Grecia continentale on the road

Un viaggio di 1313 km tra risate, storia, natura, colori e cultura
Scritto da: sharetheworld
grecia continentale on the road

Partiamo? Per un viaggio sorprendente!

Si parte. Non si parte. Zona gialla. Zona rossa. Quarantena sì. Quarantena no. Prenotiamo. Non prenotiamo.

Praticamente per decidere il da farsi pensar troppo era inutile, c’è mancato poco che non lanciassimo i dadi e facessimo scegliere a loro il nostro destino, che poi probabilmente avremmo cambiato con qualche sotterfugio se fosse uscito esito negativo.

Alla fine abbiamo ragionato. Piccolo, stupido, ma che si è rivelato il migliore. Il prezzo del volo andata e ritorno con bagaglio era di circa 150 euro a testa. Voci insistenti parlavano di una fine quarantena obbligatoria a partire da metà maggio. Se così fosse stato, i prezzi sarebbero andati alle stelle. Nel caso fossimo stati costretti a rinunciare (causa quarantena) sapevamo quanto stavamo perdendo a livello monetario.

Biglietti acquistati. Tampone e macchina prenotati ed hotel scelti rigorosamente tutti con cancellazione gratuita. O la va o la spacca!

Aspettiamo con ansia di sapere le novità del governo e con leggero anticipo ecco la tanto attesa comunicazione: niente più quarantena. È fatta! C’è andata bene anche questa volta!

Giorno 1 – Volo Italia-Grecia

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Eravamo impreparati per questa partenza. Una valigia riempita all’ultima durante una breve pausa pranzo. L’assenza di un vero e proprio itinerario (se non uno scheletro che ci avrebbe guidato negli spostamenti). E, soprattutto, l’assenza di attesa. Quello che però sicuramente non mancavano erano il nostro tampone (negativo) in inglese e il documento dPLF richiesto del governo greco. Un insieme di dati relativi alla persona, alla meta e al tampone, da compilare 72 ore prima dell’arrivo.

Passiamo velocemente i controlli e siamo già pronti per ammirare la pista aerea. Stanno per aprire il gate e l’addetto ai controllo inizia ad avvicinarsi. Tampone in una mano, PLF e biglietto aereo nell’altra.

Speriamo sia tutto ok. Già, perché purtroppo ora è tutto un “chissà”. Se non siete persone attente all’organizzazione e/o non avete un minimo di esperienza, vi sconsiglio vivamente di organizzare viaggi all’estero. L’assenza anche di un singolo elemento vi impedirà di imbarcarvi. E di scene simili ne ho viste parecchie. Ma per le lacrime di alcune persone, c’erano mille sorrisi di tante altre. E tra questi anche i nostri.

Un viaggio di due ore e mezza ci separa dalla Grecia. L’aereo era pieno ed il nostro vicino di posto ci dà un anticipo di quello che sarebbe stato il nostro viaggio: un mix di risate ed emozioni.

Cosa potrebbe mai accadere di tanto divertente in aereo? Vedere l’uomo prendere dal proprio zaino un contenitore alimentare e iniziare a mangiare (con le mani) due mozzarelline e del gorgonzola. Il motivo della scelta della nostra meta? Il prezzo basso. Nulla di più. Anche se la storia di questa nazione di sicuro non mi rende triste al sol pensiero di visitarla. Sbarchiamo ed una fila non troppo lunga ci attende per il secondo controllo dei documenti.

Siamo ufficialmente pronti per questo viaggio. Usciamo dall’aeroporto e cerchiamo lo stand del noleggio auto. Sulla ricevuta vi era la indicazione “a 500 metri a destra dell’uscita numero cinque”. Perfetto, ma dove? Nessun dettaglio ci riconduceva ad esso, se non un grande parcheggio totalmente vuoto. Attendiamo un’infinità di tempo (a memoria saranno stati circa 30 minuti) fino a quando non arriva il nostro furgoncino. Dovete aspettare ancora, poiché posso portare solo due persone alla volta, ma nel frattempo ne aveva caricate quattro (perché una signora anziana non voleva attendere altro tempo). Vado e torno subito. E fu così che si dimenticarono di noi, tanto che abbiamo dovuto aspettare altri 45 minuti circa. Come inizio non c’è male insomma.

Arriviamo finalmente al deposito e una signora dall’inglese incomprensibile ci offre un’auto di dimensioni più grandi per scusarsi dell’attesa. Ma rifiutiamo. E non avremmo potuto fare scelta migliore: le strade strette e il traffico confusionario stavano per accoglierci a braccia aperte. È bella la macchina, mi dice emozionato mio fratello. Ci accingiamo a caricare i bagagli quando la signora del noleggio ci interrompe per farci ispezionare il veicolo, segnalando su un foglio tutte le ammaccature e i graffi della carrozzeria.

È tempo di partire quando facciamo per aprire il baule, ma niente. A volte non si apre, dice la donna. Perfetto dai. Siamo già in ritardo di circa mezz’ora rispetto la tabella di marcia, quindi cerchiamo di svincolarci dalla signora che a ogni posso accompagnava le nostre ombre.

Decidiamo di rischiare e di inserire sul navigatore la meta che avevamo pensato per quella giornata. Proviamo a collegare il cellulare alla radio, dispositivo non riconosciuto. Nulla, la nostra “modernissima” auto non ci permetteva di vedere il navigatore.

L’importante è che abbia le ruote, rispondo dopo che mio fratello si è lamentato di non riuscire a trovare i pulsanti per i finestrini. Già prima di partire avevamo deciso che avremmo assistito al nostro primo tramonto greco direttamente dal Tempio di Poseidone a Capo Sunion. Parcheggiamo e a passo spedito raggiungiamo l’ingresso: 10 euro.

Direi persino troppo, dati due fattori: il primo è che siamo arrivati alle 20 e avrebbe chiuso al tramonto (circa mezz’ora dopo) e secondo perché oltre il tempio, non vi era nulla. Ma la nostra intenzione era proprio quella di ammirare il calar del sole da quella posizione. E la vista e ci ha ripagati.

Neanche il tempo di scattare qualche foto che una signora porta il fischietto alla bocca. Ma non capisco. Pensavo semplicemente richiamasse il suo gruppo di turisti. Invece no, stava segnalando la chiusura dei cancelli. Davanti a noi il sole che ancora non toccava la superficie dell’acqua. C’era chi si fermava, chi si affrettava ad uscire, chi tornava indietro, chi si nascondeva. E la povera donna a far sentire a gran voce quel suo fischietto argento diventato ormai opaco.

Lo spettacolo era troppo bello però. Così uscendo dal parco ci dirigiamo verso la collinetta che si trova proprio di fronte. Salutiamo il sole e ci rimettiamo in auto. Per tutta la settimana abbiamo cercato di evitare di guidare con il buio perché le strade sono mal segnalate, poco curate e l’illuminazione quasi assente. Arriviamo dopo un’oretta ad Atene. L’hotel ha un parcheggio, eppure non lo troviamo. Avevamo persino pensato di lasciare l’auto a bordo strada (gli autisti sono del tutto incuranti dei divieti), ma le strade strette e la loro guida spericolata mi hanno riportato alla mente la donna del noleggio auto che controllava ogni imperfezione.

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