Girotondo tra Castiglia e Leon

Un giro..in tondo.. intorno a Madrid, da Toledo fino ad Avila e a Segovia!
Scritto da: mque-mque
girotondo tra castiglia e leon
Partenza il: 18/10/2012
Ritorno il: 23/10/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Verso le 14 arriviamo ad Avila da ovest, la parte migliore per vedere lo scorcio della città nelle mura. L’impatto visivo è davvero eccezionale: si vedono le mura massicce ed integre, da cui spuntano i tetti della città vecchia, e i prati verdi che circondano le mura, mentre la città nuova resta coperta,invisibile da questo lato.. le foto si sprecano! Un plauso all’amministrazione locale, che è riuscita almeno da questo lato a preservare un paesaggio intatto, privo di costruzioni recenti che l’avrebbero snaturato. Quanto abbiamo da imparare noi italiani.. e anche noi piemontesi, che vorremmo le Langhe come sito UNESCO ma facciamo finta di non vedere i capannoni e le villette che deturpano i fondovalle tra le colline.

Lasciamo l’auto in un parcheggio interrato accanto alle mura, e siamo subito ad una delle porte della città. E’ sabato pomeriggio e c’è un bel sole, meno male perchè siamo a 1000 m di altitudine e farebbe davvero freddino; un sacco di gente passeggia lungo le mura. Dopo un panino veloce seduti al sole, entriamo nella cattedrale, splendida, e poi giriamo il centro storico in lungo e in largo.. la cosa non richiede molto tempo perchè Avila è davvero piccolina, ma ci piace moltissimo, così raccolta e ben conservata. Nel tardo pomeriggio andiamo in hotel: si affaccia proprio verso le mura, è appena stato inaugurato, è più bello della nostra solita media ma… c’era un’offerta lancio!

Per cena finalmente riusciamo davvero a mangiare in un posto consigliato da Tripadvisor (e mangiamo davvero benissimo): è ricavato in una casa tradizionale, con un patio centrale che è stato coperto per ospitare i tavoli. Il posto è affollato di locali che al banco bevono e mangiano tapas, sono solo le 20.45 e per loro è troppo presto per cenare.. ma poi in realtà quasi nessuno entrerà, e anche questo ci conferma la sensazione di una crisi ben più grave e diffusa di quella italiana.

DOMENICA 21 OTTOBRE

Lasciare Avila si rivela complicato: l’auto ha una gomma a terra! C’è un bel chiodo piantato nel copertone. E anche se la gomma di scorta c’è, non troviamo nulla in auto che permetta di togliere i bulloni del copriruota. Telefoniamo all’assistenza, e in una ventina di minuti (ma quanto freddo fa ad Avila la mattina presto??) arriva un meccanico che ci cambia la gomma. I bulloni in realtà bulloni non erano, sarebbero venuti via in qualche modo.. ma vabbè, il servizio è compreso.

Da Avila a Segovia c’è l’autostrada, i km sono pochi e il traffico quasi nullo; avendo letto che San Ildefonso de la Granja, un castello pochi km oltre Segovia che è famoso per i giardini e le fontane, di lunedi è chiuso decidiamo di andarlo subito a vedere. E’ in una bella valle verde, e anche la cittadina ci piace molto; il castello, imponente ma per nulla serioso tra 1000 pinnacoli finestre e torrette fantasiose, era una delle residenze estive dei reali. Purtroppo si mette a piovigginare, e decidiamo così di visitare non solo i giardini, ma anche l’interno. Nei giardini, vastissimi e ben tenuti, si potrebbero passare ore, ma in effetti la stagione non è più così propizia; senza contare che le fontane, che sarebbero dovute essere attive la domenica, sono in manutenzione, e poi continua a piovere. Pazienza, la Granja ci è piaciuta comunque.

A Segovia il nostro hotel è a pochi metri dall’acquedotto romano, con il navigatore lo troviamo facilmente. Dopo una doccia calda e un riposino, facciamo un giro nel centro storico, tutto illuminato. Anche Segovia promette bene. Ceniamo in un ristorante molto noto sulla via principale, con le pareti piene di oggetti polverosi e di foto con dedica di personaggi un tempo famosi.. molto kitsch ma la cena è ottima: L assaggia il piatto tipico di Segovia, un umido di maiale (…orecchio compreso) e fagioli che potrebbe sfamare una piccola città, io un ottimo agnello alla brace.

LUNEDI 22 OTTOBRE

Alle 9 siamo alla ricerca di un bar per fare colazione, ma qui i ritmi sono molto rilassati; non solo di bar aperti ce n’è pochi, ma anche le chiese e i palazzi aprono solo alle 10.30! Facciamo un primo giro esplorativo sopra le mura, lungo l’acquedotto romano splendidamente conservato, e per le viuzze del centro; complice un cielo azzurro terso e un bel sole, è davvero piacevole girare a zonzo.. poi ritorniamo sui nostri passi per entrare in alcune delle chiese che avevamo trovato ancora chiuse, nella cattedrale, bellissima, e al castello, sul costone a strapiombo verso la pianura. Anche Segovia ci lascia un’ottima impressione.

Riprendiamo l’auto; prima di uscire dalla città, cerchiamo un gommista per far riparare la gomma; in dieci minuti e 5 euro (cinque!) siamo pronti a ripartire. Memori del panorama visto dal castello, ci dirigiamo verso un paesino poco distante da cui ci sembra si dovrebbe vedere la città vecchia: è proprio così! Ci fermiamo lungo un viottolo di campagna: le mura e il castello sono proprio di fronte a noi, in un bellissimo scorcio.

Imbocchiamo l’autostrada verso Madrid, ed usciamo verso San Lorenzo de l’Escorial, dove arriviamo verso le 14. Prima di entrare, mangiamo qualche tapa in un bar che ha i tavoli all’aperto. L’Escorial è un complesso monastico gigantesco, più di 2000 stanze, tanto che emerge dalla sagoma della cittadina e si staglia contro le montagne alle sue spalle. Dallo spiazzo davanti all’ingresso si intravede Madrid, ma c’è foschia sulla pianura e si nota solo il profilo dei grattacieli della zona moderna della capitale. La visita con guida dura un paio d’ore ed è davvero interessante; ci colpisce in particolare la biblioteca, bellissima e ricchissima di libri antichi. Poco ci dice invece il pantheon che ospita le spoglie di quasi tutti i reali di Spagna, su cui la guida si sofferma molto.

Lasciamo l’Escorial e scendiamo dai rilievi della Sierra de Guadarrama verso Madrid. Stasera dormiamo nei pressi dell’aeroporto di Barajas, perchè il nostro volo domani sarà alle 9.45. E’ un hostal senza pretese, ma comodo e davvero a buon prezzo; per fortuna la nostra camera dà verso l’interno, perchè si affaccia su una strada trafficata. Dopo il consueto riposino, decidiamo di andare a cena ad Alcalà de Henares, a pochi km di distanza, una cittadina di cui abbiamo letto recentemente su una rivista. Alcalà è di origine araba; diede i natali a Cervantes, ed ospita una delle università più antiche di Spagna.



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