Giro invernale in Puglia, Basilicata e Campania

Un bel giro in belle e accoglienti città del sud. Ne è valsa la pena anche se sotto la pioggia!
Scritto da: paolasche
giro invernale in puglia, basilicata e campania
Partenza il: 13/11/2013
Ritorno il: 22/11/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

13 novembre-mercoledì

Incontro con il mio compagno di viaggio, proveniente dalla Sardegna, all’aeroporto di Bari Palese. Macchina a noleggio (Panda grigio metallizzato) e via sotto l’acqua verso Bitonto! E vediamo la prima cattedrale romanico pugliese in pietra calcarea chiara, bella e bella anche la piazza. Breve giro e poi sotto il diluvio ci avventuriamo verso Castel del Monte. Intorno a noi ulivi a profusione, il castello di Federico II ci appare maestoso nella piana avvolto da nuvoloni grigi. Visita d’obbligo, con parcheggio a pagamento anche se c’eravamo solo noi! Pianta ottagonale, 8 torri, pietra rosata e breccia corallina (una pietra rossa) che “stacca” gli architravi delle porte. Sale trapezoidali, scaletta interna alla torre porta al I piano. Camini in alcune sale illuminate da bifore e trifore. Era la villa di vacanze di Federico II (1200, nipote di Federico Barbarossa, imperatore di Germania e re del Regno delle Due Sicilie) usata come casino di caccia. Arriviamo a Trani e per fortuna smette di piovere. Bellissima la cattedrale di San Nicola Pellegrino che spunta dal mare! E’ in restauro ma riusciamo a visitare la sottostante chiesa di Santa Maria e la cripta di San Nicola. Ma è l’esterno ad essere veramente splendido, è il tramonto e la pietra continua a cambiare colore, è tufo calcareo utilizzato in Puglia per tutte le costruzioni. Ha un colore caldo, chiaro che dona imponenza. Castello svevo, pescherecci che escono dal piccolo porto malgrado il cielo nero e noi proseguiamo verso Bari. Il navigatore ci porta in Strada Sagges dove troviamo il nostro B&B Saint Nicholas (prenotato come tutti gli altri attraverso booking.com): insomma…mancano le lampade sui comodini, stanza piccola piccola, l’ing. si lamenta dei cuscini, ma siamo in piena Bari vecchia e ci divertiamo a gironzolare prima della cena a “Il pescatore”. Pioviggina ma Carlo non resiste alla tentazione di assaggiare le “6 scagliozze a 1 €” della Signora Maria! Fettine di polenta fritta! Che vita malgrado la pioggia! C’è gente ovunque, motorini, auto che cercano di intrufolarsi tra queste strette stradine: è un dedalo in cui è facile perdere i riferimenti. Cattedrale, San Nicola, castello…torneremo domani , adesso abbiamo fame: ricottine eccezionali, paccheri ai frutti di mare, fritto misto, sorbetto…tutto ok, anche la dormita secca al B&B!

Giovedì

Carlo si alza prima per spostare la macchina, io poltrisco fino alle 8.30. Poi colazione al Bar Giuseppe con scontrino compreso nel prezzo della camera: il Sig. Giuseppe ci consiglia di andare sul lungo mare e poi a Polignano Mare e noi obbediamo. C’è il sole! Corso Vittorio Emanuele, vecchio porto con piccole barche da pesca azzurre, via Venezia che scorre sopra le mura, chiesa di San Nicola con statua annessa del santo nella piazza. Chiesa bellissima con facciata in pietra calcarea, interno maestoso con archi e colonne, aggraziato da lampadari in cotto che mi piacciono molto. C’è un gruppo di magiari (?? Non so, lo diciamo noi basandoci sugli alberi colorati e un po’ zingareschi delle donne) con guida e ne troviamo molti di più e con tanti bambini nella cripta, che conserva sotto l’altare la tomba di San Nicola. La funzione viene celebrata da preti ortodossi e nell’aria si respira molta religiosità: dovrò informarmi, come mai San Nicola accomuna diverse religioni? E’ un problema di scismi come dice l’ing.? Ad ogni modo è stato un incontro strano, coinvolgente. Sempre passeggiando arriviamo al Castello svevo e poi al Petruzzelli in via Cavour. Sosta per un caffè in Piazza Mercantile e decidiamo di andare al mare a sud di Bari. Polignano a Mare è veramente carina! Dopo il tratto di costa piatta e sabbiosa il nucleo medievale di Polignano si alza sulla scogliera di tufo a strapiombo sul mare. C’è pure la statua di Domenico Modugno a braccia aperte e una troupe cinematografica che sta studiando gli allestimenti per un film americano che gireranno qui…chissà se lo vedremo?! Ottima parmigiana di melanzane e panino alla bresaola per alzare la glicemia e poi ulteriore sosta a Monopoli, ma il mare non è niente di speciale, c’è un castello sulla costa ritornata piatta. Ritorno a Bari, breve sosta in camera per pipì e di nuovo in giro. Acquisti: San Nicola sotto la neve, obiettivo del viaggio raggiunto! A zonzo e un po’ stanchini ci fermiamo per un aperitivo in attesa della cena all’osteria Paglianico che ci ha ispirato: il Sig. Nicola mette alla porta, neanche tanto gentilmente, due signore che volevano solo due insalate e invece “obbliga” noi a mangiare antipasto, riso cozze e patate cotti al forno (ottimi), involtini e piedino (cioè salsiccia), verdura e per finire lo “sporcamuso”, un dolcetto caldo di sfoglia e crema. Satolli camminiamo ancora un po’, poi crolliamo a nanna. Cosa ci portiamo via da Bari? Gente chiassosa, centro storico ancora abitato dal popolo, altarini in ogni angolo delle strade, pullulare di attività che altrove sono sparite.

