Ho usato solo i mezzi pubblici, e in una settimana sono riuscita a vivere i luoghi più belli della Sardegna del Nord

Ma a volte sembrava di stare a Ladispoli!
Scritto da: mypsyche
Sardegna

Questa è la seconda volta in Sardegna, dopo esserci stata a Settembre 2020, trovando sempre cielo coperto, vento continuo e mare grigio e increspato. Nessuno scenario da cartolina che vagheggiavo guardando Youtube. Ho voluto dare una seconda chance, ma tutto continuava a dipendere dal meteo: la bellezza del mare è un potenziale, viene fuori quando c’è la giusta combinazione di sole e di vento, altrimenti non risalta molto. I social ci mettono del loro, con un buon lavoro di editing prima della pubblicazione. I video su YouTube vengono girati in condizioni mare e meteo ottimali, in mesi senza bagnanti e poi ulteriormente valorizzati in post-produzione. Bello, ma non è sempre il paradiso terrestre. Un po’ come le dive di Hollywood: alcune hanno una buona base, ma non girano i film così come sono, le truccano al meglio. Alcune, senza trucco e parrucco, sono bel diverse, spesso irriconoscibili! Anche con il mare, bisogna avere fortuna. Stavolta mi è andata un po’ meglio, ma non per tutta la settimana e non ovunque. Anche questa volta mi sono spostata solo con i mezzi pubblici, pensavo peggio, invece da questo punto di vista non ho avuto problemi e i vari bus, di varie linee, sono abbastanza capillari.

Diario di viaggio nel nord della Sardegna

Giorno 1 – Golfo Aranci, spiaggia di Marinella

Raggiungo Golfo Aranci da Olbia con l’apposito trenino in 25 minuti. Avrei voluto vedere le cinque spiagge come le ho viste su YouTube, invece con il cielo coperto, il vento e il mare mosso, mi è sembrato di stare a Ladispoli! Mi fermo in una pasticceria sperando che nel frattempo le condizioni meteo potessero migliorare, e mi vengono chiesti ben 8 euro per una piccola seadas. Rinuncio all’assaggio, riprendo mesta il treno, scendo alla spiaggia di Marinella sul lato opposto del Golfo, ma anche qui vento, mare moderatamente mosso e scenario ben diverso da quello paradisiaco che mi aspettavo. Ormai resto, mi faccio scucire 3,50 per una piccola granita industriale da una barista scocciata e guardo l’orizzonte stando su un fazzoletto di arenile libero tra stabilimenti pettinatissimi e accenti settentrionali.

Giorno 2 – Cala Sabina, Cannigione

Riprovo con Golfo Aranci, ma è peggio di ieri, non mi inoltro oltre la prima spiaggia, già penalizzata dalla vicinanza al porto. Riprendo il trenino e scendo a Cala Sabina, la spiaggetta più bella che ho trovato in zona. Inizio a sentirmi davvero in Sardegna. Salendo il piccolo sentiero, si può prendere posto tra gli scogli dell’insenatura a destra, tranquilla e cristallina. Di pomeriggio mi sposto da Olbia a Cannigione con l’autobus Arst ed esploro la spiaggia di Tanca Manna: deludente, nulla a che fare con foto e video visti. Alloggio in un villaggio a Cannigione, fronte mare, zona Laconia: mare brutto, con spiaggia terrosa, da “battaglia”. Sui depliant è palesemente ritoccato con la color correction.  Va bene come base, ma per vedere spiagge belle bisogna spostarsi.

Giorno 3 – Arcipelago della Maddalena

Bellissima gita in gommone, con partenza da Cannigione, porticciolo di Laconia. Prima tappa sull’isola di Caprera, a Cala Brigantino, carina, ma non all’altezza della successiva e più famosa Cala Coticcio, che è stupenda! Peccato sia minuscola rispetto a quanto si vede nei video, dove forse la allargano col grandangolo. Peccato per la folla di barche all’ingresso che ostruisce la visuale. Poi sosta con aperitivo offerto dallo skipper alle piscine di Budelli, anche qui mare bellissimo e tante, troppe barche turistiche ammucchiate. Pausa pranzo lunga sull’isola di S. Maria, una striscia di terra con mare bellissimo, dove però ho contato ben 19 barche che hanno  praticamente coperto la linea dell’orizzonte e scaricato turisti. Si è affollata in un attimo. Le barche potevano almeno alternarsi con gli orari! Al ritorno, passiamo davanti alla spiaggia rosa, che ormai non ha più nulla di rosa, è ridotta a una piccola insenatura desolata e decadente. Riprendiamo la navigazione verso l’isola di Spargi, la vera sorpresa della gita: Cala Corsara è stata la sosta più spettacolare dal gommone, una vera piscina. Poi breve sosta extra nella piccola  Cala Soraya, uno smeraldo, e infine alle 3 spiagge di Cala Corsara, collegate tra loro da brevissimi sentieri nella macchia mediterranea. Queste erano le tipiche spiagge cristalline della Sardegna.

Giorno 4 – Sassari

Spostamento da Cannigione a Olbia con autobus Sunlines e da Olbia a Sassari con il treno. Ho prenotato su Booking un piccolo appartamento, ahimè mi ritrovo letteralmente in uno scantinato, palesemente un garage sotterraneo ristrutturato e adibito a monolocale turistico, con l’unica finestra affacciata su un interstizio tra palazzi, dove sono accatastati vecchi ferri e ciarpame, con ragnatele dal soffitto a terra. Un vero trauma, e il proprietario non ha voluto sentire ragioni o restituirmi nulla, né parlarmi di persona, ma solo attraverso messaggi su Booking, tra l’altro in modo arrogante. Segnalo il tutto a Booking, con annesse foto, e mi restituiscono 12 euro simboliche. Ho dovuto riprenotare d’urgenza in un hotel, andando di persona a chiedere se ci fosse ancora posto. Non so come avrei potuto risolvere, se avessi avuto i soldi contati! Nei giorni successivi, esplorazione di Sassari, che ho trovato piuttosto anonima e un po’ vintage, anni ’60.

Giorno 5 – Stintino, La Pelosa

Prendo l’autobus Arst per Stintino. Non sono riuscita a prenotare il posto per La Pelosa, perché l’app non me lo consentiva mai, ma è andata meglio così: questa famosa spiaggia è un lembo sovraffollato, un vero carnaio. Poi ci sono spiagge minori: la Pelosetta sopra, la spiaggia del Gabbiano sotto, mi sono fermata in quest’ultima, arrangiandomi sulla scogliera, come molti altri che non hanno trovato posto nel poco spazio libero da stabilimenti. È cmq una discreta soluzione, che consiglio per evitare la folla. In fondo, l’acqua è la stessa e il panorama analogo. Bello, ma devo dire che non è la spiaggia più bella della Sardegna, ce ne sono altre altrettanto se non più belle. E poi ovviamente dipende da vento e sole.

Giorno 6 – Alghero

Prendo l’autobus Arst per Alghero. Cittadina carina, mare bello (non direi però spettacolare), peccato sia infestato sin dalla riva da strani “creaturi” dall’aspetto molliccio e dalla forma falloide, che non riesco a capire se siano alghe o pesci immobili sul fondo. Google dice che si tratta di oloturie o “cetrioli di mare”. I bagnanti sembrano non preoccuparsi. Io faccio lo slalom per non pestarli. Non riesco purtroppo a fare il bagno con queste “presenze” inquietanti. A riva poi ci sono montagne di posidonia assiepate, problema cmq comune nel mediterraneo. L’unica consolazione è stata la creme brulé in centro. 


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