Full immersion a Madrid

Qualche giorno in città, approfittando di un breve periodo di ferie
 
Partenza il: 15/05/2012
Ritorno il: 19/05/2012
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

Ero stato a Madrid la prima volta nel 2000 per lavoro, e dopo quella volta mi era rimasto il desiderio di approfondire, non appena fosse stato possibile, la conoscenza di questa grande capitale europea. Approfittando di un breve periodo di ferie che io e mia moglie riusciamo miracolosamente a prendere insieme, decidiamo di partire comodamente dalla vicina Ancona, collegata a Madrid con 2 voli settimanali della Ryanair (martedì e sabato). Decidiamo ovviamente di portare la nostra bambina Veronica di 8 anni, la quali si mostrerà fin da subito estremamente dispiaciuta per la perdita di 5 giorni di scuola… Prenotiamo online il biglietto andata e ritorno, per 3 persone, dal 15 al 19 maggio; il costo totale è di circa 173 euro, con soli bagagli a mano, più che sufficienti per la breve permanenza. Prima di completare la procedura di prenotazione e pagamento, penso che sia cosa buona e giusta seguire i consigli di Ryanar e sottoscrivere una assicurazione per il viaggio, cosa che non avevo mai fatto fino a quel momento… e che non rifarò più, dato che il costo sale immediatamente a 260,94 euro! Ma ormai è fatta e non si può tornare più indietro. Sarò più attento la prossima volta.

Prenotiamo l’hotel su Booking.com dopo avere vagliato diverse possibilità, cercando di coniugare le esigenze economiche, con altri requisiti che stiamo cercando per la struttura ricettiva: pulizia, comfort, tranquillità, vicinanza al centro per evitare ogni volta lunghi spostamenti con i mezzi pubblici. Finalmente approdiamo all’Hostal Art Madrid, in Calle Conde de Romanones, a circa 100 metri dalla stazione metro Tirso de Molina. Le recensioni sono buone, parlano di un ambiente pulito, tranquillo e vicinissimo al centro. Acquistiamo subito 4 notti in stanza tripla a 325 euro. Tre minuti dopo la prenotazione mi arriva dall’hostal una mail in cui mi chiedono da dove veniamo e l’ ora approssimativa di arrivo. Rispondo subito e ricevo quasi immediatamente una nuova mail, molto cortese, con tutte le indicazioni per arrivare dall’aeroporto all’albergo, con i diversi tipi di mezzi pubblici e, se lo vogliamo, anche con un’apposita navetta che ci mettono a disposizione per circa 40 euro. Ovviamente optiamo per la metro, soluzione più economica. Siamo comunque piacevolmente colpiti dall’approccio iniziale.

