Giordania in tour

Tour in auto e totale libertà
Scritto da: jofabio
giordania in tour
Partenza il: 30/09/2017
Ritorno il: 09/10/2017
Viaggiatori: 3
Spesa: 1000 €
Avevamo sempre sognato Petra e il Wadi Rum. Nel pensare alle vacanze cercavamo un viaggio che si potesse completare in una decina di giorni e che non ci ponesse di fronte un notevole fuso orario, questo per consentire a nostra figlia universitaria di unirsi a noi.

GIORDANIA!

Il volo lo prenotiamo con Turkish Airlines con scalo a Istanbul con partenza la sera e arrivo al mattino successivo (sia all’andata che al ritorno). Provvediamo, da casa e online, ad acquistare il Jordan Pass. Oltre ad avere sconti sul prezzo del biglietto in numerose attrazioni del paese comprende il visto d’ingresso e il ticket per Petra. Si dimostrerà validissimo, ci porterà un notevole risparmio economico e di tempo sia all’arrivo in Giordania che all’ingresso dell’area archeologica.

Partiamo la sera del 30 Settembre. Il tempo durante lo scalo all’aeroporto di Istanbul scorre veloce e in un attimo siamo di nuovo a bordo direzione Amman.

Atterriamo all’alba, avendo il Jordan Pass passiamo veloci i controlli doganali, ritiriamo l’auto noleggiata da Sixt (auto nuova, rapidissime operazioni di consegna) e ci avviamo direzione Mar Morto.

Ben presto ci accorgiamo che le uniche indicazioni chiare sono per Amman o Aqaba (sostanzialmente sarà più o meno così tutto il viaggio), noi usiamo una delle tantissime app di navigazione che consentono di scaricare sullo smartphone la mappa del paese e di utilizzarla poi offline (noi nello specifico utilizziamo l’app HERE WeGo) per cui non riscontriamo problemi nell’orientarci. In tutta l’area nelle vicinanze del Mar Morto ogni 20/30 Km incontreremo posti di blocco militari, però, tranne una volta, con noi si son sempre limitati a un rapido controllo visivo: i 3 occidentali con auto a noleggio non sono il loro target.

Sul Mar Morto ci concediamo uno splendido albergo (Holiday INN Dead Sea) nell’area a nord del mare dove vi è la maggior concentrazione di alberghi internazionali. Non mi soffermo su quanto fosse bello, stanza direttamente sul blocco piscine, accesso diretto e privato al mare, cena e colazione di alto livello (classici buffet da catena internazionale). La giornata scorre tra sonnellini post volo, fanghi, buffi tentativi di nuotate in mare, 4 bracciate in piscina, coloratissimo aperitivo in acqua al pool bar.

La mattina successiva mega colazione e partenza direzione Wadi Mujb. Per chi non lo sapesse, trattasi di un canyon in cui scorre un fiume. Si risale controcorrente il fiume per circa 2 h camminando in acqua, nuotando nei punti in cui vi sono pozze, arrampicandosi sulle cascatelle. Si arriva a una cascata spettacolare, un sentiero conduce proprio dietro ad essa per fare la più bella e indimenticabile doccia della nostra vita. Il ritorno è altrettanto favoloso: farsi trascinare dalla corrente, scivolare lungo le cascate, saltare nel laghetto sottostante. Giuro è stata una delle giornate più divertenti che io ricordi.

La sera arriviamo a Dana e alloggiamo al “Dana Tower Hotel”. Dana è un villaggio tradizionale giordano abbandonato ma che, negli ultimi anni è stato riscoperto e si sta provvedendo a restaurare. È la base per visitare la biosfera di Dana, parco naturalistico in cui vi è la possibilità di effettuare del trekking in un’area desertica, con guida o in autonomia. L’alloggio è una guesthouse pulita, economica, gestita da una famiglia simpatica, efficiente e attenta. Abbiamo speso poco, mangiato benissimo (da ora in poi solo cibo giordano), siamo stati trattati come ospiti. Decisamente soddisfatti.

La mattina seguente abbiamo intrapreso una camminata di alcune ore nell’area protetta. Devo confessare che i percorsi non sono ben segnati, eravamo gli unici 3 escursionisti e quindi, pur godendoci un favoloso spettacolo naturale non abbiamo provato la stessa ebbrezza del giorno prima. Nel primo pomeriggio, dopo un thè caldo coi custodi del parco risaliamo in macchina direzione Petra dove arriviamo dopo circa 2h. Prendiamo possesso della camera al “Petra Palace Hotel” a circa 200 mt dall’ingresso dell’area archeologica e subito dopo entriamo a Petra per goderci il “tesoro” al tramonto. Non mi soffermo sul fascino indescrivibile del Siq e delle palpitazioni quando, d’improvviso, appare davanti agli occhi il più conosciuto monumento della Giordania. Queste sensazioni le lascio al lettore quando vi si troverà davanti…

Il pomeriggio lo dedichiamo quasi esclusivamente al “tesoro” e a poco altro, rimandando il grosso all’indomani. È inutile sottolineare che si viene costantemente avvicinati da cammellieri, venditori, fantomatiche guide. Questo è il pegno da pagare. Non abbiamo trovato, fortunatamente, invadenza. Un semplice “no grazie” ci ha sempre liberati immediatamente dal procacciatore. Nessuna insistenza non gradita.

