Gite in Emilia-Romagna: Bobbio e la Val Trebbia

Itinerario giornaliero alla scoperta della splendida Val Trebbia, sulle orme di San Colombano.
Partenza il: 09/05/2021
Ritorno il: 09/05/2021
Viaggiatori: 2
Spesa: Fino a €250 €

Maggio 2021: dopo tanti mesi di zona rossa e arancione, finalmente si può viaggiare all’interno della nostra Regione. Ne approfittiamo per visitare una zona dell’Appenino piacentino, organizzando un itinerario che segue il corso del fiume Trebbia.

Partiamo da Reggio Emilia di buon’ora e raggiungiamo Piacenza in autostrada. Da qui, imbocchiamo la SS45 che, come notiamo, è un vero paradiso per i motociclisti.

Incontriamo, lungo la strada, i paesi di Rivergaro, dove si sta svolgendo un affollato mercato domenicale, e Travo; noi procediamo spediti verso la prima destinazione della giornata, Bobbio. La storia di questo borgo, legata alla vita di San Colombano, ci ha affascinato: nato ai tempi dei Romani (a cui si deve la costruzione della parte più antica del Ponte sul Trebbia), Bobbio è diventato uno dei centri commerciali e culturali più importanti del Medioevo, quando il monaco Colombano, partito da Cleenish Island nell’Irlanda del Nord, ha fondato qui il suo monastero nel 614. Nasceva, così, il feudo monastico di Bobbio, destinato a crescere e prosperare in epoca longobarda, anche grazie all’importante Scriptorium, che conservava i più preziosi manoscritti dell’epoca.

Arrivati nel paese, troviamo fortunatamente un posto nel parcheggio a pagamento di Piazza San Francesco, vicino al Santuario della Madonna dell’Aiuto e a due passi dal centro pedonale. Visto che le stradine brulicano di gente, decidiamo di scendere verso il fiume per percorrere l’iconico Ponte Gobbo. Il Ponte, simbolo del borgo, è chiamato anche “Ponte del Diavolo”, per la forma irregolare delle sue 11 arcate, più volte ricostruite e rimaneggiate. La leggenda vuole che il Ponte sia stato costruito dal Diavolo in persona, nel corso di una notte, in cambio della prima anima che lo avesse attraversato; San Colombano fece, però, attraversare il ponte appena ultimato ad un cane: il Diavolo, infuriato, se ne andò.

Sul ponte pedonale vige l’obbligo di indossare la mascherina. Lo attraversiamo fino alla sponda opposta al paese: qui, si trova un belvedere da cui scattare le foto migliori!

Risaliamo verso il centro storico, percorrendo la Contrada del Castellaro fino a Piazza Duomo. Il vicolo è caratterizzato dai portici medievali, costruiti in pietra scura ad un livello più basso rispetto alla strada e, ancora oggi, vi si trovano piccole botteghe di generi alimentari. Giunti davanti alla Cattedrale, in attesa che finisca la Messa e si possa visitare la chiesa, ci concediamo un caffè e una brioche seduti ad uno dei tanti bar che fiancheggiano la piazza.

Entriamo, quindi, nel Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta ed edificato attorno al 1075, che ci sorprende subito perché l’interno è ricco di decorazioni e colori, che contrastano con la semplice facciata romanica. Proseguendo lungo la navata minore di destra, visitiamo la Cappella di San Giovanni dove, nel 1910, è stato casualmente riscoperto un affresco raffigurante l’Annunciazione e risalente alla fine del 400. Dal transetto, si scende nella cripta, la cui cappella è dedicata a San Antonio Giannelli, vescovo di Bobbio dal 1838 al 1846; la cripta ospita, inoltre, il sepolcro dei vescovi della diocesi.

Percorriamo i vicoli medievali di Bobbio, notando che la gente comincia a diminuire: si avvicina l’ora del pranzo. Noi ci dirigiamo verso l’Abbazia di San Colombano. Il complesso abbaziale del monastero comprende numerosi edifici: la Basilica, il corridoio-cavedio dove si trova una piccola mostra sul monaco irlandese, il chiostro che ospita il Museo della Città, i giardini interni, il Museo dell’Abbazia nella zona dell’antico scriptorium, il porticato con il giardino di Piazza Santa Fara, l’ex Chiesa delle Grazie e vari altri edifici pubblici e privati.

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Le anse del Trebbia

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Bobbio e il Ponte Gobbo

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