I parchi dell’Ovest

Siti utili: http://www.travelwest.net/ http://www.nps.gov/parks.html Viaggio all’insegna della natura, con paesaggi spettacolari e panorami mozzafiato. Abbiamo prenotato dall’Italia, tramite Agenzia, i voli, l’auto a noleggio e la prima e l’ultima notte a Las Vegas. In modo autonomo, via telefono, la notte presso il Grand Canyon...
Scritto da: ponente
i parchi dell'ovest
Partenza il: 21/05/1999
Ritorno il: 12/06/1999
Viaggiatori: in coppia

Dopo una lauta colazione, carichiamo l’auto e partiamo con destinazione Zion National Park. Una considerazione di carattere generale sui parchi: sono tutti meravigliosi, ben tenuti, con molti servizi e personale gentile. Consigliamo vivamente di visitare sempre il Centro Visite che fornisce cartine e materiale gratuito e dà una visione generale della zona, con informazioni sulla storia, gli insediamenti, la flora, la fauna, la morfologia e la geologia dell’area. Prendiamo la Highway 15, inutile dire che le strade sono larghissime, in perfette condizioni e assolutamente senza traffico. La giornata è caldissima e tutto intorno c’è il deserto. Ogni tanto c’è un’area di servizio dove, oltre naturalmente alle pompe di benzina, si trovano sempre telefoni e bagni pubblici, un piccolo supermercato che vende di tutto e un fast food. Dopo circa 290 Km. Arriviamo a Zion. All’ingresso acquistiamo, al prezzo di 50 $, il Golden Pass che dà diritto all’ingresso in tutti i parchi statali. Una strada asfaltata di 11 Km. Corre parallela al Virgin River mentre sopra le nostre teste si innalzano rocce dalle sfumature variopinte. Ci sono diverse aree di parcheggio dove fermarsi per scattare fotografie e da cui si dipartono comodi sentieri pedonali. Noi abbiamo percorso il breve e asfaltato Court of the Patriarchs Viewpoint Trail. Un po’ più lungo è il sentiero che conduce alle Emerald Pools circa 3,3 Km. A/r, ma non è difficile e a mio avviso ne vale la pena. Noi siamo saliti fino alla piscina superiore e lo spettacolo è splendido. Siamo tornati percorrendo un altro sentiero così da vedere altri panorami. Ripresa l’auto ci siamo fermati al Weeping Rock Trail (800 mt.) che porta a dei giardini pensili dove zampilla acqua dall’alto. Siamo quindi arrivati alla fine della strada dove parte il Gateway to the Narrows Trail, un sentiero lungo 3,3 Km. A/r asfaltato e quasi in piano che costeggia il fiume Virgin alla base del canyon e conduce ad un punto dove le pareti sono veramente vicine. E’ possibile proseguire ancora fino a The Narrows, ma per farlo bisogna attraversare il fiume e proseguire in parte con i piedi a mollo. Decidiamo di tornare indietro anche perché comincia ad essere un po’ tardi. Abbiamo speso molte ore all’interno del parco, usciamo dall’uscita est e ci fermiamo al punto panoramico per ammirare la Checkerboard Mesa (la mesa a scacchiera) per il particolare disegno formato dalle rocce. Con la luce del tardo pomeriggio i colori risaltano ancor di più ed è proprio un bello spettacolo. Ci fermiamo a Orderville allo Starlite Motel ($ 32,90). Una struttura semplicissima ma decorosa gestita da una signora della Repubblica Ceca. E’ per questo che per la nostra prima cena negli States scegliamo gulasch ($12).

Domenica 23/05 Il jet lag si fa ancora sentire e quindi anche questa mattina ci alziamo prestissimo. Il tempo è splendido e decidiamo di visitare il Coral Pink Sand Dunes State Park. Per arrivarci riprendiamo la hwy 89 verso Zion, ma anziché prendere la deviazione per il parco si procede sulla strada nazionale. Dopo pochi Km. C’è la deviazione per il Coral Pink. Percorriamo circa 20 Km. Di strada non in perfette condizioni e arriviamo all’ingresso. E’ domenica mattina ed è prestissimo, non c’è nessuno in giro. Ci guardiamo un po’ attorno e poi decidiamo di superare il cancelletto d’ingresso. E’ uno strano posto: tutto intorno ci sono montagne alte 2000 m. E solo qui c’è deserto di sabbia rosa con dune anche molto alte. Il fenomeno è causato da quello che viene denominato “effetto venturi”. Il vento, incanalandosi nel passaggio tra le catene montuose Moquith e Moccasin aumenta talmente di velocità che erode la pietra navajo. Uscendo dal “tunnel” e trovando la valle aperta, il vento perde di velocità e la sabbia si deposita. Quando usciamo dal parco è arrivato il ranger al quale paghiamo il biglietto d’ingresso di $2. Riprendiamo l’auto e torniamo sulla hwy 89. La nostra prossima tappa è il Bryce Canyon. Percorriamo circa 80 Km. Fino alla deviazione per il parco. Man mano che ci avviciniamo le soste per scattare fotografie si fanno sempre più frequenti. Superato l’ingresso del parco la strada asfaltata prosegue per 32 Km. E termina al Rainbow Point ad un’altitudine di 2778 m. Noi, come sempre, ci siamo fermati presso tutti i punti di sosta per ammirare il paesaggio e scattare fotografie; a mio parere il punto panoramico più bello è il Sunrise Point da cui si vedono tutti i pinnacoli disposti ad anfiteatro con colori che vanno dal rosso fuoco, al rosa e al bianco. Abbiamo inoltre percorso il sentiero, lungo circa 1,5 Km. (solo andata) che parte dal Sunrise Point e prosegue all’interno del Canyon. Non è difficile, ma è piuttosto faticoso. Lungo il bordo del Canyon la temperatura è più che accettabile anzi, essendo a 2000 mt. Il venticello è anche piuttosto fresco. Ma quando si scende all’interno le cose cambiano. Le pareti del Canyon impediscono al vento di soffiare e le rocce trasudano calore, per cui bisogna assolutamente portarsi molta acqua. Il caldo è esagerato e la salita piuttosto ripida e io, che non sono particolarmente allenata, sono arrivata in cima con la lingua lunga. Per la prima volta vediamo un cane della prateria, un simpatico animaletto simile ad una talpa ma più piccolino. Non risulta invece molto simpatico agli agricoltori, in quanto fa buchi e scava gallerie rovinando il raccolto. Uscendo dal parco ci siamo fermati a mangiare qualcosa presso il Ruby’s Inn, un complesso che comprende un hotel della Best Western, un campeggio, una steak-house e un negozio che vende un po’ di tutto. Prendiamo la hwy 12 verso il parco di Capitol Reef. La strada, che costeggia l’Escalante Canyon, è davvero panoramica e il paesaggio spettacolare. Verso sera arriviamo a Boulder, un minuscolo paesino (anzi non si può definire nemmeno tale) dove pernottiamo al Pole’s Place ($52). Il motel si trova proprio di fronte all’ Anasazi Indian Village State Park, un sito archeologico che illustra la storia degli indiani d’America con resti risalenti al periodo tra il 1050 e il 1200.



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