Giordania in tour 2

Giordania con viaggi del turchese in chiaroscuro
Scritto da: gianni-gravante
giordania in tour 2
Partenza il: 04/05/2010
Ritorno il: 18/05/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Partenza di buon mattino dagli alberghi con valigia al seguito, poiché la destinazione finale di oggi sarà Aqaba. Prima tappa il monte Nebo, che fu l’ ultima meta dell’ errare di Mosè, il quale prima di morirvi vide dalla sua cima la terra promessa. Arriviamo abbastanza presto e la giornata è sufficientemente tersa da permetterci di intravvedere Gerusalemme con l’ ausilio dei nostri teleobiettivi. Molto rispetto, qui, per gli Italiani, quelli moderni, che hanno vissuto -e vivono- con le vesti di vari ordini monastici decenni di dedizione alla cura ed al culto di questo luogo e delle genti che la popolano. Poco distante si visita una fabbrica/scuola di mosaici, anche questa ideata e sostenuta da nostri connazionali. Ancora oggi gli studenti-artigiani che la frequentano si perfezionano durante il loro ultimo anno del corso di studi in Italia, a Ravenna. Poiché la cultura sazia la mente, ma poco lo stomaco, attigua alla scuola il solito negozio di prodotti in vendita; questa volta acquistiamo con piacere alcuni dei loro manufatti. Visita alla chiesa di San Giorgio, che ospita un pregevole mosaico della Palestina, e via a pranzo. Pomeriggio dedicato alla visita della città fortificata di Karak, su cui incombe una davvero imponente fortezza di epoca crociata, ancora in discreto stato di conservazione. Proseguiamo per Aqaba lungo la strada dei Re, per ritrovarci dopo poco su degli strapiombi mozzafiato sulla valle del Giordano, che presenta in questa zona ampie zone coltivate, con suggestivi contrasti cromatici. Molte curve dopo, l’arrivo ad Aqaba dove, tanto per cambiare, veniamo smistati in due alberghi diversi, il Day’s Inn ed il Gulf, entrambi in centro. Sabato 08 Maggio 2010

Partenza alle 07,30 destinazione Petra, dove giungiamo un paio di ore dopo. Ciascuno di noi sa che questa meta è motivo importante, forse fondamentale della visita in questo Paese. Si giunge al parcheggio, dove si trovano molti beduini che si offrono per accompagnarti all’ imbocco del Siq. Il Siq è la prima delle tante meraviglia che ci riempiranno, oggi, occhi ed anima. Lo si raggiunge dopo un tratto in leggera pendenza dopo le biglietterie. La strada è opportunamente divisa in due “corsie”, una per chi va a piedi, l’ altra per chi preferisce cavallo o calesse, offerti a 5-6 euro circa. Si imbocca quindi il Siq, una gola tra pareti di roccia arenaria modellata da un lavoro millenario dagli agenti atmosferici che hanno conferito forme e colori straordinari. Sono 900 metri da percorrere, secondo noi, rigorosamente a piedi e da gustare uno ad uno, scoprendo particolari che sfuggirebbero in calessino. Siamo quasi alla fine, e mentre le comitive di turisti si fermano per ricompattarsi, noi alziamo il passo per poter precedere la folla. Si perché alla fine del Siq ti si presenta davanti uno dei monumenti più fotografati e pubblicati al mondo, e tuttavia di un fascino ed una suggestione da toglierti il fiato. El-Khazneh, è un imponente tempio ricavato, come tutta l’ architettura Nabatea di Petra, interamente dalla lavorazione per “sottrazione” della roccia arenaria. Si rimane stupiti per la cura e la precisione del taglio, la cura dei particolari che ancora si notano selle statue, sui capitelli, sulle colonne e l’ urna che la sovrasta, che si pensava dovesse contenere un tesoro, da cui l’ altro nome con cui è conosciuto il monumento. Capiamo che le immagini di questa città rimarranno per sempre impresse nella nostra mente. Non si possono descrivere tutti i monumenti presenti in questo Sito unico al mondo. L’ unica cosa che qui ci limiteremo a segnalare è che tutta l’ architettura di questo stupefacente popolo che furono i Nabatei è ottenuta scavando la roccia; gli unici edifici presenti a Petra costruiti con tecniche classiche sono quelli eretti sotto i Romani, come il teatro, le terme, il foro, la strada colonnata. Petra si visita entrando ed uscendo da un’ unica parte, ed in fondo alla valle si possono affrontare i 900 scalini che conducono al Luogo Alto, o del sacrificio: percorreteli con calma, con lo stesso spirito con cui avete visitato finora tutti i monumenti di Petra, anche questa salita va gustata lentamente, fermandosi quando occorre. Non servitevi, per favore, di quei poveri asinelli costretti a trasportare in cima ansimanti pseudoturisti che contendono seriamente il titolo di ciucci alle povere bestie sottostanti. Scarpe comode e robuste tipo trekking, crema da sole molta acqua al seguito sono i consigli indispensabili che dobbiamo qui fornire. Per il pasto, ai piedi della scalinata dai 900 gradini vi sono vari ristoranti. Il Turchese ci ha portati in quello di sinistra guardando la salita (non ne ricordo il nome), se potete evitatelo. Domenica 09 Maggio 2010

