Guatemala, ci rivediamo in Paradiso

L'incontro con la terra e le tradizioni Maya in un mese ad Antigua: tra bellezze naturali, corsi di spagnolo e incontri indelebili...
Scritto da: momo1991
guatemala, ci rivediamo in paradiso
Partenza il: 10/08/2012
Ritorno il: 10/09/2012
Viaggiatori: 1
Spesa: 3000 €

Ci sono poi tutti quegli amici che hanno spruzzato un po’ di colore nella tela della mia vita, quegli amici di cui mi ricordo tutto anche se li ho conosciuti solo per poco tempo. Quegli amici con cui passo la pausa caffè seduta al sole a scuola, quegli amici con cui esco la sera a bere una birra perché da sola a casa proprio non ci voglio stare.

E poi c’è lei, la Natura. La Regina del Guatemala, la Regina delle mie esperienze. Incontaminata e bella come una dea, la Natura troneggia ogni mio ricordo di questo Stato. Le acque cristalline, le montagne imponenti, la foresta che tutto ricopre. È lei a dettare le regole qui, è a lei che l’uomo si deve adattare. A lei tutto si inchina qui in Guatemala, perfino il potere del denaro.

E poi ci sono le anime di questo paese, i guatemaltechi. Quelli che rendono migliore e rovinano questo Paese. Quelli che ti aiutano sempre, anche quando dovrebbe essere il contrario. Quelli che vivono per strada, perché proprio non sanno dove andare. Quelli che ti cercano di derubare di quel poco che necessitano e quelli che cercano di capire perché siamo così diversi.

Ci sono i bambini. Tanti in Guatemala, perché di educazione sessuale qui la Tradizione proprio non vuole sentirne parlare. Sono così piccoli, così indifesi abbracciati alle loro piccole mamme. Per te hanno sempre un sorriso e un bacio, perché del Mondo si fidano. Sono felici quando piove e quando gioca la loro squadra di pallone preferita. Ma la partita la sentono alla radio, perché in genere non hanno la televisione.

Ci sono i giovani, che si danno i primi baci nascosti dietro agli alberi delle vie secondarie. Perché se ti vedono, tu quella ragazza te la devi sposare. Alcuni sono arrabbiati con noi stranieri, ci chiamano gringos, ci chiedono perché veniamo qui a comprare il loro paese. E tu vagli a spiegare che in fondo vuoi solo imparare lo Spagnolo. Non discuti, è bene che siano arrabbiati, è la risorsa che gli serve per riappropriarsi di ciò che è loro.

Ci sono gli adulti, non i vecchi. Sorridono con pochi denti, perché qui andare dal dentista costa e l’anestesia non è poi così comune. Ti spiegano cosa è il Guatemala e che cosa sarà. Ti raccontano la cultura Maya, c’è l’hanno nelle vene. Non vogliono niente in cambio, solo che tu lo racconti a qualcun altro. Perché l’idea che l’Europa si ricordi di loro solo per la la storia della fine del Mondo proprio non gli va giù. Ci chiedono perché prima di improvvisare una cavolata tanto grande non hanno chiesto ai Maya che cosa è per loro questo Dicembre. Ci spiegano che finisce un ciclo e ne inizia un altro, ci dicono che è una rinascita non la morte. Ci danno degli ignoranti. Chiediamo scusa anche se la colpa non è nostra; in fondo qualcuno prima o poi dovrà farlo per tutto quello che hanno passato.

Sorpresa. È tutto ciò che sento. È la chiave di questi miei 30 giorni. Sorpresa nel vedere gente veramente povera godere della vita come si può godere di un dono raro; sorpresa nello scorgere nello sguardo degli abitanti di questa nazione la determinazione di chi ne ha passate veramente tante ma che non si ferma mai. Sorpresa perché quando tutto manca, allora tutto c’è. Sorpresa perché ognuno di noi è venuto qua in Guatemala per ragioni diverse e ci siamo ritrovati tutti insieme, come attirati da una forza superiore.

A ognuno di loro dedico questi miei ricordi, dedico le mie ore, le nostre ore, passate sempre insieme.

Domenica quando le nostre strade si sono di nuovo divise, qualche lacrima ha bagnato le nostre guance. È normale, abbiamo vissuto tutto il giorno, tutti i giorni insieme per un mese. Ormai ci conosciamo, perché il Guatemala ha tirato fuori tutto dalla nostra anima.

Ci siamo promessi di ritornare, ritornare ad Antigua, di ritornare qui. Ci siamo detti: ci rivediamo in Paradiso.



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