Il mal d’Africa di Zanzibar

Terra paradisiaca dai forti contrasti, dove l'Hakuna Matata regna sovrana
Partenza il: 20/12/2018
Ritorno il: 27/12/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Per il 2018 io e mio marito decidiamo d’invertire il tipico detto e pochi giorni prima del 25 dicembre ci imbarchiamo su un aereo diretto a Zanzibar.

Trascorrere la festività simbolo della neve e dei maglioni su candide spiagge (che in effetti sembrano neve per quanto sono bianche) e indossando solo il costume non ha prezzo! La scelta ricade su questa splendida meta per la voglia di spostarci al caldo ma per un tempo massimo di una settimana.

7 giorni ci sono bastati per girare abbastanza l’isola, godendo di spiagge paradisiache, barriera corallina, folklore e popolazione locale.

TOUR OPERATOR E COMPAGNIA AEREA

Per la prenotazione del soggiorno ci appoggiamo al noto tour operator Eden, ma piuttosto che soggiornare nella sua struttura a Kendwa, resort italiano indicato più per famiglie, decidiamo di appoggiarci alla linea Margò, più economica e con standard meno rigidi circa le strutture, spesso a carattere internazionale.

Partendo da Roma, l’alternativa sarebbe Milano, il volo charter che ci porterà all’equatore è della Blu Panorama. Aereo datato, senza svaghi ed intrattenimenti, ma dal buon cibo quanto meno. Fortunatamente il volo è notturno, l’assenza del diversivo non è un gran problema, dormiamo per la maggior parte del tempo.

AEREOPORTO ED ACCOGLIENZA AL RESORT

Dopo circa 7 ore di volo atterriamo sul suolo zanzibarino, coperto da nuvole e pioggia. Mio marito, alla perenne ricerca del cielo terso, è già scoraggiato, ma fortunatamente quelle saranno le uniche gocce di pioggia che vedremo in tutta la settimana.

La parola aeroporto suona stramba per definire la “struttura” in cui ci troviamo…l’ufficio immigrazione è delimitato solo da poche mura, tant’è che si può accedere direttamente alla pista di volo! La fila per ottenere il visto è molto lunga, va compilato un documento d’ingresso e pagata una tassa pari a 50€ o 50 $, senza distinzione di cambio (noi paghiamo in dollari, avendo cambiato una buona cifra dall’Italia).

-Valuta accettata

La moneta locale è lo scellino ma raramente viene accettata, nemmeno dai beach boys (ragazzi presenti su tutte le spiagge che propongono i tours dell’isola) o dalle bancarelle.

Preferiscono tutti i pagamenti in €, ma anche il $ non è disdegnato.

In aeroporto è presente una postazione di cambio, noi ne approfittiamo per avere in tasca qualche scellino, poco utile, ma necessario alla collezione di famiglia.

Scorriamo velocemente la fila necessaria all’ottenimento del visto e già rimaniamo affascinati dal popolo zanzibarino. Entrati nel “cuore” dell’aeroporto non riusciamo a resistere al richiamo dei primi “mercanti”; cambiamo qualche euro in scellini, compriamo una scheda locale e solo quando il nostro referente ci viene a cercare capiamo di aver perso un sacco di tempo!

-Scheda locale

Utile ed economica, alternativa ottimale alle offerte delle nostre compagnie telefoniche. Per circa 10€ attiviamo una sim locale, con minuti e messaggi per l’estero. Il traffico presente sarà sufficiente per effettuare una telefonata al giorno. Con i nostri smartphone utilizziamo tranquillamente la linea wifi del resort per le videochiamate.



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