Grantour della Toscana

Un giro supersportivo in bici fra la campagna, il mare e la montagna di questa splendida regione italiana
 
Partenza il: 25/06/2017
Ritorno il: 28/06/2017
Viaggiatori: 1
Spesa: 500 €

bagno rigenerante, un altro spuntino ai tavoli sotto gli alberi e riparto verso Follonica. Fino al Puntone proseguo sul piacevole sentiero, che si alza e si abbassa sul mare, un po’ al sole e un po’ all’ombra. Poi continuo su una ciclabile che va oltre la città, fino a Pratoranieri lambendo la spiaggia. A malincuore lascio la costa in direzione di Riotorto. Dopo un tratto di statale, ad una rotonda incrocio un anziano ciclista. Insieme percorriamo stradine secondarie prive di traffico che si allungano fra i campi. Prima di Suvereto ci salutiamo con i suoi in bocca al lupo, visto che gli ho raccontato del mio giro ed è rimasto affascinato. Lungo una dirittura infinita, nel giardino di una casetta accanto alla strada c’è un’anziana signora. Ho finito l’acqua e gentilmente gli chiedo se può aiutarmi. Così va a prendermi una bottiglia di minerale e mi riempie la borraccia. Suvereto è ai piedi di una verde collina. Il centro storico offre scorci notevoli, ma non posso fermarmi che pochi minuti. Ho già percorso oltre 150 chilometri e la lunga salita verso Sassetta sembra non finire mai. Per fortuna è tutta all’ombra e la giornata volge al termine, ma la fatica si fa sentire. Davanti a me, a poche centinaia di metri, ci sono due runner, ma non riesco a riprenderli, anzi, curva dopo curva, escono proprio dal mio campo visivo. Li ritrovo solo quando dopo sei, sette chilometri tornano in giù. Allora li fermo e chiedo della salita, che purtroppo mi confermano, continua fino a Sassetta con la stessa pendenza. Raggiungerla e iniziare la discesa è veramente un gran sollievo. In pochi minuti sono a Castagneto Carducci. Il sole è quasi al tramonto e colora intensamente il piccolo abitato, mentre dai caratteristici ristoranti con affacci spettacolari sulla costa, si sente già il rumore delle posate che sferragliano sui piatti. Un’altra breve discesa e sono già in direzione dell’ultima tappa. Bolgheri è ad una decina di chilometri quasi pianeggianti, ma ad ogni lieve dosso da salire, le mie gambe sembrano arrendersi. Raggiungo il piccolo borgo dopo oltre dodici ore dalla partenza… Il sole sta tramontando mentre percorro in leggera discesa, i cinque chilometri del famoso viale dei cipressi, che termina incrociando la vecchia via Aurelia. Ormai son quasi arrivato, mi mancano una manciata di chilometri e noto che anche il mio computer segna una cifra molto vicina ai 200, che oramai spero di raggiungere. L’ultima difficoltà è salire la rampa che varca la ferrovia e poi finalmente l’impresa è compiuta. Al duecentounesimo chilometro, ricevo l’abbraccio dei miei genitori e una cena ultra proteica.

Mercoledì 28 giugno 2017. Giorno 4

Alle 7.30 saluto i miei e parto per l’ultima tappa, destinazione casa. Prendo per la pineta verso Cecina, come fosse una normale giornata al mare, ma poi esco a La California, passo da Bibbona e mi metto in direzione di Volterra. Cerco di fare strade alternative, ma comunque per alcuni tratti sono costretto a percorrere la trafficata e non proprio piacevole volterrana. Il giro di oggi non mi stimola molto, soprattutto perché non ho posti nuovi da visitare. La salita a Volterra sembra non finire mai. Sento il peso della bici come mai in questi giorni. Fortuna che non c’è il sole… Era parecchio che non mi fermavo nella città dell’alabastro. Ci sono tanti turisti in piazza e nei vicoli. Il duomo è in restauro, visito il battistero e mi fiondo in discesa. Ma troppo rapidamente sono già in piano. Presto ricomincia una lunga salita. È una strada tutta da scoprire per me quella che porta a Castagno val d’Elsa. Veramente sento tutte insieme le fatiche di questi giorni. Il tempo minaccia pioggia, ma quello che mi preoccupa di più sono le mie gambe. Devo amministrare le ultime energie, anche perché non conosco esattamente il percorso e questa salita non finisce più. Barretta dopo barretta, dal punto in cui sono, non vedo intorno colline più alte. Finalmente la strada spiana e poi scende decisa. Passo veloce da Gambassi e arrivo a Castelfiorentino. Affronto la salitella per Montespertoli, ma qui ormai sono su terreni a me familiari. So cosa mi aspetta e comincio a sentire aria di casa. I messaggi e gli incoraggiamenti dei gruppi di WhatsApp, mi aiutano a coprire gli ultimi chilometri. La salita finale, quella del Grillaio, la faccio lentamente come mai. Pensando al bel piatto di carbonara che mi aspetta. Quella di oggi è stata la tappa più breve, solo 115 chilometri, ma è stata quella in cui ho faticato di più. Questo fatto mi convince del tutto, che quanto ho fatto in questi quattro giorni : 600 chilometri, 10.000 metri di dislivello positivo, oltre 40 ore in sella da solo, sia il frutto non di tanto allenamento, (che non avevo), ma soprattutto un fatto di testa, di convinzione, di voglia di raggiungere un obiettivo, data dalla mia grande passione per viaggiare, e visitare posti nuovi. È questa la molla che in questi giorni mia ha dato forza, una forza che non mi aspettavo di avere e che ha sorpreso anche me stesso.



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