Grecia, tra mito e tanto mare

Cultura ad Atene e Meteora e mare a Skopelos e Syvota
Scritto da: steber
grecia, tra mito e tanto mare
Partenza il: 04/08/2013
Ritorno il: 24/10/2013
Viaggiatori: 5
Spesa: 1000 €

Dopo qualche anno di vacanze on the road nel nord Europa, con la mia famiglia abbiamo deciso che quest’anno era giunto il momento di andare al caldo e concedersi una vacanza con tanto sole e tanto mare. Siccome però volevamo unire al relax marino anche un po’ di cose belle da vedere, abbiamo deciso di far contenta la nostra figlia più grande che dopo 4 anni di liceo classico era entusiasta della storia e della mitologia greca e abbiamo quindi iniziato a pensare ad un bel giro della Grecia. Alla fine il nostro giro avrebbe avuto come punti fermi un po’ di giorni ad Atene, per visitarla con calma, e una settimana intera sull’isola di Skopelos nelle Sporadi, i cui paesaggi ci avevano impressionato dopo aver visto il film Mamma mia e dove volevamo fare intensa vita di mare.

Vista l’intenzione di vagabondare un po’ per la Grecia e il numero di componenti della mia famiglia (5 persone), abbiamo optato per il viaggio in macchina e traghetto, che per noi che abitiamo in Toscana, ha voluto dire quasi 5.000 Km di viaggio, ma che si è dimostrata una scelta azzeccatissima (salvo un’eccezione per il tragico viaggio di andata) per la comodità e i minori costi rispetto al “fly and drive”.

Prenoto quindi in largo anticipo le traversate da Brindisi a Igoumenitsa e ritorno con la Grimaldi, perché leggermente più economica e la prima ad aprire le prenotazioni on-line. Vista la brevità del viaggio (circa 8 h) optiamo per un po’ di avventura prenotando solo i passaggi ponte (ad un costo complessivo A/R per tutta la famiglia di quasi 700 €) che, avendo le figlie ormai grandi, si può fare: basta caricare in macchina i materassini e i sacchi a pelo e un posto per dormire qualche ora si trova! Due giorni prima di partire, però, la prima sorpresa: arriva un sms (neanche una mail!) che mi “ricorda” che il mio traghetto partirà alle 3.00 di mattina da Brindisi; peccato che la traversata che io ho prenotato doveva partire tre ore prima. Dopo qualche tentativo di chiarimento ci rassegniamo a trascorrere la serata, per ammazzare il tempo dell’attesa, nella bellissima Ostuni e a dormicchiare un po’ in macchina sulla banchina prima dell’imbarco previsto per le 1.30. Peccato che alle 2.45 sono ancora sulla banchina in mezzo ad un caos indescrivibile di macchine (che neanche sui viali di Firenze alle 8 di mattina) che si accalcano per imbarcarsi. Ma le sorprese non finiscono qui: alla fine riesco a salire sulla nave e mi si presenta lo spettacolo agghiacciante di una quantità spropositata di persone accalcate in ogni fazzoletto di pavimento, ma non mi perdo d’animo e mi dico: la serata è calda, prendo il sacco a pelo e vado a dormire su una panchina del ponte esterno. Peccato che sul ponte esterno non ci sia nessuna panchina, sdraio, poltrona, sedia, sgabello, ma solo il desolato ponte peraltro completamente bagnato. Tenendo conto che ormai erano circa le 4 di notte e avendo sulle spalle quasi 900 km, mi riavvio dentro e mi faccio spazio tra le mie figlie più grandi addormentandomi immediatamente… per svegliarmi circa 2 ore dopo, alla musica di un cellulare che un mio simpatico vicino, che non capiva una parola di italiano, aveva deciso di ascoltare. Fermandomi qua con la mia descrizione di questa traversata quasi “Dantesca” vi dico com’è finita: siamo finalmente sbarcati alle 12.30 in Grecia, con più di 6 ore di ritardo rispetto all’orario previsto dalla prenotazione e con circa 3 ore di sonno, se così si può chiamare. Un giudizio per chiudere questo triste capitolo (in verità l’unico neo di una vacanza fantastica): penso che non mi affiderò più a Grimaldi perché, ancor più del ritardo, che ci può stare, ciò che ci ha deluso è stata la nave, che sembrava più un mercantile che un traghetto, sia come dimensioni degli spazi interni che per le condizioni del ponte esterno, e la disorganizzazione, il caos e la sporcizia che regnavano a bordo.

