Il Myanmar attraverso i cinque sensi

Viaggio fai da te alla scoperta del Myanmar
Scritto da: lauretta1611
il myanmar attraverso i cinque sensi
Partenza il: 02/01/2018
Ritorno il: 14/01/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Da qui in cima il panorama è sorprendente, vediamo la città di Mandalay, il fiume, tutte le colline di Sagaing. Le preghiere di un Monaco ed il profumo di incenso poi aiutano a rendere questo momento ancora più suggestivo.

Rientriamo in albergo dopo aver percorso circa 5 chilometri a piedi e dopo aver iniziato a conoscere questo paese e queste persone che vivono ancora in un periodo delicato, fatti di molta povertà e tante ristrettezze economiche ma pieno di sorrisi

VENERDÌ 05.01.2018

Lasciamo Mandalay alla volta di Bagan; alle 6 di mattina attraversiamo una città ancora buia che si sta lentamente svegliando.

Raggiungiamo il porto da dove, con traghetto, raggiungeremo il famoso sito archeologico. Dopo un’attesa di alcuni minuti ci viene comunicato di spostarci sulla barca adiacente, forse a causa di un malfunzionamento. Con qualche minuto di ritardo si parte; abbiamo preso posto sotto una pensilina in plastica che ci proteggerà dal sole durante la giornata; l’ora prevista dell’arrivo a Bagan è intorno alle 16.00.

Breve sosta per il rifornimento carburante e poi lasciamo Mandalay. Alla nostra destra scorgiamo i vari stupa del sito di Sagaing visti ieri, ma ovviamente dal fiume abbiamo una visione diversa.

Appena passato il ponte che collega Mandalay a Sagain ecco che una leggera nebbiolina inizia a salire dal fiume; dapprima è lieve ma poi diventa sempre più fitta fino ad avvolgere le colline circostanti il fiume Irrawady.

Poi a un certo punto non riusciamo più a vedere le barche e le chiatte circostanti tanto che la nostra e le altre barche si devono fermare. Una sosta di circa un’ora in attesa che la nebbia si diradi.

Si riparte finalmente e il nostro lento navigare ci permette di rilassarci e di goderci il panorama circostante, rappresentato dalla vita e gesti quotidiani di coloro che abitano sulle rive del fiume.

Una vita questa sicuramente molto modesta e dura e con molte privazioni; le case sono semplici baracche di legno e lamiera e questo anche perché la giornata viene vissuta interamente all’aperto; vediamo poi numerosi pescatori e non mancano i simpatici bambini che non perdono l’occasione di farci una saluto al nostro passaggio.

Arriviamo a Bagan che sono quasi le sei di sera e la città ci accoglie con un bellissimo tramonto mentre la nostra barca si appresta ad ormeggiare.

L’arrivo al porto è sicuramente caratteristico, ricorda quasi una scena di “Delitto sul Nilo” ma poi restiamo profondamente delusi al primo approccio con la popolazione. Sicuramente in queste zone il turismo è l’unica fonte di sostentamento ma la nostra impressione è quella che molte persone si approfittano dei turisti per cercare di fare affari. Siamo subito assaliti da venditrici di libri, cartoline, vestiario e da taxisti che approfittando del nostro ritardo e stanchezza ci propongono un passaggio in albergo a prezzi non molto convenienti.

Speriamo che domani la nostra amarezza e questo senso di delusione scompaia.

SABATO 06.01.2018

Oggi è la giornata in cui visiteremo i templi di Bagan. Con un taxi raggiungiamo la porta principale Tharaba e poi proseguiamo la visita a piedi. Siamo soliti camminare con scarpe sportive o da trekking ma oggi decidiamo di utilizzare sandali in quanto le continue entrate nei templi comportano tempi lunghi dovuti al metti-togli le scarpe.

Ci incamminiamo attraverso strade sterrate polverose; intorno il paesaggio è ricoperto da piante verdi e a volte fiorite.

Ricordarsi tutti i nome dei templi sarebbe impossibile, però riusciamo a visitare tutti i principali. Gli interni sono adorni di statue di Buddha imponenti e tempietti dove la gente si ferma in preghiera; alcuni presentano particolari dipinti murali che raffigurano scene religiose di tempi passati.

Saliamo su un tempio per ammirare il panorama nel suo insieme ed in effetti il colpo d’occhio è sorprendente. Peccato per quei gradini così ripidi e stretti che durante la discesa a piedi nudi creano non poche difficoltà.

Raggiunto il Gawdawpalin facciamo una breve sosta e ci beviamo un succo di frutta fresca all’ombra di un albero.

Poi, anche se questa mattina ci siamo detti che mai avremmo provato una tale esperienza, proseguiamo il giro a bordo di un calesse.

Vorremmo visitare alcuni templi situati nella piana di Bagan e poi fare ritorno in albergo.

Facciamo così la conoscenza di un ragazzo dal volto sorridente reso ancora più caratteristico dai denti rossi dovuti al consumo di foglie di betel.

Ci presenta la sua ronzina Rosie e dopo qualche difficoltà ad accomodarsi dentro il calesse partiamo alla volta dei templi Shwe San Daw con l’unico Buddha sdraiato di tutta Bagan, Dhmayangy con i suoi corridoi misteriosi e da ultimo il Sulanami Pathoo a nostro avviso il più bello visto oggi; non a caso è chiamato anche Gioiello Supremo.

Viaggiare a bordo di un calesse ti permette di scoprire scorci che a piedi non avremmo avuto modo di vedere, di chiacchierare con la gente del posto. Il nostro guidatore ci racconta della sua vita comunque molto povera, del lavoro che manca nelle stagioni di forte caldo e forti piogge.

Vuole provare gli occhiali da sole perché lui non può permettersi che quelli cinesi che fanno ancora più danni che non metterli.

Ci racconta che lui è buddista, che ama sorridere e trasmettere felicità alle persone; per lui addormentarsi la sera vuole dire chiedere al suo Dio di poter avere sempre il sorriso.

Sono parole che ci toccano, mentre attraversiamo stradine sterrate non toccate da turisti, immersi nel verde e nei vari templi che punteggiano il paesaggio, lontani da caos e da rumori assordanti.

DOMENICA 07.01.2018

Quest’oggi il programma prevedeva la visita al Monte Popa, ma a causa di un leggero fastidio di salute siamo costretti ad annullare la visita. Usciamo dell’albergo alle 10.30 circa e visto che siamo in zona Nyanung U decidiamo di fare una passeggiata a piedi.

Visitiamo l’imponente e dorata pagoda Swezeigon, che già da lontano si intravede. Il sito è molto grande e ci piace molto, sono numerosi i luoghi di culto e tante le persone che si apprestano alla preghiera e alla offerte. Usciti proseguiamo la nostra passeggiata senza meta per le vie della città.

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