Il mio Messico… “sgarrupato”

Un viaggio tra gli splendidi siti Maya, il mare dell’isola di Contoy e… tante info pratiche
 
Partenza il: 04/11/2013
Ritorno il: 24/11/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

IL MIO MESSICO…..”SGARRUPATO”

4 Novembre- 24 Novembre 2013

“Un viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.”

I più grandi pericoli che un viaggiatore può incontrare visitando, in auto, la penisola dello Yucatan sono, a mio avviso, solo due: le “buche” e le “tope” (così sono chiamati quei cordoli di cemento posti trasversalmente sulla carreggiata per far rallentare gli automobilisti). Serve una guida molto attenta perché può capitare di incontrarli in una strada ben asfaltata con un limite di velocità di 100 km. e le “buche” possono essere quasi delle voragini mentre le “tope” (spesso segnalate ma non sempre) possono raggiungere l’altezza di quaranta centimetri.

Sempre riguardo alla guida un secondo avvertimento: non c’è da fidarsi dei tempi di percorrenza indicati da Google Map; in pratica sono molto più lunghi e per il Tabasco ed il Chiapas vanno raddoppiati.

È stato un viaggio organizzato da noi prenotando i voli tramite Expedia, quasi tutti gli alberghi tramite Booking e l’auto presso una agenzia locale, un’esperienza quest’ultima non troppo positiva. Un valido aiuto sono stati i racconti di viaggio letti dal sito Turisti per Caso, una carta stradale acquistata da Amazon e la guida Lonely Planet anche se carente e imprecisa per quanto riguarda il Chiapas.

I siti Maya sono risultati molto interessanti e, da soli, valgono il viaggio. La tanto decantata Riviera Maya si è rivelata conforme alle nostra aspettative: molto meglio la Sardegna se uno vuole andare al mare. E’ vero che ci sono spiagge bellissime con sabbia bianca con alle spalle una magnifica vegetazione ed acqua dai colori fantastici ma è altrettanto vero che non è quasi mai così, spesso l’acqua non è limpida data la presenza di alghe, più di una volta abbiamo notato la presenza fastidiosa di minuscoli pezzetti di plastica, inoltre le località più famose, e più frequentate hanno costruito mega alberghi e condomini direttamente sulla spiaggia (in sostituzione delle palme e della giungla).

La gente è cordiale e disponibile, sovente anche troppo, è capitato più di una volta che chiedendo informazioni abbiamo ricevuto risposte errate, certamente non per cattiveria ma, forse, solo per non confessare di non sapere la risposta.

Abbiamo visitati gli stati di Quintana Roo, Yucatan, Campeche, Tabasco e Chiapas e le diversità sono notevoli sia come paesaggio sia come tenore di vita che nel complesso risulta molto basso; la povertà regna sovrana e, ci è stato detto, che, in genere, anche con maggiori disponibilità finanziarie vengono privilegiati consumi particolari quali auto, televisori, telefoni, elettronica piuttosto che migliorare la condizione abitativa. Il costo della vita, secondo i nostri parametri, è molto basso soprattutto nelle zone interne mentre sale nelle zone turistiche.

Circa le strade ne ho già parlato, aggiungo solo che la segnaletica stradale è carente mentre sono ridondanti, e inascoltati, i cartelli che invitano a “non correre”, “non buttare spazzatura”, “non guidare se hai bevuto”, “dai la precedenza ai pedoni” e così a seguire. Noi avevamo una carta stradale in scala 1:2250000 ed abbiamo noleggiato, assieme all’auto, un navigatore (Tom Tom), in italiano, che si è rivelato abbastanza inutile dato che non accettava, come destinazione, il nome delle strade ma solo “vai al centro della città”, non solo ma inserendo il nome della città che dovevamo raggiungere appariva, quasi costantemente, un messaggio che ci informava che potevano esserci errori di percorso perché alcune zone, lungo la strada, non erano mappate! ll noleggiatore si è ben guardato da informarci di ciò…

Numerosi sono i posti di blocco con militari e polizia armati fino ai denti ma non creano nessun problema mentre in un paio di occasioni siamo stati bloccati da studenti e ragazzini che avevano sbarrato la strada con catene e pretendevano il pagamento di un pedaggio ma è bastato dimostrarsi risoluti per proseguire senza accondiscendere alle richieste.

1° giorno – Lunedì 4 Novembre: PISA – LONDRA

Partiamo da casa alle 12:20 e, con il consueto anticipo, arriviamo all’ aeroporto di Pisa grazie ad un “passaggio” datoci da nostra figlia.

Mi reco allo sportello di Forexchange perché ho prenotato i Pesos Messicani tramite internet con la clausola “buy back” che consente di restituire la valuta non spesa allo stesso cambio dell’ acquisto.

Per le prime due tratte aeree avevamo fatto il check-in on-line. Il primo volo è tranquillo, parte ed arriva puntualmente al Terminal 5. Recuperiamo i bagagli e cerchiamo l’ufficio della National Express che gestisce il servizio di autobus per Gatwick e paghiamo con carta di credito le 50 Sterline per due biglietti.

A Heathrow fa freddo mentre, sotto una pensilina, attendiamo l’autobus. Ci vogliono 75 minuti per arrivare al Terminal Nord di Gatwick e qui, seguendo le indicazioni fornite dall’albergo dietro nostra richiesta, prendiamo lo shuttle-bus e dopo cinque minuti siamo al Premier Inn e sono da poco passate le 19:00. Il costo del biglietto dello shuttle-bus sarebbe di 3 Sterline (accattano solo contanti) e diventa di 5 Euro applicando un cambio da ladroni.

Per l’uso che ne facciamo l’albergo va benissimo

2° giorno – Martedì 5 Novembre: LONDRA – CANCUN – PUERTO MORELOS (Km. 79)

Con lo shuttle-bus andiamo al Terminal Nord e, grazie ad un elevato numero di banchi per l’accettazione consegnami i bagagli senza fare code.

Partiamo in orario con un aereo completamente pieno. Servizio e vitto sono quelli soliti della British, leggi scadenti. Il programma di intrattenimento ha solo tre film in lingua Italiana e me li vedo tutti durante le 12 ore di volo. Poiché è un volo diurno non si dorme ma io sono fortunato perché fra film, lettura, sudoku, parole crociate, il tempo mi passa in un attimo.

Atterriamo in perfetto orario (in Italia sono le 22:00) e le formalità burocratiche ed il ritiro bagagli sono abbastanza veloci; per uscire dalla dogana vige un sistema che non avevamo mai trovato : si preme un pulsante e se si accende la luce verde si esce tranquillamente mentre, se si accende la luce rossa si passa ad un controllo molto minuzioso dei bagagli. Abbiamo trovato luce verde.



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