Giappone per tutti 2

Una settimana piena di cose da vedere in un affascinante contrasto di tradizione e moderno che ti resta dentro
Scritto da: luca-reali
giappone per tutti 2
Partenza il: 23/02/2016
Ritorno il: 02/03/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Ciao a tutti, io e la mia compagna Elena siamo stati una settimana in questo affascinante Paese e ci siamo trovati bene come in quasi nessun altra parte del mondo, rapiti dalla civilta’ di un popolo, organizzazione, pulizia e sicurezza che danno a un viaggio quel quid in più che ti permette di assaporare meglio le bellezze che ogni nazione puo’ offrire a un visitatore, ma che spesso non si trovano tutte insieme come in Giappone

Prima di partire abbiamo acquistato il japan rail pass valido per una settimana (costo 220 euro) indispensabile non solo per i treni ma come ottima alternativa alla metro per girare Tokyo con la yamanote line. Abbiamo poi cambiato un discreto quantitativo di yen (il cambio e’ pressoche uguale in Italia che in Giappone) in quanto, puo’ sembrare strano in un paese cosi avanzato, ma l’uso delle carte di credito non e’ cosi diffuso specie fuori dalle grandi citta e anche a Tokyo e Kyoto molti esercizi commerciali espongono il cartello cash only Fatte queste doverose operazioni di “pre-imbarco” ora finalmente si parte con il nostro diario!!

Giorno 1

Dopo 12 ore di comodo volo con Alitalia da Roma siamo giunti alle 11 di mattina a Narita, passata l’immigrazione e ritirati i bagagli (il tutto in 20 minuti) la prima cosa da fare e’ stata attivare il Japan Rail Pass presso gli uffici della JR (la nostra trenitalia ma il paragone finisce qui..) che sono adiacenti a dove poi si prendono i treni per raggiungere Tokyo

Noi abbiamo usato il Narita Express in quanto dovevamo recarci nella zona centro sud della capitale per prendere il treno per Kyoto (cosi come lo consiglio per chi ha gli alberhi nella zona di Shibuya Shinjuku Harajuku) ma c’e anche il Keisai Skyliner comodo invece per raggiungere la zona nord (Ueno Asakusa Ikebukuro) Entrambi i treni impiegano 40 minuti circa il primo e’ compreso nel JRpass il secondo costa un 20 euro a persona circa

Arrivati alla stazione centrale di Tokyo (che, almeno qui, con scarsa fantasia, si chiama appunto Tokyo) abbiamo preso il nostro Shinkansen che dopo quasi 3 ore di comodissimo viaggio (sedili super reclinabili, signorina col carrello delle vivande, spazio per le valigie) ci ha portati a Kyoto. Consiglio prima di partire di dare un occhiata al sito degli orari Hyperdia per trovare oltre che gli orari anche il binario (eh gia’ lo sanno con mesi d anticipo…) e quando attivate il JRpass di farvi riservare i posti del trenose gia sapete le date per i vostri viaggi a/r Tokyo-Kyoto Alla fine siamo arrivati (tra aereo e treni) dopo 16 ore a Kyoto dove ad attenderci davanti alla stazione c’era il nostro hotel Ibis Kyoto Station pulitissimo staff cordiale e strategicamente ottimo per gli spostamenti in e fuori Kyoto Il tempo di una veloce e buona cena (tonkatsu wako 11 piano centro commerciale isetan)nei tanti ristoranti che offre la stazione di Kyoto e poi a nanna Approfitto prima di spengere la luce, per parlare delle stazioni giapponesi ecco dimenticate le nostre buie e malfamate Sono dei posti vivibilissimi pieni di negozi servizi ristoranti strasicure a tutte le ore; l unico problema e’ che sono enormi e affollatissime e che se sbagli lato di uscita ti ritrovi 2 km distante dal punto opposto, consiglio quindi almeno per la stazione di Tokyo centrale di Kyoto di scaricarsi una mappa sullo smartphone

Girono 2

Dopo una colazione in albergo figlia del fuso orario (wurstel salmone alla piastra patate la forno ma volendo c’e un illy caffe nella stazione di Kyoto che fa un buonissimo cappuccino)

La prima tappa e’ stato il tempio del Fushimi Inari raggiunto con un treno locale in circa 15 minuti (anche qui e’ stato comodo il sito Hyperdia) compreso nel JRpass. E’ un sito bellissimo caratterizzato dai caratteristici torii rossi e che si inerpica per 4 km in una meravigliosa camminata nel bosco; meravigliosa ma in salita quindi a meta’ siamo tornati indietro e ci siamo fiondati sulle meno bucoliche bancarelle e negozietti di souvenir e stree food (trovato buonissimi spiedini di carne).

