Guadalupa in famiglia

Una settimana nelle Antille tra mare e passeggiate
 
Partenza il: 31/03/2018
Ritorno il: 08/04/2018
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

A Pasqua è deciso, si va ai Caraibi! E’ tutto pronto, stiamo per prenotare l’aereo per Cuba, quando ci accorgiamo che il passaporto di nostro figlio è scaduto e le pratiche burocratiche per rinnovarlo sono troppo lunghe per le nostre tempistiche di viaggio… Vacanza rinviata?

Per fortuna mia moglie ha l’illuminazione: ci sono delle isole francesi ai Caraibi, parte dell’Unione Europea, quindi visitabili con la sola carta d’identità, perfetto per noi! Dalla veloce comparazione tra Martinica e Guadalupe ne esce vincitrice quest’ultima ed eccoci a raccontarvi il nostro viaggio, coi nostri due figli di 6 e 7 anni.

Optiamo per un volo da Parigi con XL Airways, una low cost francese: spartana all’interno, ma ottimi prezzi (500€ a/r per persona).

Dividiamo la settimana in due parti: primi 3 giorni al Club Med per un relax totale, poi visita al resto dell’isola con l’auto noleggiata (scelta consigliata se ci si vuole muovere sull’isola).

L’isola ha la forma di una farfalla, con un’ala (Grande Terre) composta di una zona pianeggiante e un’altra ala (Basse Terre) sviluppata attorno al vulcano della Soufrière.

Tra le due ali, oltre alla città principale Pont-à-Pitre, vi è una riserva marina di acqua salmastra, réserve de Grand Cul de Sac (purtroppo, questa è la denominazione!).

Grande Terre è privilegiata per le sue spiagge, che in alcune zone sono bellissime. Basse Terre ha molti paesini tipici lungo la costa ed è sovrastata dal vulcano.

La popolazione è un mix interessante tra un profilo caraibico ed un modo di vivere francese, ad esempio non ci sono la musica ed il ritmo che normalmente associamo ai Paesi caraibici, ma a livello di servizi si è su standard europei. Il francese si rivela la lingua fondamentale per comunicare e sfruttare al meglio la vacanza, poiché l’inglese non è sempre perfettamente compreso.

Abbiamo vissuto dei giorni bellissimi, di seguito i nostri “luoghi del cuore”.

La spiaggia de la Caravelle: è la spiaggia del Club Med, ma aperti a tutti. E’ una spiaggia di sabbia bianca, protetta al largo dalla barriera corallina, che fa rimanere l‘acqua sempre molto calma. E’ semplicemente paradisiaca, una caletta attorniata da palme che si specchiano sull’acqua turchina!

La passeggiata sul vulcano della Soufrière: quasi tre ore di passeggiate per passare da una foresta tropicale lussureggiante agli oltre 1.400 metri della sommità di un vulcano ancora attivo. Salita regolare e abbastanza facile fino alla Savane à Mulet, poi sentiero più scosceso e difficile. Non abbiamo fatto gli ultimi 15 minuti di salita, che sono quasi un’arrampicata non protetta, poiché eravamo con dei bambini e con un equipaggiamento non adeguato. Il vulcano è perennemente attorniato da nuvole, per cui non sempre si riesce ad avere un bel panorama, ma alcuni scorci sono splendidi ed è veramente emozionante camminare tra la nebbia e piante bellissime (ci sono anche muschi di tantissimi colori!).

La visita alla “Plantation Grand Cafè”: nonostante il nome rimandi al caffè, si tratta di una piantagione di banane. La visita è guidata direttamente dal proprietario, che condivide la sua passione e conoscenza mentre si gira la tenuta, a bordo di un pulmino trainato dal suo trattore. Abbiamo imparato tantissimo sul mondo della banana, le regolamentazioni, l’impatto ambientale, oltre ovviamente ad averne assaggiate alcune!

La visita alla riserva della mangrovia: partendo da Saint Rose, ci sono numerosi tour operators locali che effettuano la visita della zona delle mangrovie e della barriera corallina. Noi siamo andati con Blue Lagoon Excursion, vivamente consigliato (se si parla francese). Le mangrovie sono degli alberi che vivono in acque salmastre (misto di acqua dolce e salata) e creano delle foreste “galleggianti”, su cui si sfreccia con delle piccole barche: bellissimo poter andare in queste vie d’acqua coperte dalle mangrovie, appena pochi centimetri sopra la propria testa! Terminata la zona delle mangrovie, la guida ha “pescato” varie animali marini quali ricci, stelle marine, cetrioli di mare, vermi di mare, spiegandoci l’ecosistema locale. Dopo così tante informazioni, è ora di divertirsi: eccoci immergerci in acqua per dello snorkeling, sopra il relitto di una barca che ora ospita decine di pesci blu, gialli, multi-colore… Un sogno poter vedere così la vita marina, anche per uno come me alle prime armi con lo snorkeling e le immersioni!

Per concludere in bellezza, l’Ile Blanche. E’ una piccolissima isola al largo di St Rose, dove ci siamo fermati per un punch (rum con succo di frutta): un luogo idilliaco, spiaggia bianchissima che rifletteva il sole, acqua trasparente e sullo sfondo il cielo nero di un temporale sopra il vulcano.

Parlando di rum, ci sono molte case di produzioni visitabili: noi siamo andati da Longueteau, visita gratuita ed assaggio di vari rum e miscelati. Il punch al cocco è una vera delizia!

Passiamo l’ultima serata al mercato del venerdì sera a Le Gosier, tuffandoci su prodotti tipici. Tra le cose più buone provate, le crepes preparate con la farina dell’albero del pane, il dolcissimo succo di canna da zucchero appena spremuto, poter bere il latte direttamente da un cocco tagliato al momento.

Una vacanza da sogno!

Guarda la gallery
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acqua cristallina

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all'attacco delle mangrovie!

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sole, mare e temporale

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vulcano soufriere



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