Huaè zusc tleta arba

VIAGGIO IN MAROCCO 17 Novembre 01 Dicembre 2002 Premessa non scriverò mai marocchino/a in quanto il vocabolo ha un’ accezione dispregiativa da noi in Italia 17 Domenica sveglia biologica fortunatamente perché nel casino mi ero dimenticato di accendere quella elettronica. Piove che Dio la manda quando salgo sul bus che mi...
 
Partenza il: 17/11/2002
Ritorno il: 01/12/2002
Viaggiatori: da solo
Spesa: 500 €

VIAGGIO IN MAROCCO 17 Novembre 01 Dicembre 2002 Premessa non scriverò mai marocchino/a in quanto il vocabolo ha un’ accezione dispregiativa da noi in Italia 17 Domenica sveglia biologica fortunatamente perché nel casino mi ero dimenticato di accendere quella elettronica. Piove che Dio la manda quando salgo sul bus che mi trasborda a Porta Nuova, alla stazione FFSS ,e sul treno comincia il mementum delle cose che ho lasciato a casa.. Bazzecole comunque.. Arrivo a Milano, veloce trasferimento a Malpensa ove sono in superanticipo.. Cerco di stampare il file degli appunti sul MAROCCO ricavato da Internet, visto che la cartuccia della mia stampante era finita (per una volta che mi serve) ma oltre che visionarlo non ottengo altro in quanto gli uffici sono chiusi e solo eccezionalmente l’impiegata della Franco Rosso mi lascia accedere al PC, recupero il biglietto aereo dal banco FRANCO ROSSO poi mi imbarco su volo ROYAL AIR MAROC che parte ed arriva puntualissimo a Marraketch ove cambio un po’ di euro all’aeroporto; il cambio=1 dirham=€ 0,10.

La città mi accoglie in un clima Primaverile ed in poco tempo raggiungo l’hotel in taxi (dopo che c’è stata una lite furibonda tra vari proprietari per accaparrarsi il cliente.. Arrivo a destinazione, pago (da mongolo avevo scelto il gran taxi e non il petit per cui ho dovuto sborsare 50 dirham=10.000 lire) e mi impossesso dei “”miei appartamenti””, conosco Alejandro spagnolo di Barcelona con cui faccio amicizia ed insieme, arrivato il fatidico Allah akbar Dio è grande segnale che il Ramadam è finito, andiamo in una bettola vicina a sfamarci con Harira, zuppa di ceci ed altro per poi proseguire verso il centro città cui arrivare è molto facile in quanto il minareto della Kotouiba, la più grande moschea di Marraketch, è visibile da tutte le parti e segna il centro città (Medina); ritorniamo verso le ore 23 dopo aver fatto un giretto dentro al mercato e cenato ulteriormente nella piazza Jamee Hfna con pesce (cibo scadente e moneta molto sonante.. La classica fregatura per turisti) arrivati a destinazione ho appena il tempo per lavarmi i denti e mettere il pigiama che crollo in un sonno profondo.. Durante la notte mi sveglio dal freddo: l’escursione termica è notevole e capisco ora il perché della presenza sul letto di ben due coperte di lana, coperte che avevo guardato con ridicolo sussiego, io che ho sempre caldo.. Cmq si dorme da Dio con questo bel fresco sotto le coperte al caldo. 18 Lunedì sveglia ad ore normali (08,30) colazione io a base di farinacei ed Alejandro a base di frutta: scopro tante cose dell’amico spagnolo: che è un ex prof che ha lasciato il lavoro per girare il nord e centroafrica per un annetto è un tipo molto calmo riflessivo e posato.. Mi accodo a lui per l’intera giornata e ritorniamo alla Medina passando per la stazione degli autobus ove annoto gli orari per andare a Chemaia a casa del fratello di Kerim conosciuto in Italia.. La giornata è frizzante il mattino ma anche serena e secchissima per cui il fresco/freddo non si avvertono poi così tanto.. Raggiunto il centro compro una scheda telefonica dell’operatore meno conosciuto per cui trovare cabine è molto difficile, fortunatamente l’operatore che me l’ha venduta me la ricompera (autosconto 30%) fregatura n..Ro due COMPRARE SOLO SCHEDE MAROCCO TEL.. Io cmq chiamerò sempre con le monete nelle numerosissime boutique telephonique. ,postazioni telefoniche che si sostituiscono alla carenza di apparecchi domestici.. Al bazar seguo Alex nei suoi acquisti ed egli è un po’ tortellino ma mi astengo da fare osservazioni dopodiché, visto che il sole si è alzato nel cielo ed il caldo avanza ed avendo io una capigliatura non molto folta, decido di acquistare un tipico copricapo mussulmano e strappo il prezzo che volevo io dopo una estenuante contrattazione di circa 15 minuti, Alex mi guarda allibito e mi nomina suo intermediario .. Gli spiego ciò che ho appreso nella lettura di numerosissimi report di viaggio e dalla pratica: mai disdegnare la merce, mai fare gli sbruffoni e spacconi mai far finta di andarsene piccati, solo usare un po’ di psicologia : della serie..” ah la sua merce è bellissima ma le mie disponibilità sono limitate, molto limitate per cui appena il venditore chiede:” limitate fino a quanto?”, il gioco è fatto o giù di lì..Intanto i crampi della fame si fanno sentire ma c’è il Ramadam (niente cibo acqua sigarette dalle 5 del mattino sino alle 17,45 di sera ah sì anche niente sesso ma questa entità e’ da dimenticare in toto in questi paesi) ed io sono determinato a rispettarlo (già ho trasgredito facendo una abbondante colazione alle 9 di mattino) ed Alex è concorde, quindi si tira dimenticando il richiamo del pancino.. Per distrarmi entriamo nella zona ove operano gli artigiani del legno che scolpiscono con rara maestria tavole di cedro per fare gli intarsi sui letti… verso le 16,30 riesco a chiamare Said a Chemaia annunciando che arriverò da lui il giorno seguente poi ci incamminiamo verso l’alloggio che raggiungiamo dopo varie soste lungo il percorso: Marraketch di giorno rivela la sua doppia identità: citta’ araba al centro(MEDINA che poi stà per centro) ed europea (sembra di essere a Parigi con i suoi lunghi boulevard)tutta intorno; la città è circondata da una cinta muraria restaurata e punto comune a moltissime città marocchine.

Dopo una doccia salutare ci avviamo alla locanda solita ove consumiamo il rituale pranzo del Ramadam che poi è un concentrato di calorie: Harirar datteri dolcetti a base di miele e zucchero e tantissimo the’ alla menta tanto buono quanto dolce e la sera nuova capatina verso il centro ove scopro alcuni negozi di spezie ed affini: molto tipico il musk una specie di panetto di profumo molto delicato: ne acquisto un po’. Ritorniamo tardi dopo aver visto nella piazza Jamme Afna’ i classici incantatori di serpenti e venditori di sogni, ed in sottofondo un incessante ed assordante rullio di tamburi che ritma tutto: i passi il parlare etc. Passiamo nuovamente vicino al Theatre Royal che avevo visto ed immortalato in alcune foto la sera precedente.



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