante è anche consigliato dalla guida Lonely Planet). Dopo una breve attesa, ci accomodiamo e rimaniamo completamente soddisfatti da una cena semplice ma davvero gustosa: i calamari alla griglia sono tenerissimi, i dolci sono sublimi e il conto è più che onesto (circa 40 euro in totale). Prenotiamo un tavolo per la sera successiva, poi usciamo verso l’esterno e scattiamo un paio di foto alla spiaggia di notte, in cui si vedono comunque le tipiche tende che sostituiscono i nostri ombrelloni, poi prendiamo la strada in salita che ci porta al nostro affittacamere. L’aria è fresca e la temperatura è gradevole. Finora non abbiamo sofferto il caldo, per cui siamo contenti anche di questo e ci addormentiamo sereni in attesa di ciò che vivremo nei prossimi giorni di vacanza.

Martedì 9 agosto

Mentre facciamo colazione nella cucina del nostro affittacamere, facciamo la conoscenza di Fernando, il marito della titolare. E’ un giovane uomo simpatico e molto affabile, che ama parlare con i suoi ospiti perché – come dice lui – “così mi sembra di viaggiare insieme a voi”.

Prima di lasciare Nazaré per le nostre tappe di oggi, facciamo amicizia con Marco e Rosa, una coppia di italiani che da Imola hanno iniziato un lungo viaggio in moto che li ha portati fin qui in Portogallo. Sono anche loro ospiti di Casa Pedralva, e con Fernando si stanno scambiando gli ultimi saluti prima di lasciare Nazaré. Chiacchieriamo un po’ scambiandoci aneddoti e consigli su viaggi fatti e mete ancora da esplorare, poi anche noi salutiamo Fernando e ci dirigiamo verso Obidos. Il cielo è nuvoloso, non conviene visitare in mattinata il Promontorio do Sitio.

Arriviamo ad Obidos in poco più di mezz’ora, parcheggiamo l’auto sotto il grande acquedotto romano e ci avviciniamo a piedi alle mura merlate che circondano questa cittadina. Il centro storico è un piacevole labirinto di strade lastricate e di case imbiancate a calce, ravvivate da strisce di colore nei toni del giallo e del blu. Ci sono bancarelle, negozietti, bar e ristoranti, tanti che offrono assaggi di Ginjinha (un liquore alla ciliegia tipico di queste parti, servito a volte in un bicchiere edibile di cioccolato), ma c’è anche tantissima gente, forse persino troppa. Passeggiamo lungo la strada principale curiosando qui e là (molto particolare la libreria allestita dentro ad una chiesa), arriviamo fino all’ingresso delle mura del castello, ma la temperatura si sta alzando e la ressa è piuttosto fastidiosa. Incontriamo di nuovo Marco, il nostro nuovo amico di Imola, lui e Rosa stanno per partire da Obidos spinti dalla calca dei turisti che rende il tutto troppo commerciale e poco vivibile. Concordiamo, forse avremmo gradito di più la visita in una stagione diversa, ma almeno abbiamo visitato la cittadina, che rimane comunque una tappa piuttosto originale per il suo carattere medievale.

Propongo di pranzare sul mare, vicino a Nazaré c’è una piccola cittadina, Sao Martinho do Porto, che sembra fare al caso nostro: riusciamo a parcheggiare a fatica, e troviamo un tavolo libero allo snack bar-ristorante A Praia che dà direttamente sulla spiaggia. L’attesa per i piatti è lunga, dopo più di un’ora riusciamo però a mangiare una bella orata alla griglia e una gustosa omelette al formaggio (per un totale di 25 euro, bevande incluse). Torniamo in camera a Nazaré, ci riposiamo e poi usciamo verso le 17. La coda per accedere alla funicolare che ci deve portare al Promontorio do Sitio è piuttosto preoccupante, ma – data l’affluenza, il personale decide di aumentare la frequenza di ogni “corsa”, per cui saliamo in men che non si dica. Sul Promontorio c’è un’altra Nazaré: anche qui bar, ristoranti, negozi di souvenir, ma soprattutto una vista sulla baia e sulla spiaggia sottostante da togliere il fiato.

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