15/05/2012

Partiamo senza troppo affanno per raggiungere il piccolo aeroporto di Ancona, immerso nella verde campagna marchigiana e distante soltanto 30 minuti da casa nostra. Prendiamo le cose con calma innanzitutto perché la partenza è prevista per le 13.35, poi anche per non rovinare l’atmosfera bucolica dello scalo marchigiano, ben lontana dalla frenesia che si respira negli aeroporti delle grandi città. Ciononostante arriviamo con circa 90 minuti di anticipo e l’attesa sarà ancora più lunga, dato che l’aereo partirà con circa 1 ora di ritardo. Il volo, soprattutto nella sua ultima parte, sarà funestato da molte turbolenze che ci faranno salire lo stomaco in gola e sudare a freddo. Siamo seduti proprio in coda, e l’aereo per una ventina di minuti sale e scende sale e scende senza sosta e procede sobbalzando verso la sua destinazione finale. Almeno così speriamo. Ci dicono che è una situazione abbastanza frequente, anche con il beltempo che c’è in quel momento, dovuta alle forti corrente d’aria presenti sull’altopiano su cui sorge Madrid. Comunque finalmente il velivolo atterra carezzando letteralmente la pista e subito tiriamo un sospiro di sollievo. In tanti anni di voli non ci era mai capitata un’esperienza del genere! Prendiamo la metro per arrivare in centro. Sono necessari un paio di cambi di linea ed occorre pagare il supplemento per il viaggio dall’aeroporto: 13,50 euro per 3 biglietti. Scendiamo dopo circa 40 minuti di tragitto nella Plaza Tirso de Molina; sono circa le 17.30, notiamo subito la temperatura piuttosto alta, ma sopportabile (senza umidità) e il clima di festa che sembra pervadere la città. “Siamo proprio a Madrid”, diciamo soddisfatti, senza sapere che eravamo capitati proprio nel giorno della festa di San Isidro, patrono della città, festeggiato appunto il 15 maggio! Ci avviamo al vicinissimo Hostal Art Madrid, situato al 2° piano di un bel palazzo madrileno di fine ottocento. Restiamo subito soddisfatti dalla cortesia del personale e dalla sistemazione; la camera è piccola ma confortevole, soprattutto pulitissima, così come anche il bagno. Tutto l’ambiente sa di nuovo ed effettivamente l’attività è stata avviata soltanto nel 2010. Il wifi è gratis e sarà molto utile per documentarci sulla città con il nostro Ipad. Dopo una breve sosta in camera decidiamo di uscire subito per goderci la città; la Plaza Mayor dista soltanto 5 minuti a piedi e ci imbattiamo subito in un corteo in costume tradizionale che si snoda lungo le vie del centro. Anche nella bellissima Plaza Mayor e nelle animatissime vie che la circondano passeggiano molte coppie e molti bambini, inappuntabili nel tradizionale abito da festa. Camminando sotto il loggiato della Plaza, non possiamo non notare il Bar Andalù Torre del Oro; noi non siamo amanti delle corride, ma vale la pena fare una sosta in questo ambiente molto particolare, completamente addobbato con oggetti di culto per gli appassionati del genere, comprese teste di tori famosi e foto di toreri che addirittura giacciono sul tavolo operatorio, circondati dai chirurghi, dopo essere stati incornati… Altro luogo meritevole di essere visto, appena fuori dalla Plaza, il Mercato coperto di San Miguel, molto affollato, dove vengono vendute prelibatezze tipiche della cucina spagnola. Passiamo davanti al famoso ristorante Restaurante Sobrino de Botin, attivo dal 1725 e secondo il Guinness dei primati, il più antico del mondo. Anche Hemingway gli ha offerto il suo tributo descrivendolo nel suo romanzo “Fiesta”. Il locale è affollatissimo, è praticamente quasi impossibile entrare. Ci riproveremo il giorno dopo, con successo.

Girando nel labirinto di vie del centro storico, pieno di gente e di invitanti locali per mangiare, notiamo una taberna, Toma Jamon, in calle el Almendro 21 dove prendiamo 2 piatti di uova con prosciutto ed asparagi, 1 roquito (panino a forma di ciambella con il buco) con carne iberica, 2 birre, 3 bottiglie di acqua per un totale di 37,35 euro. Dopo aver cenato (molto presto per gli standard spagnoli), passeggiamo fino alla vicina Puerta del Sol, occupata dagli indignados e con un dispiegamento di polizia mai visto prima. La protesta ci appare subito variopinta, rumorosa e pacifica. Rispetto a quanto ricordo del mio viaggio di lavoro a Madrid, risalente ormai a 12 anni or sono, mi pare subito evidente (e nei giorni successivi ne avrò conferma), che la città conserva il suo carattere gioioso e festaiolo, ma è come attraversata da ombre buie, dopo il terribile attentato del 2004 e la grave situazione sociale che si sta determinando con l’attuale crisi economica. Abbiamo la netta sensazione di trovarci in una città praticamente militarizzata, e lo diciamo senza esagerare. Quelli che vediamo non sono semplici poliziotti di quartiere: tutte le vie del centro e le piazze sono presidiate da squadre di polizia e blindati. Centinaia di uomini in divisa e decine di mezzi percorrono incessantemente il centro di Madrid e la cosa francamente ci dispiace. Certo, quello che si offre ai nostri occhi è soltanto un piccolo spaccato della complessa situazione che sta vivendo questa meravigliosa città, ma ciò che vediamo è da un lato un enorme dispiegamento di forze, dall’altro giovani che agitano bandiere, cantano e gridano slogan chiedendo lavoro.



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