Giappone e Malesia da sogno

Visitare un Paese di cui non ti stancheresti mai… le sue città e i luoghi caratteristici, Tokyo, Kyoto, il monte Fuji, Hiroshima e la sua triste storia e la magia di MIyajima. Poi una settimana di relax in un vero paradiso terrestre quasi sconosciuto...
 
Partenza il: 24/09/2013
Ritorno il: 14/10/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

La scelta di una meta così particolare è scaturita dalle esigenze di entrambi, le mie, di colmare la mia innata curiosità incontrando una cultura lontanissima e dalle radici molto antiche, e quelle di Andrea di trovare un piccolo angolo di paradiso dove riprendersi dalla preparazione del matrimonio. Il Giappone inizialmente non lo convinceva, più che altro perchè non è la classica meta da viaggio di nozze, e anche perchè non sono molte le persone che lo hanno visitato, quindi per quello che costa andarci era un pò un rischio, ma alla fine ce l’ho fatta e l’ho convinto, e così siamo partiti. La prima tappa del viaggio è stata Tokyo, dove siamo arrivati dopo un viaggio di 13 ore da Roma con scalo a Pechino. Una piccola parentesi sui voli. Se avete già fatto viaggi intercontinentali verso l’occidente, non aspettatevi di trovare in questi la stessa comodità, anzi.. Noi abbiamo volato con Air China, e i sedili erano scomodissimi, i pasti mediocri, e non potevi vedere un film se non conoscevi inglese, francese o cinese!

Arrivati a Tokyo abbiamo avuto subito un’ottima impressione sia della città che dei suoi abitanti, anche se pioveva a dirotto, ed eravamo stanchissimi, il consiglio è di starci almeno tre giorni, noi in un giorno e mezzo abbiamo visto pochissimo! Tokyo è impossibile da descrivere, è come un gigantesco pentolone pieno di ingredienti buonissimi.. Avevamo una guida giapponese che parlava italiano benissimo, Masako, che abbiamo prenotato GRATUITAMENTE tramite il sito Tokyo free guide, veramente bravissima! La prima cosa da fare a Tokyo, per farsi almeno un’idea della città, è prendere il treno sopraelevato, che come una circonvallazione, gira intorno al entro di Tokyo. La particolarità è che non ci sono autisti, il treno è automatico! Dall’alto si capisce benissimo l’immensità della città e l’efficienza dei mezzi pubblici, e si possono vedere anche zone non fondamentali tipo quella marittima di Obaida.

Prima fermata Akihabara, il quartiere dell’elettronica e dei manga, dove sembra di vivere in un cartone animato, ovunque guardi sei circondato da cartelloni luminosi, negozi di fumetti e ragazze vestite come le eroine dei cartoni! Surreale è dire poco! Seconda tappa la stazione di Shibuya, importante luogo di ritrovo dei giapponesi, per gli stranieri famoso per ospitare la statua del cane Hachiko, quello dell’omonimo film (che emozione!). In un attimo si passa dalla super modernità al passato più antico, e andiamo a visitare il tempio buddista Senso-Ji (molto suggestivo) e quello shintoista di Meiji- Ginzu, con i grandi Torii (porte) che spiccano nel verde del parco. Finiamo la giornata con una passeggiata a Omote-Sando, la via dell’architettura e dello shopping, di cui sinceramente si può benissimo fare a meno!

Il giorno successivo decidiamo di prendere il treno e di raggiungere Nikko, (40 min di treno), luogo famoso per l’insieme dei templi e per una bellissima cascata. Lo spettacolo che questo piccolo paese ci offre è unico… Templi, Torii maestosi, e la mia preferita, una meravigliosa pagoda multicolore a 5 piani non visitabile, ma la cui vista vale da sola il viaggio, il tutto nell’arco di un paio di km più o meno! Entriamo nel tempio principale (senza scarpe, questo è un must dei templi giapponesi) e iniziamo ad addentrarci nelle leggende locali, visitiamo la tomba dello shogun e sentiamo la ” voce” del drago… Bellissimo! Pranzo in paese, sperimentiamo uno dei piatti tipici, che diventerà per noi come l’hamburger per gli americani, indispensabile, ovvero la zuppa, in due varianti, di udon (con spaghetti di riso), o di soba con farina di grano saraceno. Ottimi, difficile dire quale dei due piatti sia più buono.

Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita della cascata, bella anche se dopo lo spettacolo della mattina tutto sembra meno bello! A cena torniamo a Tokyo dove un amico, un cuoco giapponese, ci porta a mangiare sushi in un locale di fronte al mercato del pesce “Tsukiji “.

Il terzo giorno insieme a un gruppo di americani ci dirigiamo verso il Monte Fuji, il simbolo del Giappone, su cui saliamo solo parzialmente ( dei suoi 3600 metri circa saliamo solo fino a 2400), ma quanto basta per godere di una vista meravigliosa, mentre nel pomeriggio visitiamo Owakudani, una valle sulfurea le cui vasche di acqua calda raggiungono anche i 100 gradi, e il lago AShi, dove ci imbarchiamo per una breve crociera. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il ryokan, l’alloggio tradizionale giapponese, situato proprio nel bel mezzo delle Alpi giapponesi. L’esperienza è piuttosto singolare, il personale non parla inglese e comprendersi diventa difficile, soprattutto quando si tratta di capire cosa stiamo per mangiare, tutte le difficoltà vengono però spazzate via nel momento in cui entriamo in camera e vediamo la vasca onsen privata che abbiamo a nostra disposizione.

Fare il bagno all’aperto nell’acqua bollente con l’aria fredda che ti soffia addosso è straordinario, indescrivibile, così come dormire nel tatami, il materasso tipico alto non piu di 5 cm che si trova dentro l’armadio (???) e che va preparato da soli.

Il giorno dopo restiamo in zona Alpi e andiamo a Takayama, un piccolo paese molto carino, facile da girare e molto piacevole da vedere, il viaggio per arrivarci è molto lungo ma i treni sono così comodi che non si sente il peso delle ore passate, e ci rimane tempo di fare una passeggiata esplorativa. La cena decidiamo di farla in hotel, dentro il Best Western, il che si rivela un immenso sbaglio perchè mangiamo in modo poco più che decente e spendiamo una vera fortuna, il vantaggio di cenare in hotel è che possiamo dedicare la serata alla SPA che è all’interno dello stabile!! Il giorno dopo lo dedichiamo alla visita del museo dei carri allegorici, che due volte l’anno sfilano nel centro del paese, e del villaggio tradizionale di Hida No Sato, un vero e proprio museo all’aria aperta dove sono state raggruppate tantissime abitazioni tipiche, e dove si possono provare le attività di produzione di artigianato locale, mentre nel pomeriggio visitiamo le antiche dimore private dei mercanti, diventate adesso negozietti di souvenir e fabbriche di sakè. Per la cena decidiamo di affidarci ai consigli della Lonely Planet, che anche stavolta non ci delude, e andiamo in un ristorante dove mangiamo dell’ottimo manzo di Hida e dei buonissimi gamberi in tempura e spendiamo circa 50 euro in due!

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Fushimi-Inari, Kyoto

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Pom pom island, MAlesia

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Hiroshima

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Senso-ji, Tokyo

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Kinkaku-ji, Kyoto

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Miyajima

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Ginkaku-Ji, Kyoto

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Kinkaku-ji, Kyoto

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Nikko

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Todai-ji, Kyoto



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