Giappone tra modernità e tradizione

Michele [37 anni] e Caterina [35 anni] Anch’ io, come forse altri, ho utilizzato molto i racconti di Turisti per Caso per organizzare la nostra vacanza in Giappone. Ne è uscito un viaggio molto interessante della durata di 3 settimane grazie anche alla fortuna di dover pagare un solo biglietto aereo [1.200€] e di essere ospitati da una nostra...
Scritto da: mike-best
giappone tra modernità e tradizione
Partenza il: 02/08/2007
Ritorno il: 23/08/2007
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 3500 €

Michele [37 anni] e Caterina [35 anni] Anch’ io, come forse altri, ho utilizzato molto i racconti di Turisti per Caso per organizzare la nostra vacanza in Giappone. Ne è uscito un viaggio molto interessante della durata di 3 settimane grazie anche alla fortuna di dover pagare un solo biglietto aereo [1.200€] e di essere ospitati da una nostra amica durante tutti i nostri giorni [8 in totale] a Tokyo. Il costo, comprensivo di tutto, è stato di circa 3.000€ a testa, ma si può tranquillamente fare con meno, visto che mangiare non è per niente costoso e che ci sono strutture dove alloggiare molto pulite e dignitose a prezzi abbordabili.

02/08 Malpensa Partenza da Malpensa con volo diretto Alitalia alle ore 15:00. La prima cosa che mi stupisce è che ci sono pochi occidentali sull’aereo. La maggior parte sono giapponesi.

03/08 Tokyo Dopo un volo di 11 ore, lungo una rotta così a Nord che non è mai tramontato il sole, atterriamo a Tokyo Narita alle 10:00 sotto un diluvio.

Svolte tutte le formalità dell’ufficio immigrazione e dogana, siamo pronti ad entrare in…Giappone.

Ci dirigiamo subito presso gli uffici della Japan Railways Group [JR] per prendere il nostro Japan Rail Pass che sarà il nostro “compagno di viaggio” per le prossime 3 settimane. Il JRP è infatti essenziale se viaggiate per conto vostro in un paese come il Giappone dove le ferrovie sono molto efficienti, precise, ma molto costose. Il JRP consente di viaggiare gratuitamente su tutte le linee della JR, dagli shinkansen [i treni superveloci] alla famosa Yamanote Line di Tokyo. Il JRP si deve acquistare necessariamente in Italia, presso il Japan Travel Bureau, e poi cambiato appena sbarcati. Il costo per 21gg è stato di 365€/cad.

Per raggiungere Tokyo città, la signorina della JR che ci ha dato il JRP ci ha consigliato di prendere il Narita Express. E già in quest’occasione cominciamo a scoprire la cultura di questo popolo: con molteplici scuse e con espressione veramente dispiaciuta la signorina ci comunica che il Narita Express è in ritardo. Dopo tante ore di viaggio l’idea di aspettare non ci entusiasma e quindi con “ansia” chiediamo a quanto corrisponde il ritardo. 2 MINUTI!!! Ebbene sì, solo 2 minuti. In quel momento abbiamo scoperto che la puntualità dei treni, spaccata al secondo, non solo è una vera ossessione per il giapponese, è anche la…Normalità.

Insomma per farla breve prendiamo il Narita Ex. Per Shinagawa, una delle stazioni di quell’enorme agglomerato urbano che è Tokyo, da dove prendiamo poi la Yamanote Line per Shibuya. Grazie al nostro JRP per entrambe le tratte non dobbiamo pagare neanche uno Yen.

Il nostro battesimo della Yamanote, una sorta di metropolitana all’aperto, è stato proprio come me lo immaginavo: un’ondata di persone che cerca di entrare spingendo anche con fermezza. Spingere è normale pertanto non bisogna reagire stizziti, [è segno di maleducazione], ma lasciarsi solo…Trascinare spingendo a nostra volta. Sapere quando fermarsi e scendere è facilissimo perché un monitor a cristalli liquidi visualizza continuamente sia in caratteri giapponesi sia in caratteri Romanji i nomi delle stazioni successive. A questo si aggiunge anche una voce che indica la stazione e anche il lato del treno [destro o sinistro] da cui si potrà scendere. Insomma fin dall’inizio ci rendiamo conto che tutto è studiato per rendere facile e veloce gli spostamenti alle migliaia di persone [non ci credevo, ma l’ho visto con i miei occhi!!…Sono veramente tanti!!] che ogni giorno prendono le linee ferroviarie e metro di Tokyo. Alla fine da Shibuya abbiamo preso un taxi fino a casa della nostra amica che ci avrebbe ospitato durante i nostri giorni a Tokyo. Il costo del taxi è stato di 1.000Yen, neanche tanto. Non vi affannate ad aprire o a chiudere la porta del taxi: ci penserà il tassista con un…Pulsante.