Tornati a Kyoto abbiamo comprato il one day city bus pass davanti la stazione centrale dove ci sono i capolinea degli autobus che ti permette di scendere e salire tutto il giorno su questi mezzi che anche se c’e un po di traffico sono il mezzo per visitare i vari templi di kyoto in quanto la metro va fuori dai giri turistici Abbiamo visitato il Kinkaku-ji (padiglione doro) e il Daitoku-ji (un complesso di templi e giardini) davvero molto belli. A Kyoto ci sono tantissimi templi e giardini che come le chiese a Roma ci vorrebbe una vita per vederli tutte ma questi e quelli che elencherò dopo a noi sono piaciuti tantissimo L entrata ai templi costa circa le nostre 4 euro ed e’ importante il discorso che facevo all’inizio dei contanti in quanto ho visto pagare tutti così.

Abbiamo finito questa bellissima giornata con una ottima cena (in particolare ravioli Gyoza) al tipico ristorante Donguri vicino alla stazione. Ecco anche qui vi tocca la divagazione “serale” In Giappone non si vive di solo sushi e tempura ovviamente queste 2 cose in loco sono molto piu buone di quelle che mangiamo in Italia ma consiglio (oltre ai ravioli di cui sopra) l okonomiyaki (una specie di frittata di verdure) gli yakitori (spiedini di pollo) e il tonkatsu (una specie di cotoletta alla milanese) E’ cucina varia senza lieviti che ti sazia senza appesantirti e sfatando un luogo comune economica!! Infatti abbiamo (con birra o sake compreso) speso sempre mediamente dai 15 ai 20 euro a persona ma mangiando a sazietà. Ormai visti i prezzi da noi, frutto delle truffe fatte all’inizio con l’euro il problema se lo devono porre gli stranieri che vengono in italia.

Giorno 3

Giornata dedicata alla visita di Nara, splendida cittadina a circa un ora di treno ovviamnete compreso nel JRpass (ma questo l avrete gia capito). A noi e’ capitata un esperienza particolare. Raggiunto il centro informazioni turistiche dove volevamo prendere una semplice piantina e affidarci alla nostra Lonely Planet, la solerte signora delle informazioni ci ha chiesto quanto tempo avevamo a disposizione e cosa vedere e ci ha organizzato una visita guidata con uno dei volontari del posto che fanno questo gratuitamente! Quindi abbiamo passato la nostra giornata con questa simpatica guida giapponese (che parlava cosa rara in Giappone un comprensibile inglese) che ci ha spiegato ogni sasso e ogni pietra dei tanti templi presenti a Nara. Ci si ritrova a camminare in un sito naturalistico molto bello con tanto verde e daini (simbolo del parco) che circolano liberamente in cerca di biscotti e carezze. Alla fine di questa giornata la guida ci ha riaccompagnato fino alla stazione e ha voluto (nonostante le nostre insistenze) come “compenso” una foto ricordo con noi. Da buoni italiani diffidenti aspettavamo la fregatura ma in Giappone e’ cosi tutto chiaro e limpido senza brutte sorprese. E tah tah apriamo un altra parentesi! Ebbene sì, l’unico scoglio (a parte orientarsi nelle stazioni e cercare di capire come funzionano gli indirizzi per strada) in Giappone e’ la lingua. Solo i ragazzi (e neanche tutti) perchè studiano viaggiano o usano internet parlano un inglese almeno comprensibile ma la maggioranza della popolazione parla solo (giustamente direi io gia e’ un isola che in piu gli hanno tirato contro 2 bombe atomiche.. tutta sta voglia di studiare altre culture magari proprio non ce l’avrei) giapponese Si faranno in quattro tirando fuori dai loro i-phone google traduttore google maps o addirittura accompagnandovi di persona per buona parte della strada insomma non vi lasceranno senza aiuto. Ora anche se ce la metteranno tutta un po per incomprensione un po perche “2 strade piu avanti e poi giri a destra” in una megalopoli come tokyo vuol dire 20 minuti a piedi se non sapete come arrivare a quel ristorante e negozio che magari vi ha consigliato qualcuno prendete un taxi e fate prima a meno che non avete a disposizione parecchi gironi di viaggio in piu dei nostri. Fatta questa “piccola” divagazione sulla lingua tornando al nostro itinerario abbiamo concluso una volta ritornati a Kyoto la nostra giornata visitando il caratteristico quartiere di Gion dove nella sua originale strada Shinbashi Dori ci sono tutte taverne tipicissime (alla marrabbio di kiss me licia per capire) per fare una bella cenetta



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