Gran Canaria

24/10/2005 – MALPENSA – GRAN CANARIA Per l’organizzazione di questo viaggio non abbiamo faticato molto: un click sul sito di Todomondo ed ecco fatto un bel pacchetto di 7 notti a Gran Canaria, mezza pensione in hotel 3 stelle, comprensivo di trasferimenti da e per aeroporto, alla modica cifra di 490,00 euro a cranio. Levataccia molto...
 
Partenza il: 24/10/2005
Ritorno il: 01/11/2005
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

24/10/2005 – MALPENSA – GRAN CANARIA Per l’organizzazione di questo viaggio non abbiamo faticato molto: un click sul sito di Todomondo ed ecco fatto un bel pacchetto di 7 notti a Gran Canaria, mezza pensione in hotel 3 stelle, comprensivo di trasferimenti da e per aeroporto, alla modica cifra di 490,00 euro a cranio.

Levataccia molto presto, anzi quasi non si dorme: volo alle 7 del mattino, quindi convocazione in aeroporto un paio di ore prima (e sono le 5), il tempo di arrivare a Malpensa in auto, parcheggiare al Fatema Parking (lontano e trattamento pessimo al rientro)… i conti sono presto fatti. Si parte alle 2,30 del mattino.

Volo diretto da Malpensa di 4 ore e si sbarca all’aeroporto di Las Palmas; siccome solo noi due e nessun altro ha il nostro hotel come destinazione finale, per prelevarci non ci mandano un autobus o un pulmino, ma direttamente una… limousine! C’è da sbellicarsi dalle risate: due randagi come noi in limousine, cose da pazzi.

Il nostro Hotel è il Parque Tropical a Playa de l’Ingles, poco distante dalle dune di Maspalomas, in una delle migliori posizioni che potessimo trovare.

La nostra stanza, molto semplice ma bella, si trova al sesto piano di una struttura che ricorda un fungo ed ha il balcone con veduta sul mare.

C’è una gran bella differenza tra un tre stelle spagnolo e un hotel italiano con lo stesso numero di stelle: nel nostro paese abbiamo nella maggior parte dei casi strutture vecchie e fatiscenti con un servizio tutt’altro che impeccabile, per non parlare della cucina che lascia spesso a desiderare, nonostante si paghino prezzi altissimi. In Spagna un tre stelle ha un livello che supera tranquillamente le nostre quattro. Ce ne accorgeremo anche a tavola, dove il buffet è ricchissimo e di ottima qualità.

Lasciati i bagagli, andiamo a ritirare la nostra auto, prenotata su internet sul sito della Autoreisen, che ha una filiale poco distante dall’hotel.

Inauguriamo la nostra permanenza con un giretto verso le montagne dell’interno, che da queste parti hanno delle formazioni che ricordano un pò i canyon americani (o almeno così crediamo, visto che non ci siamo mai stati, ma non è detto che nei prossimi viaggi…).

Piccolo imprevisto insignificante: siamo sui tornanti in montagna, il posto peggiore per scoprire che i freni… Non funzionano! Siccome abbiamo intenzione di battere l’isola in lungo e in largo nei prossimi giorni, non è proprio il caso di affidarci ad un catorcio. Torniamo all’Autoreisen dove chiediamo (e otteniamo) un altro mezzo. Non ci fanno storie e non ci fanno pagare nessun supplemento.

Così con la nostra nuova Polo fiammante andiamo a chiudere la nostra giornata sulla bella spiaggia nera di Puerto Rico. Bagno nell’oceano incluso.

25/10/2005 – COSTA OVEST – COSTA NORD – PLAYA SARDINA La scelta di questo pacchetto si è rivelata una vero affare, non solo per il prezzo, ma soprattutto dal punto di vista logistico: il trattamento di mezza pensione ci permette di fare il “pieno” alla mattina con una colazione a buffet esagerata che non ci farà sentire il bisogno di un ulteriore pasto durante la giornata (a parte frutta e qualche snacksss) mentre siamo in giro per valli e spiagge. La cena poi, anche questa a buffet, è fissata ad un orario che ci permette di fare proprio tutti i nostri porci comodi durante il giorno e di trovarla pronta al rientro, con un grande risparmio di tempo (niente sbattimenti per fare spese, cucinare lavare piatti ecc.).

Il giro di oggi ci porta ad est: l’autostrada è a tre corsie e gratuita (il paragone con l’Italia è piuttosto amaro), superiamo l’aeroporto e arriviamo a Las Palmas, che attraversiamo e lasciamo presto alle nostre spalle, non abbiamo voglia di città.

Proseguiamo lungo la costa nord dove si trovano molti accessi al mare che qui è piuttosto violento: per non rinunciare al bagno, hanno ricavato delle piscine di acqua marina con delle barriere artificiali fatte di scogli e cemento che, senza rovinare l’ambiente, permettono di immergersi nell’oceano in tutta sicurezza. Spiagge zero, almeno su questa costa: l’oceano le divorerebbe.

Arriviamo ai bananeti di San Felipe e quindi approdiamo a Playa Sardina, un piccolo paesino dalle case di colori sgargianti, che si affaccia su una piccola baia riparata con spiaggia di sabbia scura e finissima. Posto tranquillissimo, acqua molto pulita, merita una sosta e diversi bagni.

In serata, dopo cena, due passi a Playa de l’Ingles: tanta gente, ristoranti pieni, luci colorate, discoteche, locali notturni, sembra di essere alla fiera. Non fa per noi, meglio appollaiarci in tutta tranquillità sul nostro balcone vista mare per studiare il percorso di domani e giustiziare uno dei nostri immancabili salami che ci siamo portati da casa, accompagnandolo con abbondanti scaglie di parmigiano. Il tutto importato alla faccia dei controlli doganali.

26/10/2005 – COSTA OVEST E TOUR DELL’ISOLA Si parte in direzione ovest, verso Puerto Rico (anche se questa parte della costa è piuttosto sfruttata dal turismo, con alberghi giganteschi che arrivano fino al mare). Arrivati a Puerto de Mogan lasciamo la costa per entrare nell’interno, verso Mogan, dove il paesaggio è veramente selvaggio.

L’interno di Gran Canaria non ha praticamente corsi d’acqua, ma è ugualmente molto verde e non mancano i boschi di conifere. La strada che stiamo percorrendo offre panorami incredibili (oltre a qualche venditore di frutta fresca e marmellate) e ogni tanto incontriamo qualche “carretera” che scende a sinistra verso il mare.

Sulla cartina sono indicate come stradacce, ma oggi ci va di rischiare e proviamo ad imboccarne una per arrivare al mare, a Playa Veneguera. La strada via via si restringe fino a diventare un sentiero sterrato e sempre più accidentato e, temendo il peggio per la nostra povera Polo, facciamo dientro front.

Proseguiamo e, sempre sulla sinistra, c’è un’altra strada che scende a Tasartico, anche questa arriva al mare. Testoni come siamo, riproviamo, entrando nelle gole dove ci siamo solo noi, le palme e i cactus. Il paesaggio è da film, ma la Polo soffre terribilmente e implora aiuto: se dovesse succederci qualcosa su di una strada sterrata, l’assicurazione non risponderebbe. Dietro front, questa volta è definitivo.



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