Iceland: Wild at heart

Viaggio itinerante alla scoperta di un paese dalle bellezze naturalistiche straordinarie
 
Partenza il: 02/08/2019
Ritorno il: 14/08/2019
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Dopo 26 anni siamo riusciti a coronare il sogno di ritornare in Islanda, un paese dal clima imprevedibile con temperature abbastanza fredde anche d’estate con il sole che fa fatica a districarsi tra le nuvole e dove le bellezze storico/architettoniche sono una vera e propria chimera. Ma allora perché uno dovrebbe desiderare di trascorrere anche solo qualche giorno in questo paese apparentemente così anonimo e inospitale? Semplicemente per il fatto che qui la natura da il meglio di sé disegnando paesaggi unici dai colori incredibili costellati da una moltitudine di cascate, vulcani e ghiacciai che contribuiscono a darle il nome di terra del ghiaccio e del fuoco. Evidentemente un viaggio in Islanda deve essere affrontato da chi ha voglia di scoprire anche a discapito di comodità e relax …. Per tali motivi è molto importante partire solo dopo aver ben programmato la propria vacanza. Pertanto prima di incominciare a raccontarvi quello che è stato il nostro girovagare sul suolo islandese vogliamo darvi alcuni consigli che pensiamo possano essere molto utili non solo in un’ottica organizzativa ma anche per farvi capire se l’Islanda può essere o meno la meta dei vostri sogni.

COSTI:

In Islanda come in tutti i paesi scandinavi il costo della vita è molto alto; ci sono però degli accorgimenti che possono ridurre sensibilmente il vostro budget, il più importante dei quali è quello di prenotare in largo anticipo soprattutto i voli aerei e gli alloggi (anche sei mesi prima). ⦁ Volo aereo: Le soluzioni più economiche sono quelle che prevedono di fare uno scalo intermedio che nella maggior parte dei casi può essere ad Amsterdam, Francoforte, Londra o Copenhagen. C’è un motore di ricerca molto affidabile che si chiama “Sky scanner” utilissimo a tal fine che vi da tutte le possibili opzioni. Abitando in provincia di Bergamo abbiamo scelto la comodità dell’aeroporto di Orio al Serio scegliendo di fare scalo su Copenhagen (volo Ryanair) dove all’andata abbiamo dovuto attendere 4 ore il volo per Reykjavik dell’Icelandair mentre al ritorno le ore d’attesa essendo ben 12 ci hanno dato la possibilità di dare una bella occhiata alla capitale danese che non avevamo mai visto il cui centro è raggiungibile in soli 15 minuti prendendo il metro che si trova proprio sotto l’aeroporto trasformando così quello che poteva essere un grande disagio in un’opportunità. Il prezzo del volo a/r è stato di € 310 (da tenere presente che per motivi famigliari la prenotazione per il mese di agosto l’abbiamo potuta fare solo a maggio; probabilmente se fossimo riusciti a farla a febbraio avremmo pagato ancora meno). ⦁ Alloggio: Le strutture ricettive sono molto limitate rispetto a quella che è la domanda soprattutto nei mesi estivi. Da qui i prezzi elevati e la necessità di prenotare in anticipo onde evitare di rimanere a piedi. Gli Hotel sono la soluzione più comoda ma anche la meno economica dove ci si trova a pagare prezzi da cinque stelle per delle strutture che a mala pena in Italia di stelle ne avrebbero due! Un’ alternativa all’hotel e quella dei bed & breakfast che è poi quella da noi prediletta. In particolare abbiamo prenotato tutto tramite Airbnb, network valido e serio già utilizzato in altri viaggi con cui ci siamo trovati sempre molto bene. Basta iscriversi (gratuitamente) e procedere con le prenotazioni un po’ come accade per booking o trivago. Il costo medio per una sistemazione per tre persone in appartamento (spesso rappresentato da un bilocale) è stato di € 150. Volendo il costo può essere ulteriormente ridimensionato (- 40%) se si è disposti a rinunciare ad un po’ di privacy condividendo con altri gli spazi comuni della casa (bagno, cucina e salotto).

