I viaggi dei Barto: Normandia, Bretagna e Parigi

Tour on the road dalla Normandia alla Bretagna con tappa finale nella Ville Lumiere
 
Partenza il: 18/08/2017
Ritorno il: 30/08/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

I GIORNO 18 AGOSTO: GIVERNY – ROUEN – ETRETAT

Quest’anno durante l’inverno abbiamo cambiato più volte programma e alla fine abbiamo optato per la Francia e precisamente Normandia Bretagna e qualche giorno a Parigi visto che i nostri figli non ci sono mai stati. Io, Laura, Samuele e Mattia partiamo alle 6.20 da Pisa con volo Ryanair e dopo un‘ora e quaranta scarsa atterriamo a Parigi Beauvais in una mattinata grigia e piovosa.

Ritiro bagagli e auto, prenotata mesi primi con Rentalcars.com. Con estrema velocità ci viene consegnata un’Opel Meriva che onestamente non è un granchè per comodità e spazio… ma va bene così. La prima parte della giornata è all’insegna di Monet. Nostro figlio Samuele è appassionato di arte, pittura con una predilezione particolare per gli impressionisti. Prima tappa Giverny, che raggiungiamo dopo circa un’oretta sotto una pioggia incessante (dopo mesi di siccità alla fine non è così sgradevole). Parcheggiamo l’auto e già la pioggia ha lasciato spazio a qualche timido squarcio di azzurro, clima ideale per la visita ai giardini e alla casa dell’artista francese che ha passato gran parte della sua vita proprio a Giverny. Fatti i biglietti non ci resta che accedere ai giardini, fioriti all’inverosimile, uno spettacolo di colori e profumi veramente incredibile, con le gocce della pioggia caduta da poco, che se possibile rendono ancor più particolari le tonalità dei gladioli, degli iris, delle margherite, dei girasoli che ti proiettano in un mondo incantato. Ma questo è niente in confronto al laghetto delle ninfee con il ponticello in legno immortalato in uno dei quadri più famosi di Monet. Lo stile del giardino è molto Japanaise, l’artista era un grande estimatore del paese del Sol levante, e ti trasmette una pace e un senso di rilassatezza veramente piacevoli. La visita termina con il breve tour della casa dove il pittore ha vissuto dove un cenno di rilievo lo merita la stanza dove dipingeva e la cucina ricca di brillantissimi oggetti in rame.

Lasciato il giardino/museo e dopo un veloce pranzo a base di panini, ci dirigiamo verso la nostra prossima meta, Rouen, la cui cattedrale di Notre Dame è stata oggetto di molti dipinti di Claude Monet, da lui concepiti studiando gli effetti della luce in particolare al calar del sole. Non male neanche il centro storico della citta’ impreziosito dalla ex abbazia benedettina di St. Ouen e da alcune casette a graticcio sullo stile della regione dell’Alsazia. Ultima tappa, ma non per bellezza, le scogliere di Etretat, che raggiungiamo dopo un’oretta di auto. Lasciamo la Meriva in uno dei parcheggi di Rue de Havre poco fuori dal centro (piuttosto economico) e ci dirigiamo verso le spiagge dominate da Les Falaises d’Etretat. La marea è già leggermente salita di conseguenza non è possibile raggiungere a piedi dalla spiaggia la famosa “proboscide dell’ elefante” ma è comunque bellissima da vedere. Dopo svariate foto dalla spiaggia, ci avventuriamo dopo una scalinata, lungo il sentiero che sovrasta una dopo l’altra le bianche falesie della Normandia. Nonostante siano passate abbondantemente le sei del pomeriggio il sole continua a splendere, ma il suo calore è assai mitigato da un venticello pungente compagno di giochi dei numerosissimi gabbiani che abitano queste candide scogliere. Percorriamo buona parte del sentiero ammirando da un lato queste fantastiche falesie scolpite dai venti e dalle maree, e dall’altro dei perfetti campi da golf. Quando torniamo verso il centro della cittadina si è fatta ora di cena, decidiamo di fermarci al ristorante fronte spiaggia “L’Aguille creuse” dove ordiniamo le specialità del posto ovvero galette e mules frites, ce la caviamo con circa 40 euro in quattro (non male) rapporto qualità/prezzo eccellente. Il nostro Hotel della catena francese B&B è ad Honfleur a pochi chilometri da Etretat che raggiungiamo all’imbrunire dopo aver attraversato l’imponente Ponte de Normandie sopra la foce della Senna nei pressi di Le Havre. Spendiamo euro 110 in quattro con prima colazione, la stanza è piccola ma pulita e la colazione è abbondante e di buona qualità, la struttura è sul tipo dei Motel americani massimo due piani e senza ascensore.