Il tempo di una doccia e senza lasciarci intimorire dalla stanchezza del viaggio nel pomeriggio partiamo alla scoperta di Tokyo iniziando dai quartieri di Sud-Ovest: Shibuya, con l’incrocio attraversato ogni giorno da migliaia di persone, Harajuku da cui parte la famosa Takeshita-dori, la via delle cosu-play-zoku, Omotesando, il viale della moda [Prada, Gucci, Armani…Ci sono proprio tutti] e il nostro primo santuario shintoista, il Meiji-jingu, all’interno di un grande e bel parco.

Cena a base di sushi a Shibuya a neanche 5.000 Yen. Fantastica! Suggerimento: Tokyo è enorme pertanto per visitarla dividetela per zone e quartieri.

04/08 Tokyo Per la nostra prima intera giornata a Tokyo decidiamo di cominciare dal Centro, con il Palazzo Imperiale. Inaccessibile, ma riusciamo a fare le classiche foto dal ponte Nijubashi. Quindi proseguiamo verso i giardini di Higashi Gyoen e di Kitanomaru-Koen, per arrivare allo Yasukuni-jinja uno dei santuari più controversi del Giappone. Entriamo poi nell’affascinate Yushukan un museo militare dove si trovano esposti uno Zero, il famigerato aereo giapponese, e i siluri guidati da soldati, che erano così condannati a morte certa. Il museo è un po’ forte, ma rappresenta anch’esso uno spaccato del mondo giapponese. Ci tuffiamo quindi nello scintillio di Ginza, e ci dirigiamo subito al palazzo della Sony, ansiosi di scoprire…Il futuro! In realtà non c’è niente di sensazionale e ce ne andiamo un po’ delusi.

Rientriamo a casa e ci prepariamo per una serata a Rappongi. Dopo una cena a base di sushi e di black-cod, saliamo al 53° piano della Mori Tower, dove in un atmosfera particolare data dai tanti acquari esposti, ci facciamo un drink ammirando il panorama di Tokyo by night.

05/08 Tokyo-Kanazawa Partenza alle 08:36 per Kanazawa con lo shinkansen Ikari con cambio a Nagoya. Arrivo alle 12:50. Andiamo a depositare i bagagli in albergo, l’APA Hotel Kanazawa, stanza piccola, ma pulitissima e confortevole, il tutto a 13.000 Yen.

Ci dirigiamo subito verso Nagamachi, l’antico quartiere di dimore di samurai, molto suggestivo, e poi verso Higashi Chaya dove si trovano ancora le case delle geishe. Ne visitiamo una, l’Ochaya Shima dove prendiamo anche il tè verde.

Cena in un ristorante di Nagamachi, così tipico e poco abituato ai turisti stranieri, che il proprietario, quasi intimidito, ci dice le uniche parole che conosce in inglese: only Japanese Food! Chiaramente noi accettiamo e seduti al bancone ci lasciamo guidare dai suoi consigli. Con 7.000 Yen usciamo più che soddisfatti. Il proprietario è contentissimo e ci ringrazia continuamente! In albergo sperimentiamo una dei riti più tradizionalmente giapponesi. All’ultimo piano infatti, separati per uomini e donne, ci sono i bagni. Cerco di copiare quello che fanno gli altri ospiti, tutti giapponesi: seduto su uno gabellino davanti ad uno specchio mi lavo e mi striglio più volte. Solo quando sono perfettamente pulito e senza alcuna traccia di sapone mi posso immergere nelle vasche di acqua caldissima e finalmente rilassarmi.



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