Il Giappone di Maura & Leonardo

C'e una stagione - oltre alla primavera - in cui i giapponesi impazziscono e si riversano nei templi e nei santuari. Si tratta della stagione "momiji", che è tecnicamente l'autunno ma che praticamente corrisponde a quelle settimane tra novembre e dicembre in cui gli aceri si tingono di rosso. Ebbene questa è la stagione che abbiamo scelto per il...
 
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

C’e una stagione – oltre alla primavera – in cui i giapponesi impazziscono e si riversano nei templi e nei santuari. Si tratta della stagione “momiji”, che è tecnicamente l’autunno ma che praticamente corrisponde a quelle settimane tra novembre e dicembre in cui gli aceri si tingono di rosso. Ebbene questa è la stagione che abbiamo scelto per il nostro primo viaggio in Giappone.

Questo racconto non vuole essere una guida per nessuno, ma solo un ricordo per noi e un piccolo aiuto per i TPC. Crediamo fortemente nel pensiero di Pessoa: il viaggiatore è il viaggio. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.

Quest’anno dopo molti rinvii abbiamo deciso di seguire il consiglio datoci molte volte da un nostro affezionato cliente giapponese, che ci invitava a visitare il suo paese nel periodo autunnale, a suo dire molto interessante e suggestivo, al pari della fioritura dei ciliegi, peraltro la fioritura dei ciliegi avviene in una stagione in cui il nostro mestiere non ci permette di viaggiare inoltre, a suo dire, in questa stagione non ci sono pericoli di terremoti. Abbiamo acquistato tre guide, NATIONAL GEOGRAPHIC ce nè siamo serviti per la costruzione del viaggio ma non l’abbiamo portata con noi -rientrati però nè abbiamo riconosciuto il valore- delle tre è l’unica che “sottolinea” il santuario di Fushimi Inari. MONDADORI che ha molte utili fotografie, un’impostazione di base sull’architettura e una bella sezione dedicata alla culinaria, è venuta in viaggio con noi ed è stata abbastanza precisa e utile. LONELY PLANET un mattone che non poteva mancare nel nostro zaino, con cui ho un rapporto di amore/odio, in quanto alcune volte nei nostri viaggi l’abbiamo trovata polemica e inesatta. La vera guida sono stati i diari dei viaggiatori che ci hanno preceduto sia italiani che stranieri, per questo per la seconda volta (la prima è L’Argentina di Maura e Leonardo 2008) dopo tanti anni di viaggi abbiamo deciso di scrivere la nostra esperienza.

Il nostro intinerario: (VOLO) FIRENZE-PARIGI PARIGI-NARITA TOKIO 5 NOTTI (visita a Kamakura e Nikko) (Shinkansen) TOKIO-KYOTO KYOTO 4 NOTTI (visita a Nara) (Shinkansen) KYOTO-HIMEJI (Shinkansen) HIMEJI-HIROSHIMA HIROSHIMA 2 NOTTI BEPPU 2 NOTTI YUFUIN 1 NOTTE NARITA 1 NOTTE (VOLO) NARITA-PARIGI PARIGI- FIRENZE Il volo Firenze-Narita: un’odissea. Dopo molte ricerche e confronti per trovare la tariffa più conveniente la scelta è ricaduta su di un volo air France in partenza da Firenze per noi molto comodo. Fatale dimenticanza! Mai partire o arrivare su Firenze in autunno/inverno,(in passato avevamo già avuto esperienza).Trenta minuti prima della partenza fissata per le 10:15 ci avvisano che non decolliamo da Firenze ma da Pisa, quindi venti minuti di attesa per il pullman che ci porterà a Pisa, 100 km di super strada perennemente incasinata. All’arrivo a Pisa (11:30) gli addetti ai bagagli ci dicono che nell’aeroporto di Firenze sarebbe meglio ci facessero un bel campo di patate, visto che questa storia è “quotidiana”; in verità a Pertola Ligresti aspetta,da tempo,che gli facciano costruire un “bel quartierino”. Dpo l’imbarco immediato air France ci tiene chiusi in aereo fino alle (17:00) senza nessuna comunicazione. Alle 17:00 ci trasferiscono su un altro volo e finalmente partiamo per Parigi, naturalmente il nostro volo per Narita è perso, fortunatamente riusciamo a prendere l’ultimo delle 23:00 ma abbiamo perso un giorno di agognate vacanze. La prossima volta cercheremo di cambiare compagnia e non partiremo più da Firenze, nemmeno se ci regalano il volo.