Venerdì

Verso le Grotte di Castellana. Alle 10 ci avventuriamo per 1h ½ fino a 72 m. di profondità. Le grotte scoperte nel 1938 dallo speleologo Franco Anelli sono un susseguirsi di caverne, corridoi, passaggi dove scendono e salgono stalattiti e stalagmiti, cortine, colonne… uno spettacolo veramente mozzafiato. Facciamo 3 km A/R, l’aria è rarefatta e c’è tantissima umidità, ma l’arrivo alla Grotta Bianca è impagabile: è uno scrigno di alabastro, è stupenda. A una colonna manca 1 cm. (100 anni!) per arrivare al soffitto: ci diamo appuntamento per allora! Qui il tempo assume un altro significato, noi con le nostre brevi vite siamo ben poca cosa… Ovvio che comperiamo la calamita ricordo! Sotto un cielo grigio attraversiamo un tratto di Murgie tra mandorli e ulivi e sotto un acquazzone arriviamo ad Alberobello! Ricordi di 25 anni fa… Per fortuna smette di piovere, giriamo tra i trulli e nient’altro! Non c’è gente, pochissimi i negozi aperti…insomma d’inverno è vero che non c’è casino ma è tutto più triste. Non ricordavo che i trulli risalgono al 1600 e sono costruzioni a secco ideate per essere facilmente demolite in modo da non pagare la gabella in caso di ispezioni. C’è sempre da sempre un motivo economico per tutto! Valle d’Itria sotto l’acqua e arriviamo ad Ostuni, bella la veduta dell’agglomerato tutto bianco, ma il tempo è brutto e ci avviamo a Lecce. Troviamo, grazie al navigatore, Palazzo Barberini, il nostro B&B: che figata! Restiamo allibiti, in un bellissimo palazzo in pieno centro una suite splendida! Salotto, camera con lenzuola di lino, stanza con doccia enorme, bagno con vasca idromassaggio, terrazzino prospicente giardino con addirittura una giacaranda vecchissima, cose da non credere! Ho fotografato tutto per ricordare e dimostrare che non raccontiamo storie! Tutto bello e ricercato, i mobili antichi, i quadri, gli accessori, le lampade, i tappeti, davvero una location inaspettata per…70€ a notte! Decidiamo di fermarci qui anche domani! Anche Lecce è bellissima, ricca, imponente, tutta chiara, mi mette quasi un po’ di soggezione! Facciamo un lungo giro nel buio della sera, la piazza del Duomo è bella come la ricordavo, forse sotto il sole era più bianca. Lecce è piena di chiese, 99, soprattutto barocche: S. Irene, S. Croce, S. Matteo, S.S. Rosario, S. Teresa e piena di atelier di pittori, di laboratori che producono statuine di carta pesta, di balconi con bellissimi supporti e spalliere in ferro battuto, insomma tutto parla di ricchezza e cultura. Arriviamo in P.za S. Oronzo,con i resti dell’anfiteatro romano e il Sedile di S. Marco, e al Castello. Poi dopo una doccia io e un pisolino l’ing., decisamente affamati andiamo all’Osteria Angiulino indicatoci dal Signorino greco parente della proprietaria di Palazzo Barberini e letteralmente ci abbuffiamo con pasta e ceci, orecchiette al sugo e ricotta forte, melanzane ripiene, polpettine di cavallo e di patate, verdure cotte e, dulcis in fundo, come potevo privarmi del dolce alla ricotta e pistacchi?!



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