Godersi Ginevra e dintorni

Fine settimana a Ginevra, Saint-Julien-En-Genevois, Nyon, Yvoire e Annemasse
 
Partenza il: 25/04/2013
Ritorno il: 29/04/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Gare Cornavin (www.cff.ch/groupe/entreprise/projets/immobilien/geneve-cornavin.html) ci colpisce per il numero di chioschi “mangerecci”. Noi, per ragioni di tempo, siamo costretti a tirare dritti fino alla biglietteria. Chiediamo informazioni ad un simpatico ragazzo che ci indica una biglietteria automatica dove, grazie alla carta di credito, acquistiamo due biglietti per Nyon (8,80 CHF l’uno).

Il treno, neanche a dirlo, è puntuale ma la sporcizia e la puzza sono quelli tipici dei nostri treni italiani e rimaniamo piuttosto delusi. Resti di cibo, sedili macchiati e gomme da masticare attaccate sui tavolini.

Arrivati alla stazione di Nyon è possibile prendere una stradina asfaltata sulla destra che porta ad un cavalcavia pedonale; da qui è possibile attraversare la strada in sicurezza e raggiungere un centro commerciale in cui c’è anche il supermercato Migros e dove i bagni pubblici sono gratuiti e puliti.

Usciti dal centro commerciale imbocchiamo Rue de la Gare, una via pedonale ricca di ristoranti e negozi, e ci addentriamo nel centro città. Passiamo Rue du Marché fino a Rue Mauperthuis, 9 per visitare il Musée Romain (il museo romano: www.mrn.ch/fr/index.php). Sopra l’entrata c’è un’ampia e soleggiata piazza dove troneggia una statua di Giulio Cesare (una riproduzione dell’originale, che è in marmo) e un piccolo giardino con erbe aromatiche e officinali coltivate ai tempi della dominazione romana.

Proseguiamo fino alla Place du Château e allo Château de Nyon (www.chateaudenyon.ch/) prima di raggiungere l’imbarco per il battello che ci porterà a Yvoire. La vista dalla terrazza del castello di Nyon è carina, permette di prendere un po’ di sole e fare uno spuntino con la frutta secca portata da casa. Scendiamo lungo Rue des Moulins e poi Rue de Rive fino all’imbarco della compagnia CGN che fa il tratto Nyon – Yvoire per 22,60 euro a persona A/R impiegando 20 minuti (www.cgn.ch/en-gb/cgn-mobilite/n3.aspx). Il traghetto è molto carino e fornito di tutto. C’è anche un bar/caffetteria che si rifornisce quasi ad ogni viaggio.

La visita di Yvoire non richiede molto tempo ma è suggestivo camminare lentamente tra le sue viuzze meno battute dai turisti o fermarsi ad ammirare il lago seduti sugli scogli. Il paesino è caratteristico e di stampo medievale. Le vie centrali sono ben tenute, molto turistiche e con ristorantini dove mangiare una margherita a 9 euro o un primo di verdure a 18,50 euro. Noi ci siamo concentrati sul lungo lago e sul pontile fatto di scogli che danno un senso di pace e tranquillità. I Jardin des cinq sens (i giardini dei cinque sensi: www.jardin5sens.net/) avrebbero meritato una visita, soprattutto in questo periodo, ma il costo di 10 euro a persona e l’affollamento ci hanno fatto proseguire oltre.

Verso le 13:00 comincia a piovere e noi abbiamo da poco terminato la visita di Yvoire. Vorremmo attendere il battello in un ristorante ma purtroppo nessuno prevede almeno una scelta vegana e a quest’ora non fanno servizio bar perciò ci rifugiamo sotto una tettoia seduti su una vecchia fioriera ora vuota.

Alle 14:30, finalmente, siamo sul battello. Nell’attesa abbiamo sgranocchiato un pacchetto di crackers e ora pensiamo solo a trovare un posto dove pranzare. Fortunatamente troviamo quasi subito la crêperie “Le Tac-Oh” in Rue de Rive, 54 (www.creperie-letacoh.ch/). All’interno il posto è molto carino e accogliente con sei tavoli, di cui uno appartato, panche, sedie, sgabelli, cuscini e candele. La cucina è aperta perciò si può ammirare la preparazione del piatto. Purtroppo la scelta vegetariana è scarsa ma c’è e scegliamo due crêpes con verdure, un tè verde e un infuso alla menta e, come dessert, una crêpe con caramello e noci (43 euro tot. Non accettano carte di credito). La crêpe ratatouille avec oeuf è grande e piegata a formare un quadrato con l’uovo all’occhio di bue al centro e dell’insalata con pomodoro e salsa allo yogurt in un angolo. La crêpe au caramel et noix, invece, la ordiniamo per due e ci viene servita in due piatti separati strabordanti di caramello, noci tritate e zucchero a velo. Una vera delizia! Lasciamo la crêperie dopo quasi un’ora e con dei franchi in tasca (il resto ci è stato dato in moneta locale). *Questo posto, come altri, non accetta carte di credito. In generale, se scegliete piccoli ristoranti, accertatevi prima sulle modalità di pagamento.

Camminando per Nyon ci imbattiamo nel Festival internazionale del cinema Visions Du Réel (www.visionsdureel.ch/) e in un bel concertino. Restiamo qualche minuti in ascolto e poi ci incamminiamo verso la stazione dei treni per tornare a Ginevra. Proviamo ad utilizzare la carta di credito, come abbiamo fatto all’andata, ma la ticket machine non riconosce la tessera perciò ci mettiamo in fila alla biglietteria. Anche in questo caso il resto ci viene dato in franchi svizzeri. Il treno è meno puzzolente rispetto a quello dell’andata ma ugualmente sporco.

Da Gare Cornavin a Ginevra riprendiamo il tram numero 15 per Palette e da qui il bus numero 23 per Ziplo. Alessandra è ancora a lavoro ma c’è il sole e un po’ d’aria fresca ed è piacevole aspettare e riposarsi nell’attesa.

Verso le 19:00 inizia a piovere e noi siamo a Saint-Julien-En-Genevois. Passeggiare è un po’ scomodo ma ho proprio voglia di mangiare in un localino turco che ho visto ieri perciò usciamo sotto una pioggerellina leggera. Il locale si trova in Avenue de Ternier, 22 ed il cibo è ottimo (il nome non c’è ma fuori ci sono i cartelloni con le specialità. Su google map c’è ancora la foto della vecchia latteria!). Ordiniamo tre falafel, tre porzioni di patatine fritte e tre bibite analcoliche spendendo 27 euro. La serata è stata animata dal proprietario, molto simpatico, e da Buba, un senegalese adottato da una famiglia bergamasca che si è reso indipendente a 21 anni e ora vive tra la Francia e la Svizzera. Tra le tante attività che svolge, Buba tiene anche un corso di percussioni presso il comune di Saint-Julien-En-Genevois.

È stata una bella serata ma ora è tempo di andare a nanna.



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