Torniamo in Hotel che è quasi l’imbrunire, bagno in piscina e ci prepariamo per la cena. Lasciamo l’auto ed in taxi ci rechiamo a Wadi Musa (il centro) che dista circa 3 km dalla nostra base. Ci rechiamo al ristorante “Al-Arabi” consigliato dalla guida Lonely Planet e ci concediamo un’indimenticabile esperienza culinaria giordana.

La giornata seguente è interamente dedicata al sito archeologico. Ripercorriamo il Siq, rifacciamo le canoniche foto al “tesoro” (cambia colore in base alla luce) e poi ci avviamo a percorrere l’equivalente di una mezza maratona, per la gioia di mia moglie appassionata runner. Saliamo verso l’altare del sacrificio lungo scalini scavati nella roccia. Dominiamo l’area dal cielo. Godiamo di una vista spettacolare, gustiamo l’immancabile thè in una tenda beduina. Ridiscendiamo dall’altra parte verso la tomba del soldato sempre su gradini scavati nella montagna. Entriamo ed usciamo da templi, tombe, nella quiete e nel silenzio. Respiriamo la storia, la mente vaga, la fantasia la fa da padrona. Immaginiamo processioni di Nabatei, li immaginiamo operosi a scavare i solchi per l’acqua, immaginiamo di parlare con loro. Sosta per un rapido pranzo e risalita verso il “monastero”. Centinaia di gradini per arrivare in quello che per me è il tempio più bello. Poco più sopra lo sguardo spazia verso il deserto. Meraviglia.

Dopo cena solo mia figlia si reca a “Petra by night”, suoni e luci lungo il Siq ed al “tesoro”. Il suo racconto ci farà pentire della nostra pigrizia.

Mattina. Colazione abbondante al buffet dell’hotel e via. Per le 9:00 abbiamo appuntamento al visitor center del Wadi Rum con il titolare di Wadi Rum Bedouin camp (http://www.wadirumbedouincamp.com). (il turista “normale” non può pensare di addentrarsi nel deserto senza una guida). Pensate a ciò che per voi è il bello, il sogno. Ecco, di più. Saliamo sul pickup e ci concediamo una fantastica giornata nel deserto, in un contesto spettacolare. La sabbia rossa, gli spazi infiniti, le dune, gli archi di roccia, le pareti verticali. La guida è attenta, simpatica, efficiente. Ci conduce in lungo e in largo, ci cucina un sorprendente pranzo all’ombra di una roccia.

Dopo un’intera giornata persi nel deserto arriviamo al campo tendato. Ci godiamo il più spettacoloso tramonto della nostra vita, una cena beduina cotta sotto terra, un cielo stellato che da solo vale il viaggio, la nostra pulitissima tenda… Alba… Il sorgere del sole ammirato da un’altura. Brividi. Poi il ritorno, mia moglie in pickup, io e mia figlia in cammello, kefiah in testa assaporiamo il lento incedere nella sabbia.

Oggi ci attende l’unica tappa “di trasferimento”. A sera arriviamo a Madaba (“Saint John hotel” un 3 stelle perfetto a pochi passi dal centro), enclave cristiana a pochi km dal monte Nebo, ove Mosè avvistò la terra promessa, meta del giorno successivo prima del ritorno ad Amman. Riconsegniamo l’auto in aeroporto, (non voglio guidare in città) e in taxi raggiungiamo il centro. Soggiorniamo all’Amman Pasha Hotel, poco più che un ostello, ricco di vita, pulitissimo, proprio di fronte l’anfiteatro romano. Scelta azzeccata. La posizione, la struttura e il fatto che per un insignificante supplemento ci consentiranno di utilizzare la stanza fino a sera rendono perfetto il soggiorno. In un giorno e mezzo riusciamo a visitare tutto ciò che c’interessa: l’anfiteatro, il centro, la cittadella, la città nuova, la moschea blu di Re Abdullah, unica moschea giordana visitabile anche per i non mussulmani. Per le 2 cene ci affidiamo, come sempre, ai consigli della guida. La prima vegetariana (da “Hashem restaurant”) seduti in un vicoletto, la seconda gustiamo un mansaf spettacolare da “al Quds” entrambi in centro a poca distanza dal nostro Hotel. Non posso dimenticare però i continui pit stop alla pasticceria “Habibah” per mettere a dura prova il metabolismo con lo straordinario “knafeh” di questa pasticceria, che rimarrà uno dei più dolci ricordi di questa vacanza.

Dopo cena, l’hotel (al medesimo costo del taxi) ci carica su una Mercedes da diplomatici e ci riconduce all’aeroporto. L’attesa è dolce se serve a pensare alla prossima meta.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi anche