Dimenticando velocemente la nottata ci muoviamo per affrontare i 450 Km che ci porteranno ad Atene attraversando il modernissimo e spettacolare ponte sul golfo di Corinto a Patrasso. Arriviamo la sera ad Atene dove abbiamo prenotato, tramite Homeaway, 5 notti in un appartamento nella zona di Nuova Kipseli, su una ventilata collina a circa 4 Km a nord dell’Acropoli. Ci accoglie Nikos, il gentilissimo padrone di casa di questo appartamento molto moderno, spazioso e attrezzato che poi ci porta a vedere la terrazza condominiale a disposizione degli ospiti della palazzina: una vista fantastica che spazia su tutta Atene, che al tramonto si accende di fantastici colori da godere comodamente seduti sulle sdraio al fresco della sera ateniese.

Nel nostro primo giorno ad Atene ci muoviamo subito verso l’acropoli: ci avevano detto tutti che ad Atene bus e metro erano inutili perché ci si muove soprattutto in taxi. Io abituato ai prezzi astronomici di Firenze ero piuttosto scettico e invece era vero: in taxi in 5 (la figlia più piccola sulle ginocchia dietro) fino all’acropoli 5-6 €!! Da quel primo giorno ci siamo mossi sempre in Taxi. Arriviamo finalmente all’Acropoli e dopo una breve fila per il biglietto, che ha durata 4 giorni per tutti i siti ad esclusione dell’Acropoli vera e propria visitabile solo un giorno, (e che, bellissima sorpresa, è gratis per tutti i minori di 18 anni come tutti i musei di Atene!), siamo saliti, calpestando le pietre lisciate dalla storia, fino al Partenone da dove si gode di una visuale a 360° su tutta la città. I monumenti dell’acropoli oltre che belli, con il bianco del marmo che stacca sull’azzurro del cielo, trasudano storia: è impressionante pensare che lì hanno camminato, discusso, insegnato grandi uomini che hanno fatto la storia della cultura occidentale come Platone e Aristotele. Chiusa la visita dell’Acropoli ci fermiamo per uno spuntino in un bar della zona e un piacevolissimo caffè freddo che in Grecia propongono in una decina di modi tutti molto gustosi e anche economici. Dopodiché ci prendiamo una pausa di riposo distesi al fresco su un prato del bellissimo e ombrosissimo giardino botanico sul retro del palazzo del Parlamento, un’oasi di verde nella calda città di Atene. Rinfrescati e riposati ci muoviamo verso il quartiere tradizionale di Plaka, una serie di viuzze, scalinate e vicoli posti sotto la pendice nord dell’Acropoli che domina, con la sua presenza, tutto il quartiere. A parte le centinaia di negozi per turisti che affollano questa zona, la zona è molto caratteristica per la serie di localini ricavati nelle piazzette o abbarbicati sulle vie scoscese e ricavati in ogni piccolo anfratto disponibile, ma sempre con molto gusto mediterraneo: al crepuscolo la zona si riempie di giovani, tra i quali anche tanti Greci, che animano questi locali all’aperto molto colorati e accoglienti. Usciti dalla zona più turistica ci inerpichiamo proprio sotto l’Acropoli alla ricerca del quartiere di Anafiotika, una piccola zona di casette bianche, tipiche abitazioni greche, accalcate l’una sull’altra a creare un bellissimo dedalo di vicoletti strettissimi: in alcuni bisogna quasi mettersi di traverso per passare. Io consiglio di fare come abbiamo fatto noi: andare a caso per questo labirinto, seguendo l’istinto e dando una sbirciatina alle terrazze e ai piccolissimi porticati, fioriti, che si aprono improvvisamente dietro ogni angolo; solo così potrete stupirvi dei bellissimi scorci che si apriranno all’improvviso davanti a voi. A fine serata, stanchissimi mangiamo in una taverna sotto le pendici dell’Acropoli con una splendida vista al tramonto della sottostante città e del colle Likavittos, proprio di fronte a noi. Anche il cibo è buono e a prezzi più che ragionevoli (65 € in 5 per antipasti e un piatto a testa), ma la cosa che ci ha colpito è l’atmosfera e il panorama: sembra che in Grecia mangiar fuori la sera sia un’abitudine di tutti e si può capire il perché!

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