Il meglio dell’Uzbekistan

In viaggio con due bambini di 4 e 7 anni
Scritto da: cesena
il meglio dell'uzbekistan
Partenza il: 12/10/2019
Ritorno il: 19/10/2019
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

14 ottobre – Il sole oggi sorge alle 06.50 (controllato su internet) e mi sveglio per fare delle foto della città e della cinta muraria dall’ingresso est. Khiva è deserta, bellissima. Freddissima. I venditori ambulanti iniziano ad allestire i loro banchetti. Ritorno dopo un’ora circa alla guest house e trovo una splendida colazione con datteri, noccioline glassate, cioccolatini, crepes, tè, focaccia, marmellata, ad attendermi…e la mia famiglia già sveglia. Facciamo colazione e poi organizziamo molto rapidamente con il titolare della guest house (che parla pochissimo inglese ma sa usare molto bene Google translate sul cellulare) un giro delle rovine del deserto. Mi mette in comunicazione con il taxista che parla anche un buon inglese che per 40$ ci scarrozzerà dalle 9.30 alle 14.30 nel deserto, facendoci anche un po’ da guida turistica. Decidiamo di visitare tre fortezze: Ayaz Qala, Qizil Qala, Topraq Qala di cui la prima è sicuramente la più bella. Evitiamo Janpik Qala, in quanto si trova sulla strada per Nunkus perché questo avrebbe comportato almeno altre 2 ore di viaggio, tempo che non abbiamo, in quanto avremo solo questo pomeriggio da dedicare a Khiva. Al nostro ritorno acquistiamo per 100 mila Som il biglietto di ingresso turistico (i bimbi non pagano) che non include però il minareto ed il mausoleo di Pahlavon Mahmud. Francamente il tour per musei e madrasse, forse perché abbiamo i bimbi che fisiologicamente ci mettono fretta, è rapido. Ci ha molto colpiti la Moschea Juma con le sue 212 colonne in legno finemente intagliate. Al tramonto saliamo sulla passeggiata lungo le mura e costeggiamo parte del perimetro della città. Una volta calato il sole la temperatura scende e rientriamo alla guest house dove ci attende un’ottima cena (insalate varie che inizialmente ci lasciano un po’ dubbiosi per eventuali risvolti gastroenteritici, un fantastico plov, una zuppa in brodo con delle specie di tortellini e la frutta che qui non manca mail… il melone). La cena è davvero ottima.

15 ottobre – Come da nostra esplicita richiesta il taxista, lo stesso di ieri, ci viene a prendere alle 6.15 per portarci a Bukhara. Trattandosi di 6-7 ore di viaggio su una noiosissima strada in mezzo al deserto lungo la quale non c’è nulla da vedere, abbiamo pensato di partire molto presto (al buio) e dormire durante il viaggio. I gestori della guest house sono così carini che ci allestiscono un banchetto come quello del giorno precedente per colazione alle 5.45. Durante il viaggio, per puro caso, e solo perché è fermo in mezzo alla strada a girare un video, incontriamo un italiano, Ilario Lavarra (Instagram: vespanda_ilario.navarra), che da 2 anni sta girando il mondo su una vespa 125 del 1968. Raggiungiamo Bukhara intorno alle 12.15 e ci facciamo subito portare alla Parviz Guest House. La camera è meno bella di quella della notte precedente, spartana, ma pulita. Partiamo subito per il tour di Bukhara, entrando in tutta una serie di madrasse e raggiungiamo il minareto Kalon. Concludiamo il tour con visita al Chor Minor (proprio di fronte c’è un negozio che vende cimeli sovietici a prezzi decisamente “turistici”). Per cena ci rechiamo all’Ayvan restaurant, che si trova nella Lyabi House, un albergo in una stretta stradina del centro, prenotato una settimana prima via mail (non accettano prenotazioni a lunghissima distanza). Il locale è bellissimo, la cucina un mix di locale ed occidentale, i camerieri gentilissimi e si esprimono in un ottimo inglese. Consigliatissimo. I loro tiramisù e il tortino con il cuore tenero di cioccolato darebbero del filo da torcere a molti ristoranti italiani. Molto buone le carni, la zuppa Solyanka, la birra Sarbast e il cicchettino di Vodka a fine pasto.

16 ottobre – Sveglia e colazione abbondante con tè, caffè, marmellata, porridge, frutta, pane, wusterl e uova. Ci rechiamo all’Ark, la fortezza al cui interno visitiamo alcuni musei, poi al mercato Kolkhozny Rynok (il parco giochi delle vicinanze è in stato di completo abbandono) ed al Bolo Hauz. Visitiamo inoltre il museo delle torture dove furono imprigionati i due poveri inglesi che vennero lasciati a marcire in una cella a mo’ di pozzo prima di essere giustiziati. Nostro figlio di 5 anni è rimasto molto impressionato dalla storia e non voleva più venire via. Le attrattive migliori della città sono senza dubbio il minareto Kaylan ed il Mausoleo di Ismail Samani. Nel pomeriggio assistiamo a numerosi spettacoli nel corso di una manifestazione politica che si svolge in tutta tranquillità. Per cena ci rendiamo conto che sarebbe stato molto meglio prenotare il ristorante con anticipo via mail dall’Italia. Tutti i ristoranti con ottime recensioni su Trip Advisor sono pieni. Per pura fortuna troviamo un tavolo nello stesso in cui siamo andati ieri. Per noi è davvero un’eccezione mangiare due volte nello stesso posto. Anche questa sera mangiamo molto bene.

17 ottobre – Rapidissimo tour di Bukhara con il solito acquisto last minute (un vecchio libro) e partenza con l’autista procuratoci da Fatima, dell’agenzia Anur. Si chiama Murod. Parla un inglese molto buono. Abbiamo notato che se gli autisti vengono procurati dall’agenzia tendono a rispettare in modo maniacale i limiti di velocità. Murod ci ha portati al complesso sacro Naqishbandi, poi a Shakrisabz, la città natale di Tamerlano, che leggendo la Lonely Planet passa la voglia di visitare, ma che ha alcune costruzioni meravigliose come i resti del palazzo Ak-Saray. Queste rovine cadenti, lasciate nel loro stato originale, per citare la nota guida turistica, ci hanno davvero entusiasmato. Dopo 1 ora circa di auto raggiungiamo Samarcanda e l’autista ci porta al Jahongir Guest House. Il posto è bello, ma la camera davvero piccola…si gira appena intorno al letto. Ci siamo lasciati influenzare molto dai commenti sui siti e dall’articolo sulla rivista Meridiani. Credo ci siano posti molto più belli, a parità di prezzo. Per cena prendiamo un taxi che per 150.000 Som (3 €) ci porta al ristorante Old City (St. A. Zhomiy 100/1 difronte all’hotel Zarafshan), anche questo consigliato su Meridiani e prettamente per avventori stranieri. Ci fanno accomodare per pura cortesia perché arriviamo intorno alle 20.30 ed avrebbero già finito il servizio. Mangiamo delle insalate miste come antipasto (buone) ed un ottimo plov. Per prenotazioni [email protected] Anche questo ristorante offre del buon cibo locale, ma abbiamo preferito quello preparatoci nella guest house di Khiva. Ci arriviamo in taxi; la particolarità dei taxisti in Uzbekistan è che sembrano ignorare dove siano collocati gli alberghi o i ristoranti richiesti dai turisti e spesso siamo stati noi a guidarli con Google maps. Rientriamo in albergo a piedi passando davanti al mausoleo, alla statua di Tamerlano ed al magnifico complesso del Registan.



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