TOKIO 5 NOTTI Per il soggiorno a Tokio abbiamo scelto l’Hostel Anne Asakusabashi 2-21-14, Yanagibashi, Taito-ku, 111-0052, Tokio. Situato a circa 600 mt. Dalla stazione Asakusabashi dove parte sia la subway che la JR di superficie, questo permette di visitare tutta Tokio senza difficoltà e in breve tempo. Ottimo anche il giudizio sull’ostello, la scelta era ricaduta su questa struttura anche perchè di nuova apertura. Unico neo è che la nostra camera vicina ad una delle postazione internet attiva 24 ore su 24 e un gruppetto di francesi maleducati ha disturbato le ultime due notti di soggiorno, schiamazzando.

PRIMO GIORNO -18 km a piedi- abbiamo visitato il mercato del pesce. Oedo line fermata E18 TSUKIJISHIJO. La sveglia non è stata un problema grazie al cambio di fuso alle 7:00 circa eravamo sul posto. Esperienza consigliata, stupefacente le quantità e la varietà del prodotto, interessante la lavorazione del tonno, un po’ di attenzione ai carrelli motorizzati che in gran numero e apparentemente indisciplinati sfrecciano sbucando da ogni angolo. Abbiamo fatto l’esperienza di una colazione a base di pesce crudo freschissimo innaffiato da bollente tè verde denso, personalmente non entusiasmante, come prima volta. Cercando di percorrere il più possibile strada a piedi ci siamo spostati nella zona di ROPPONGI sucessivamente con la subway linea Oedo abbiamo raggiunto il quartiere di SHINJUKU per godere del panorama che regala “gratuitamente” la sede del Metropolitan Governament Office. A conclusione della giornata sempre con la subway Marunouchi line fermata M 17 abbiamo visitato la zona di GIZA.

SECONDO GIORNO -25 km percorsi a piedi- sempre con la filosofia del camminare il più possibile a piedi, dalla nostra stazione Asakusabashi ci siamo diretti verso il fiume per poi proseguire in direzione di ASAKUSA ma, il mio “infallibile” orientamento mi ha fregato e ci siamo ritrovati a AKIHABARA, cambio di programma e proseguiamo per UENO, attraversando il pittoresco mercato Ameyoko arriviamo al parco di Ueno lo visitiamo (niente di che). Attirati da quanto scritto nella guida Mondadori ci dirigiamo verso il quartiere di YANAKA, le illustrazioni e la spiegazione del luogo dicono “il quartiere conserva l’atmosfera dell’antica Shitamachi è un intrigo di piccole strade e un susseguirsi di cimiteri molto caratteristici…”. Oggettivamente il quartiere è molto pittoresco, ci sentiamo di consigliare la visita. Con la subway raggiungiamo ASAKUSA e la visitiamo, il tempio e le vie limitrofe fanno da sfondo al finire della giornata.

TERZO GIORNO -17,85 km percorsi a piedi- destinazione KAMAKURA, convalida dell’JR pass per 21 giorni. Città di mare e collina, che accoglie 19 santuari e 65 templi, visitiamo quelli che col tempo e il percorso che abbiamo scelto ci confacevano di più. Decidiamo di scendere alla stazione di KITA KAMAKURA e ci accorgiamo in seguito di aver fatto bene, poiché il sito si articola su una serie di colline, ognuna ha templi o santuari da visitare,il sito degrada con pendenze non trascurabili fino a KAMAKURA, che si trova sul livello del mare, il tutto è collegato da vari chilometri di sentieri che si snodano nei boschi; fare la visita all’incontrario è sicuramente una grande sfaticata. Visitiamo il Tempio Engaku-ji, un tempio zen costruito nel 1282 e il Tempio Meigetsu-in. Imbocchiamo il sentiero del Grande Budda a nordovest e a metà del percorso nel mezzo del bosco troviamo e visitiamo il Santuario Zeniarai Benten Shrine, bell’esempio di fusione di Buddismo e Shintoismo. Consigliamo la visita, si tratta di un sacrario popolare dove la gente lava i propri soldi, nella speranza della ”moltiplicazione”. La parola Zeniarai significa “moneta di lavaggio”. Proseguendo arriviamo a valle dove si trova il Daibutsu (Grande Buddha) presso il tempio Kotokuin. Costruito nel 1252 la sua altezza compreso il basamento è 13,35 metri e pesa 121 tonnellate. Molto bello. Arrivati a KAMAKURA visitiamo il Tempio Hase Dera da dove si gode del panorama sul mare, benché sia collocato in città è ben integrato con la natura. Di seguito passeggiata sulla spiaggia di Yui-ga-hama, non prima di aver letto le istruzioni in caso di maremoto e poi l’immancabile scoperta della KAMAKURA commerciale.



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