Un incanto chiamato Golfo dei Poeti

Dalle spiagge del Golfo dei Poeti ai sentieri della Liguria orientale
 

Per chi, come me, si lascia ammaliare dalla bellezza del mare e sente il bisogno di rigenerarsi lo spirito al semplice contatto con la natura, sicuramente non potrà non visitare, almeno una volta nella vita, il Golfo dei Poeti!

L’itinerario che propongo è quello che ho seguito nel corso di un viaggio con due miei amici. È un viaggio particolare, che intende combinare cultura, svago e relax in un tempo ristretto, di soli tre giorni.

Con l’intento di poter sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione abbiamo raggiunto in auto Lerici, che abbiamo scelto come base per il nostro tour, e da lì ci siamo spostati per raggiungere altre mete site nelle vicinanze.

Giorno 1 (11 giugno)

Il nostro viaggio comincia, come già avrete intuito, da Lerici, rinomato paese dell’estremo Levante ligure che si affaccia sul Golfo dei Poeti. Sono quasi le dieci del mattino, quando, dopo un rapido check-in in un bed and breakfast della zona, siamo pronti a correre verso la spiaggia!

Il nostro benvenuto di arrivo è il panorama mozzafiato che ci troviamo di fronte: una distesa d’acqua cristallina su cui dominano le isole Palmaria, Tino e Tinetto.

La spiaggia della Venere Azzurra delizia subito il mio sguardo, che si perde nell’incantevole blu del mare. Il fondale sabbioso e l’acqua bassa per diversi metri mi ricordano le spiagge abruzzesi dove andavo in vacanza con i miei genitori da bambina.

Questo è un tratto di spiaggia libera, ma vi sono molteplici stabilimenti balneari che si snodano lungo il litorale in cui è possibile noleggiare lettino e ombrelloni.

Trascorriamo quindi la mattina al mare, con l’intenzione di replicare nel pomeriggio, sulla stessa spiaggia per goderci un po’ di sole, ma cambiamo idea dopo che una simpatica signora incontrata sul bagnasciuga ci suggerisce di visitare una location, a suo dire, meravigliosa: la caletta di Lerici. Così, dopo un primo momento di titubanza, decidiamo di andarci il primo pomeriggio.

Il posto non è molto lontano dal centro di Lerici ma ci si deve allontanare un po’ per raggiungerla. Accedervi non è così complesso, ma nemmeno molto comodo. Noi abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio multipiano (e poco economico) del paese e abbiamo fatto a piedi qualche centinaia di metri. Superato il bivio per Maralunga, troverete un cartello stradale con l’indicazione del limite di velocità di 50 km/h, lungo la litoranea, vicino a una grande cancellata: da qui si accede a una scalinata ripidissima (ma non molto lunga) che dovrete percorrere per raggiungere la caletta! Se non siete allenati, quando arriverete alla caletta, potrebbero tremarvi le gambe! In quel caso sedetevi e riposatevi un po’!

La spiaggia è molto piccola, perciò non può accogliere molte persone! È un’oasi incantevole, ma a metà pomeriggio la caletta comincia ad oscurarsi, perciò se volete godervi le ore di sole, prima che si eclissi dietro le pareti rocciose che la circondano, non andateci sul tardi!

Nel bel mezzo di queste acque si staglia un faraglione; nuotarvi è un’esperienza unica e vi sembrerà di trovarvi in un posto esotico! È davvero un angolo di paradiso!

Solo verso il tramonto riusciamo quindi a visitare Lerici. Per raggiungere il cuore pulsante del paese, si deve percorrere la passeggiata litoranea: sarete avvolti dall’atmosfera poetica e marinaresca che si respira in questa zona. Chi, come me, è affascinato dalla letteratura inglese, noterà subito come nomi di poeti anglosassoni dominino le insegne di ristoranti e hotel. Il fascino e la bellezza che racchiude questo golfo, su cui dominano anche altre due perle territoriali – La Spezia e Porto Venere – hanno infatti ispirato molti poeti che in questi luoghi hanno alloggiato, tra cui Lord Byron, Percy Bysshe Shelley e persino Dante! Ecco perché questo incantevole mare è noto come Golfo dei Poeti.

Sul finire della passeggiata panoramica potrete sedervi sugli scogli o su una panchina godendo così del paesaggio marino e gustando un gelato davanti al porticciolo. Classificato tra i borghi marinareschi più belli d’Italia, Lerici, infatti, è sempre stata un punto di riferimento per i pescatori della zona. Sebbene oggi sia prevalentemente un porto turistico, non è inusuale vedere salpare, di notte, i pescherecci.

Piazza Garibaldi, che affaccia proprio sul porto, costituisce il principale punto di ritrovo per giovani e anziani della zona. A pochi metri si staglia il Castello di Lerici, che domina maestosamente il Golfo. La storia insegna che la fortezza fu, per moltissimo tempo, un carcere in cui vennero sentenziati molti prigionieri. La leggenda, invece, narra che le stelle cadenti che sfrecciano in estate sopra la torre siano le lacrime dei condannati a morte.

Se decidete di visitare Lerici, anche solo per una passeggiata la sera, ritagliatevi qualche minuto per ammirare in silenzio il paesaggio dalla terrazza panoramica posta proprio sotto il Castello! Chissà che lì, lontano dall’inquinamento luminoso, il vostro sguardo possa incrociare qualche stella cadente e possiate esprimere un desiderio avvolti dalla romantica atmosfera di Lerici!

Forse è il mio spirito sognante che mi suggerisce, ma credo che la parte più incantevole di tutta Lerici si nasconda proprio sotto il Castello. Qui si respira appieno l’atmosfera marinaresca dell’antico borgo, soprattutto di sera quando le lampare dei pescherecci illuminano il mare. A completare l’affresco, le reti da pesca, adagiate alla rinfusa, sulla banchina, che sembrano aggiungere quel tocco di magia all’immagine che voglio portare con me di questo viaggio.

Per quanto riguarda la ristorazione, sono molteplici i ristoranti a base di pesce, con vista sul mare, che attirano moltissimi turisti, i quali non sanno rinunciare alle prelibatezze di questo posto, magari davanti a un buon vino delle Cinque terre.

Per chi ama assaggiare i piatti locali, consiglio di provare grigliata mista, polpo e baccalà alla spezzina, ma soprattutto i muscoli ripieni (qui le cozze si chiamano muscoli!). Molti ristoranti propongono il menù fisso.

Se invece preferite un menù di terra, vi consiglio di provare i panigacci! È un piatto tipico della zona e consiste in una sorta di pane finissimo (molto simile alla piadina) che viene cotto in piatti di terracotta, da gustare con stracchino e salumi.

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