II GIORNO 19 AGOSTO: HONFLEUR – LUOGHI SBARCO – MONT SAINT MICHEL

Oggi la giornata inizia con la visita di Honfleur piccolo centro portuale molto caratteristico posizionato alla foce della Senna. E’ possibile lasciare l’auto nel grande parcheggio a pagamento all’inizio della cittadina oppure ad uno gratuito vicino alla ruota panoramica (comunque anche quelli a pagamento sono piuttosto economici e sicuri). Accediamo al centro attraverso il ponte che ad ogni passaggio di un imbarcazione si apre bloccando il traffico cittadino. Honfleur merita senza dubbio una visita per i suoi vicoletti pittoreschi, per il lungo porto ricco di ristoranti e negozietti colorati e per l’aria marinara che si respira. E’ il giorno del mercato, le strade brulicano di persone, e gli ambulanti offrono ogni tipo di prodotto tipico della Normandia, dal pane ai formaggi dal miele al sidro dai dolciumi al Calvados (brandy a base di distillato di mele). Non resistiamo ed acquistiamo una piccola forma di Neufchatel (formaggio morbido tipo brie) e una bottiglia appunto di Calvados. Finita la visita torniamo a recuperare l’auto e ci dirigiamo verso i luoghi dello sbarco.

Dopo circa 45 minuti arriviamo ad Arromanches Les Bains, l’enorme spiaggia dove canadesi e inglesi sbarcarono con mezzi anfibi e truppe di terra. Sia sulla spiaggia che in mezzo al mare i ponti galleggianti utilizzati per sbarcare i mezzi anfibi ricordano quei giorni così sanguinosi ma così importanti per la conquista della libertà dell’ Europa dal dominio nazista. Qua e là per il paese è facile incontrare qualche simpatico testimone dell’epoca che ancora sfoggia divisa e medaglie con molto orgoglio. Proseguiamo lungo la costa fino al cimitero di Colleville sur Mer dove circa 4800 croci bianchissime su un’immensa collina ricordano i caduti statunitensi di quei giorni, il cimitero sovrasta le spiagge di Omaha beach e Utah beach dove sbarcarono invece gli americani dando inizio all’attacco contro il dominio tedesco. Finito questo tuffo nella storia ci dirigiamo verso uno dei luoghi più visitati al mondo… Mont Saint Michel che raggiungiamo attraversando la stupenda campagna della Normandia in un susseguirsi di piantagioni di granturco e paesini fioriti e curati all’inverosimile. Man mano che ci avviciniamo il monte e la sua Abbazia si mostrano in tutta la loro imponenza. Per la notte abbiamo prenotato al Saint Aubert Hotel che si trova all’interno di un’area ad accesso limitato (la reception vi fornirà un codice da digitare in prossimità di una sbarra). Il vantaggio di essere all’interno di questa area è quello di poter accedere al monte sia a piedi in pochi minuti, sia attraverso i bus navetta che si susseguono in continuazione. Una volta sistemati nella camera e dopo una doccia rilassante facciamo un primo assaggio di Mont Saint Michel approfittando del calar del sole. Inutile soffermarsi sulla bellezza di questo posto e sulla magia che ti trasmette, la bassa marea e la distesa di sabbia che lo circonda è veramente uno spettacolo particolare. Dopo le numerose foto di rito varchiamo l’ingresso e tra vicoletti e scale arriviamo all’ingresso dell’Abbazia che in questo periodo è visitabile fino alle 23. L’ingresso, come in molti musei francesi è gratuito fino a 26 anni di età, quindi paghiamo soltanto noi adulti. L’abbazia anche se un po’ spoglia è molto suggestiva e ti fa fare un salto indietro nel tempo. All’interno durante il percorso della visita si susseguono giochi di luce e ombre cinesi molto simpatiche e coreografiche. Il top della visita però è la terrazza fuori dall’ingresso della chiesa dalla quale si gode una veduta meravigliosa sulla baia di Mont Saint Michel in fase di bassa marea esaltata da un tramonto infuocato. Si è fatto tardi e decidiamo di andare a cena ma vista l’ora i ristoranti sono quasi tutti chiusi ad eccezione di uno dove mangiamo quattro pizze piuttosto discutibili ad un prezzo non certo conveniente (d’altronde siamo a MSM).

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Etretat

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Honfleur

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Giverny

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MSM

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