I campi viola di Orciano Pisano

Seguendo il profumo delle spighe di lavanda
 

Spettacolare il colpo d’occhio dei campi di lavanda in fiore, non più un’esclusiva della Provenza. Da qualche anno li possiamo ammirare anche nella nostra Toscana, in un fazzoletto di terra nelle Colline Pisane. Il periodo della fioritura va da metà giugno a tutto luglio. Sono “I Giorni della Lavanda”. Fino al 24 luglio possiamo visitare i campi e nei Comuni di Santa Luce, Crespina-Lorenzana, Fauglia, Orciano Pisano, Castellina Marittima si abbelliscono finestre, porte, balconi e giardini di case e negozi con decorazioni rigorosamente color lavanda.

Da Firenze sono 90 km. Con me, Susanna e la nipote c’è Tosca, la nostra cucciola a quattro zampe. Fosse per Tosca saremmo sempre a giro. Motivo per il quale salta d’un balzo sui sedili posteriori dell’auto e si mette al finestrino pronta al viaggio. Prendiamo la Firenze-Pisa-Livorno, usciamo a Lavoria, poi la Strada Provinciale 31 in direzione di Cecina. Dopo la frazione di Laura la strada sale dolcemente, con ampie curve. I colori estivi dei campi sfumano dal giallo del grano a quello acceso dei girasoli, dal marrone della terra lavorata alle macchie verdi delle nuove piante. Ci fermiamo a Pieve di Santa Luce, guidati da novelle indicazioni fatte di nastri e fiocchi viola che ingentiliscono anche i cartelli stradali. Il borgo è silenzioso. All’entrata un’insegna ricorda che qui i bambini giocano ancora per strada. Percorriamo le vie del paese seguendo le macchie viola come le briciole di pane di Pollicino.

Arriviamo a Orciano Pisano intorno alle 18. Ci avevano raccomandato di venire al tramonto, il momento migliore per visitare i campi di lavanda. Dopo il centro abitato la strada si apre su una vallata. Giriamo a destra in una stradina ornata di cipressi. Parcheggiamo tra gli ulivi. 100 mt e siamo nell’Azienda Agricola Biologica di Angela, via Spiaggiola, 3. Il mare di spighe viola ondeggia al vento. Camminiamo attenti a non calpestare le nuove piante. Alcune foto per fermare tanta bellezza. Il paesaggio intorno dà un senso di serenità, di quiete. Sono più o meno le stesse parole che ci dice Angela. Ci accoglie sorridente e fiera. Ha un cappello di paglia, sta dietro una postazione di accoglienza formata da covoni quadrati di fieno. Su questi, i sacchetti profumati di lavanda, piccoli manufatti ad uncinetto e mazzetti di fiori raccolti e infiocchettati al momento. Sensazioni forti nel guardare la geometrica distesa, file parallele di piante di lavanda che degradano verso la valle. In questa Azienda si coltivano anche grano, favino, farro, ceci e lenticchie. C’è anche una piccola produzione di vino e olio.

Nel 2017 la scelta di Angela di dedicare un ettaro di terreno di grano ai fiori di lavanda. Sono 13.000 le piante sotto i nostri occhi. Partecipa al progetto PIF (piano di filiera), per una riconversione delle aree agricole. Passare dalla coltivazione convenzionale di grano in colture officinali aromatiche con metodo biologico e biodinamico. Colture innovative che stanno diventando motore di sviluppo dell’economia delle Colline Pisane. Tutto questo rappresenta una continuità con il lavoro di suo padre Calogero che fin dai primi anni Ottanta portò qui i primi metodi di coltura biologica. L’ultima foto è per “La Vanda”, lo spaventapasseri in abiti femminili. O meglio, con indosso la camicia da notte ricamata a mano dei primi del secolo scorso, appartenuta a qualche familiare. Quasi un passaggio di consegne tra generazioni lontane. In comune, oltre al profumo che sembra ancora impregnare il bel vestito, l’amore per la propria terra e per il lavoro, seppur duro, dei campi.

Poche centinaia di metri e siamo a La Baracchina, via Provinciale di Orciano Sud, 7. La Baracchina è un punto di sosta pressoché obbligato per chi percorre questa strada, su e giù per il mare. Una sorta di Istituzione gastronomica. Nasce nel maggio 1990. Una casetta prefabbricata di montagna sul ciglio della strada. Una gestione fin d’allora al femminile. Si vendevano focaccine calde con porchetta. Oggi la struttura iniziale ha lasciato il posto a un fabbricato in muratura immerso nel verde. Si mangia all’ombra dei gazebo di legno. Anche qui arredi, biciclette e quant’altro sparso all’intorno, in questi giorni si tingono di viola. Si sceglie tra taglieri di affettati, salumi, formaggi e sott’olio. Panzanella, insalata di riso e di farro. Con le focaccine cotte nel forno a legna che restano il punto di forza. Si possono assaggiarle in una ventina di varianti anche se noi continuiamo a scegliere – quando d’estate passiamo da questa strada per il campeggio al mare – quelle con la porchetta. Alessia e Arianna nel 1990 avevano una decina d’anni. Oggi, insieme a Rosella, le troviamo ogni volta dietro il bancone, intente ad aprire focacce e tagliare affettati, sempre sorridenti e gentili.

Anche La Baracchina ha il suo campo di lavanda. Piccolo, un migliaio di piante. Quello che colpisce è la cura, l’attenzione riposta nei particolari. Una cartolina illustrata di una Toscana senza i clamori del turismo di massa che ci rimanda a una qualità della vita più lenta. Davvero a misura d’uomo. Per concludere, direi che i sorrisi e la gentilezza che da sempre caratterizzano questo spicchio di terra toscana sono completati oggi dal profumo dolce di lavanda trasportato dal vento.

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