PRANZI/CENE:

I ristoranti offrono una cucina soprattutto a base di pesce e carne ovina che ci ha stupito favorevolmente con piatti più che decenti cosa che invece non avevo trovato 26 anni fa dove ricordiamo di aver mangiato molto male. A rimanere invariati invece sono i prezzi sempre alti; tanto per intenderci un dolce costa mediamente 15 euro, va da sé che senza esagerare il costo medio di una cena va dai 35/40 euro bevande escluse. La nota positiva è che qui l’acqua è buonissima e sempre gratuita; evitate di prendere vino la cui qualità sarebbe incerta al contrario della certezza del prezzo elevatissimo. Eventualmente per variare potreste propendere per l’abbordabile birra soprattutto la Viking prodotta ad Akureyri. Volendo evitare i ristoranti si potrebbe percorrere la strada dei supermercati acquistando il necessario per poi cucinare a casa (sempre che si scelga la soluzione b&b). Personalmente ho scelto di ricorrere al supermercato per il pranzo e la colazione mentre la sera ci siamo concessi lo sfizio di essere serviti. Vi sono diverse catene di supermercati dai prezzi più o meno cari (i più economici sono i discount Bonus, quelli con il simbolo del porcellino) che però si trovano solo a ridosso dei principali centri abitati. Fate attenzione perché in particolar modo nelle zone interne non solo non troverete negozi ma nemmeno anima viva.

CARTE DI CREDITO:

Avere una carta di credito è indispensabile perché tutto si paga con il suo utilizzo anche per acquistare una caramella; non è assolutamente necessario avere del contante (io non ho cambiato neanche un euro e francamente non so come sia fatta una banconota islandese). Da segnalare che l’unica carta un po’ bandita (come del resto in Italia) è quella “verde”; non di rado ci è capitato di vedere negozi con la scritta “no A………”. L’importante è avere invece con sé una carta di credito munita di pin, questo perché quasi tutti i distributori di benzina sono senza operatore e l’unico modo per rifornirsi è utilizzare il self service che vuole sempre una carta che si utilizza con la digitazione del pin.

NOLEGGIO AUTO E STRADE:

Anche il noleggio di un’auto risulta essere, guarda caso, particolarmente oneroso così come il costo del carburante (benzina oltre 1,8 euro). Non è necessario avere una vettura 4×4 se non ci si addentra nelle zone interne dove vige l’obbligo segnalato da apposita cartellonistica il cui mancato rispetto ha quale conseguenza non solo quello di potersi vedere comminate pesanti multe ma anche di non avere alcun rimborso da parte delle compagnie assicuratrici in caso di danno procurato all’autovettura e/o a terzi. Noleggiare un’auto 4×4 può costare anche più del doppio di quanto richiesto per un’autovettura “normale”. Noi ci siamo affidati così come facciamo ormai da parecchi anni alla società di brokeraggio “Autoeurope” spendendo per una Wolgswagen Polo la somma di € 850 per 10 giorni (con assicurazione senza franchigie). La strada che circumnaviga l’isola (il cosiddetto ring) è ben tenuta e non presenta problematiche (almeno in estate) a differenza invece delle strade sterrate interne dove non sempre l’essere dotati di una vettura 4×4 consente di risolvere i problemi. Ci è capitato di vedere diverse auto in grossa difficoltà nel dover guadare dei corsi d’acqua che spesso a causa dello scioglimento dei ghiacci tagliano le strade che oggi ci sono e domani non si sa. La soluzione allora dove sta se si vuole vedere anche le parti interne dell’isola che sono nella loro solitudine di una bellezza struggente? L’unico modo è quello di rinunciare ad un po’ della propria libertà di movimento affidandosi alla fidata rete di autobus islandesi che si muovono con estrema disinvoltura su tutti i tracciati (anche il prezzo degli autobus però non è a buon mercato e se a viaggiare si è in tanti il tutto si complica). Ultima nota è quella di assicurarsi di non rimanere mai senza carburante perché vi potrebbero essere lunghi tratti stradali senza incontrare una pompa di benzina; fermatevi spesso a fare rifornimento anche a serbatoio quasi pieno.

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