Icelandia 2014: la terra del ghiaccio e del fuoco

Tour on the road dell'Islanda da Reykjavik e Reykjavik
 
Partenza il: 01/05/2014
Ritorno il: 09/05/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Ecco il regalo per i miei quarantanni: un viaggio in Islanda…

… la fredda cronaca!

Optiamo per un volo Easy Jet con un solo bagaglio in due, anche per risparmiare, ma soprattutto perché ci basta, con partenza il 1 maggio e scalo notturno all’aeroporto di Londra Luton, la notte in aeroporto non ci spaventa ma questo aeroporto fa “paura”, non fatelo, volete passare ore e ore in un centro commerciale al sabato pomeriggio travestito da aeroporto? allora fatelo…!

L’estenuante viaggio ci porta all’Aeroporto di Keflavik, in perfetto orario alle 9.40 del giorno 2.

Il primo approccio con l’Islanda è grandioso, in aeroporto c’è il parquet! Appena possibile usciamo all’aria aperta, l’aria è gelida il vento micidiale e un persistente odore di zolfo ci stordisce.

La percezione di essere su di un’isola è forte.

Prendiamo possesso all’autonoleggio Sixt di una verde fiammante Chevrolet Spark, questa macchinina, sarà una fedele e affidabile compagna di viaggio, ma ce lo aspettavamo, tanto da rifiutare un up-grade ad un suv ben più confortevole per poche corone in più salvo poi sottoscrivere un’ assicurazione per eventuali quanto improbabili danni dovuti a non so quale intraducibile evento atmosferico islandese per la stessa cifra, questione di scelte…

Una cinquantina di km sulla strada 41 e siamo nella capitale. Reykjavik ci sembra subito una città gigantesca, a scapito dei sui 50000 abitanti circa, sembra di arrivare a Genova.

Sappiamo che il nostro albergo è vicinissimo alla cattedrale Hallgrìmskirkja che col suo campanile ci guida da lontano, così riusciamo facilmente a raggiungerlo: è una guest house (Aurora) in pieno centro con annessi appartamentini poco lontano, uno di questi ci accoglie con una pulizia e ordine che questa vacanza non ci farà mai mancare.

Proprio la cattedrale è il primo appuntamento con Reykjavik, in particolare l’ascesa al campanile e la vista che se ne gode dalla cima.

La città è proprio carina: negozi, bar e tanta gente che si prepara al venerdì sera. Giriamo il centro in lungo e in largo in cerca di tutto quello che ci può interessare. La scritta Happy hour fuori da un bellissimo locale del porto (Forettabarinn sulla Myrargata) attira le stanche membra di due poveri viaggiatori ed ecco due birrette islandesi pronte a coccolarli. Pianifichiamo il giorno successivo prima di spostarci in un ristorante li vicino (icelandic fish and chips, Geirsgata) a gustarci una cenetta a base di pesce. La notte è giovane, ma noi questa sera no, e dopo un giretto ritorniamo a casa.

3 maggio 2014: “Golden Circle”

Golden Circle, così si chiama un gruppo di attrazioni naturali, poco distanti dalla capitale, una tappa, imperdibile, che sarà la prima del nostro tour anti-orario della terra del ghiaccio e del fuoco lungo la Hrigvellur.

Raggiunta la tangenziale, imbocchiamo la 36 per raggiungere, in mezzo a branchi di cavalli selvatici di cui faremo la conoscenza, Pingvellir: parco nazionale patrimonio dell’Unesco sede del primo parlamento democratico al mondo che racchiude al suo interno una gigantesca frattura che separa la zolla nord-americana sa quella euro-asiatica. Dopo una passeggiata suggestiva, ci spostiamo a Geyser, parcheggiata la macchina vicino al centro accoglienza che assomiglia più ad un centro commerciale, raggiungiamo l’area instabile dall’altro lato della strada, dove si trovano tutti i geyser, in particolare lo Stokkur che ogni pochi minuti regala un getto d’acqua potente e altissimo di grande effetto.

Gullfoss è la cascata più famosa di Islanda, gigantesca, incredibile, e con un vento gelido, che sferza e ghiaccia i pochi lembi di pelle liberi da cuffie e giacche, da non riuscire a camminare, le foto si sprecano, ogni angolo è bellissimo.

Ora la strada 35 ci porta a Selfoss, e come tutti i tragitti brevi o lunghi che percorreremo ci regala dei paesaggi sempre diversi e sempre unici. Una piccola spesa al supermercato e imbocchiamo la Ring road verso Skogar, una città di 20 abitanti… che incontriamo poco dopo il vulcano Eyjafjallajökull: colui che ha paralizzato l’europa nel 2010, dove dormiremo in un carinissimo bed & breakfast (la Skogar Guest House) dove la simpatica signora Sikka ci offre anche la cena.

4 maggio 2014: “La costa del sud tra oceano e ghiaccio”

Dopo una soddisfacente colazione all’americana (anche pancake sciroppo d’acero) in compagnia di una simpatica famigliola francese, il nostro macchinino ci accompagna alla vicinissima cascata Skogafoss, un salto d’acqua incredibile che vista l’ora possiamo ammirare quasi in solitudine.

Pochi km di Hringvellur e deviamo sulla destra.

La strada 218 arriva su un’alta scogliera patria del puffin, la pulcinella di mare, uccello simbolo dell’Islanda che inseguiremo per tutto il viaggio senza trovare. Qui i paesaggi sono incredibili, e assieme alla spiaggia nera che incontra un mare tanto scuro da sembrare dello stesso colore contornata da colonne di lava fossile, che raggiungiamo poco dopo con la strada 215, sempre dalla 1, forma una zona dove fermarsi alcune mezzore sembra irrinunciabile. Poco dopo siamo a Vik.

Quella che doveva essere la nostra prima tappa, è un paesino un po’ deludente, dove la fa da padrona una suggestiva chiesetta posta a metà di una collina, alla cui cima c’è un tipo cimiterino da cui si gode una vista grandiosa. Qui abbiamo il primo approccio con la benzina, che costa un poco meno che in Italia, e che in quasi tutti i distributori puoi farti, rigorosamente da solo, pagando solo con la carta di credito.

Direzione Skaftafell, da qui si parte per il trekking sul ghiacciaio Vatnajökull, noi però ci fermiamo solo per il pranzo, e raggiungiamo Jökulsàrlòn, il lago ghiacciato. Qui il fiume formato dal grande ghiacciaio sfocia nell’oceano portando con se una miriade di piccoli iceberg creando un’atmosfera unica e inedita ai nostri occhi.

La tappa odierna si conclude a Hofn una cittadina silenziosa e solitaria, come tutte qui, dove però non manca un ristorante KaffiHornid presso cui ci concediamo una cenetta ittica dove incontriamo i francesi del giorno prima, e alloggiamo alla Haffnarnes, una fattoria silenziosa vicino al paese.



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