Sveglia ad ore 06,30. Si parte presto. Oggi i kilometri sono tanti e molti dei nostri compagni di viaggio realizzano ciò che, dobbiamo immodestamente dire, ci era parso chiaro fin dal primo giorno: invertire il senso del tour avrebbe comportato disagi ed aumenti di ore di bus -non previste sul catalogo- per tutta la durata dello stesso. E’ una politica adottata da molti operatori turistici, quella di far pagare il conto di queste modifiche ai clienti, ma dobbiamo segnalare che il Turchese si distingue in questa pratica. Dunque si va, e dopo circa 3 ore abbondanti di bus giungiamo all’ altezza del Mar Morto, che grazie alle sue acque ricchissime di solfati contribuisce all’ economia del Paese. Si vedono, infatti, nella zona meridionale del grande lago salato alcune grandi strutture per lo sfruttamento di questa risorsa naturale, e su tutta la strada che corre lungo il confine con Israele è un tutto traffico di autocarri da e per il porto di Aqaba. Giunti nella zona balneare, molti dei nostri si dedicano a qualche ora di relax, mentre noi continuiamo alla volta di Batania sul Giordano. E’ questo il posto in cui, secondo quanto tramandato e reso poi in qualche modo “ufficiale” dalla visita sul luogo di Giovanni Paolo II, Gesù fu battezzato da Giovanni Battista nelle acque del Giordano. Il sito non offre molto sotto il profilo monumentale e naturalistico, se non la presenza di qualche luogo di culto presidiato da religiosi di vari ordini, mentre risulta coinvolgente emotivamente poiché uno può credere o meno, ma alcune cose fanno parte della nostra cultura, oltre che della nostra religione. Il Giordano è un piccolo fiume, con una portata d’ acqua, in questa zona, decisamente modesta, ma qui ha un valore geopolitico notevole, marcando il confine tra Israele e Giordania, e quindi tra due mondi. Quello che stupisce è l’ assenza lungo tutto il confine tra i due Paesi, di soldati Israeliani, mentre esiste una discreta presenza di quelli Giordani. Ciò è frutto dell’ ottima politica del Re Hussein di Giordania, continuata ora dal suo figlio, e degli accordi di pace seriamente rispettati da anni dai due governi. Emozionante la presenza, davvero pochi metri l’una dall’altra, della bandiera Giordana e di quella con la stella di Davide sulle due sponde del fiume, dove lavorano, ignorandosi cordialmente, operai dei due Paesi. Raggiungiamo le spiagge sul mar Morto per un rilassante bagno nelle sue acque, che si rivela anche un’ esperienza unica, perché te lo dicono e te lo ripetono che puoi sdraiarti a leggere il giornale senza muoverti che tanto non affondi, ma bisogna proprio provare, ed è una sensazione davvero strana; l’ acqua sembra essere addirittura oleosa talmente è densa, si fa una gran fatica a tentare un approccio con il nuoto, e si resta su. I 400 metri circa di depressione sul livello del mare garantiscono, grazie ai filtri naturali dell’ atmosfera, una adeguata protezione dai raggi del sole senza altri accorgimenti. Alla fine, prima del rientro ad Aqaba, qualche acquisto di prodotti per la pelle che si rivelano di buone qualità presso il vicino store. Lunedì 10 Maggio 2010



    Commenti

    Lascia un commento

    Amman: leggi gli altri diari di viaggio