Giordania on the road 5

Tour fai da te di una settimana alla scoperta delle meraviglie di questo piccolo paese arabo
Scritto da: gianlucadeleo
giordania on the road 5
Partenza il: 09/03/2019
Ritorno il: 16/03/2019
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

Per il ricorrente viaggio periodico con l’ormai consolidato gruppetto di amici-colleghi viaggiatori, quest’anno ci siamo concentrati sul mondo arabo, sconosciuto e affascinante allo stesso tempo, ancor più per il modo sospettoso con cui, a mio avviso ingiustificatamente, si guarda da occidente a questa consistente parte di mondo. La scelta si è subito ristretta a tre mete di grande fascino: Oman, Giordania e Iran.

Alla fine la scelta è ricaduta sul piccolo regno di Giordania per i tanti aspetti positivi a suo favore. Paese estremamente sicuro, piccolo e facile da poter essere girato, quasi completamente, in una settimana ed estremamente economico da poter contenere il budget di spesa attorno ai 1000 euro anche grazie al nuovo volo Ryanair che collega Roma ad Aqaba, che ha portato frotte di turisti italiani a visitare questo paese.

Inoltre la visita permette di spuntare una di quelle mete che ogni viaggiatore che si rispetti dovrebbe affrontare almeno una volta nella vita: la meravigliosa Petra.

Prima di partire abbiamo fatto dall’Italia il Jordan Pass (costa poco più di 100€ a persona) che permette di visitare gran parte delle attrazioni del paese e comprende anche il visto d’ingresso.

9/3

Ci ritroviamo a Ciampino dove ci aspetta il volo che in poco più di tre ore ci porterà ad Aqaba, località turistica adagiata sul Mar Rosso. Ritiriamo il nostro suvvettone da Dollar e facciamo subito check-in nello spartanissimo Hotel Amer 1, consigliato solo in caso di permanenza di poche ore e il cui livello di pulizia è esattamente proporzionale al prezzo pagato (vale a dire 13€ a persona, quindi fate un po’ voi). Ci lanciamo subito alla scoperta delle botteghe e i ristorantini presenti a Raghadan Street. Ceneremo ad un costo irrisorio da Hashem Son’s, proprio sotto l’hotel, assaggiando un divino hummus e dei fantastici falafel. Dopo una scorribanda post cena in una pasticceria della zona andiamo a nanna presto visto che l’indomani ci aspetta una giornata molto impegnativa.

10/3

Già verso le 4 e 30 ci sveglia il canto del muezzin della limitrofa moschea; ci rigiriamo ancora un po’ nelle coperte ma alle 6 come da programma siamo pronti ad affrontare i 130 km che ci separano da Petra. Il tragitto in una prima fase è molto facile, poi, da quando si prende la Strada dei re, diventa leggermente più impegnativo ed occorre guidare con una certa cautela. Arriviamo nel parcheggio del sito verso le 8 e 30 e lì si avvicina un beduino che ci propone un’alternativa per visitare il sito di cui avevamo letto un gran bene su internet e che io mi sento di consigliare a tutti (o quasi) perché permette di risparmiare molto tempo e tante preziose energie.

Il percorso canonico, infatti, prevede l’ingresso dal Visitor Center, una lunga camminata che attraversa il Sik verso il punto più famoso del sito archeologico (il Tesoro), e poi il lunghissimo percorso verso il Monastero con la devastante e leggendaria erta finale di 800 gradini, che i più allenati percorrono in circa 40 minuti mentre i meno allenati possono percorrere a dorso di uno dei tanti muli messi a disposizione (a pagamento) dalla miriade di beduini presenti nel sito. Il giro poi prevede il lungo ritorno dal Monastero al Tesoro (stesso percorso fatto all’andata) e per i più preparati fisicamente una scalata di circa 30 minuti verso un punto panoramico che permette di fare delle foto entusiasmanti sul Tesoro visto dall’alto.

L’alternativa che invece noi abbiamo abbracciato con entusiasmo (20 Jod a persona trattabili), è quella di farsi portare in 4×4 per un sentiero molto dissestato e accidentato ad un ingresso secondario che permette di arrivare direttamente al Monastero dopo un percorso di circa 40 minuti. Questo approccio alternativo concede tre grossi vantaggi; il primo è quello di affrontare i famosi 800 gradini in discesa; il secondo di fare il lungo percorso Monastero-Visitor Center una sola volta; il terzo di conservare preziose energie per poter affrontare la scalata verso il punto panoramico sul Monastero che, comunque, è molto impegnativa fisicamente sia in salita che in discesa. Detto questo occorre fare due avvertenze per il percorso alternativo: uno, non pensiate di poter arrivare da soli all’ingresso secondario per risparmiare perché otterreste soltanto di non trovare mai l’ingresso e contemporaneamente di sfondare la vostra auto a noleggio; due, il percorso da questo ingresso è facile ma, comunque, prevede delle piccole asperità che non possono essere affrontate da bambini o da persone di una certa età.

Tornando al nostro giro, dopo aver fotografato il Monastero, dove si ha la possibilità di fare anche una piccola pausa in un punto ristoro, proseguiamo in discesa sugli scalini, incrociando una miriade di botteghe beduine che offrono souvenir di ogni tipo ed un esercito di muli che portano i turisti più pigri, o meno preparati, in alto. Vistiamo tranquillamente i vari punti di attrazione all’interno del sito archeologico tra cui le Tombe dei re, l’anfiteatro e il tempio romano poi decidiamo di affrontare l’ostica scalata verso il punto panoramico sul Tesoro. Lì si paga una consumazione obbligatoria di 2 Jod ad una beduino piazzato in una tenda per prendere una bibita fresca e per scattare la foto must sul Tesoro visto dall’alto con le gambe (apparentemente) penzoloni nel vuoto. Dopo aver fatto il percorso all’inverso, molto impegnativo anche in discesa, si cammina verso il Tesoro per ammirarlo dal basso tra i beduini che provano a venderti qualsiasi cosa. Infine, non meno affascinante (e a conclusione del giro abbastanza faticosa) la camminata di circa 30-35 minuti nello spettacolare canyon (Sik) che dal Tesoro riporta al Visitor Center. Verso le 15:30 andiamo finalmente a mangiare una deliziosa Manshaf (superbo piatto locale a base di riso e agnello) al consigliatissimo Zawaya Restaurant nel cuore di Wadi Musa, che è il piccolo centro turistico che si è sviluppato attorno al sito archeologico. A due passi dal ristorante c’è il nostro hotel, lo Sharah Mountains, buon 3 stelle con colazione inclusa il cui unico difetto è che ha un Wifi decente solo nella hall. Ci docciamo, riposiamo un po’ e poi sul tardi andiamo a fare un piccolo giro della città che in termini di divertimenti notturni ha ben poco da offrire se non ristoranti dall’ottimo rapporto qualità prezzo.

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