Fuga di fine estate in Valsugana

Viaggio breve di due giorni in Trentino Alto Adige alla scoperta della Valsugana viaggiando in treno, e scoprendo monti dolomitici un tantino differenti da quanto normalmente immaginiamo.
 
Viaggiatori: 1
Spesa: 500 €

Amo camminare e scoprire mete diverse, le temperature africane hanno allentato un pò la presa e quindi parto da Milano Centrale alla volta del Trentino Alto Adige. Siamo io, il mio zaino e i miei piedi. Ritengo i piedi un’ottimo mezzo per avere il giusto tempo per godere dei luoghi che intendo visitare. In questa occasione ho a disposizione due giorni pieni .. di libertà e da un pò ho in mente di andare in Valsugana... quindi partenza alle 06.25 da Milano Centrale con un treno regionale, cambio a Verona e poi via verso Trento e la Valsugana.

Già il viaggio in treno vale la meta, posso infatti ammirare il paesaggio di ben tre diverse regioni: Lombardia con le sue pianure a Riso e granoturco, il Veneto tra Lago di Garda e vigneti e frutteti di mele che mi preannunciano il Trentino con le sue vette… Bellissimo e per nulla noioso…anzi! Niente stress da guidatore, e devo dire che malgrado la pandemia, le norme varie sulla sicurezza e via dicendo, tutto fila liscio. Trovo treni e passeggeri educati e osservanti dei basilari principi di controllo e sicurezza. Ecco passiamo Trento e costeggiamo le belle località lacustri trentine: Caldonazzo e Levico terme, il treno costeggia le rive dei due laghi, ti pare quasi di tuffartici dentro, poi la giornata è bellissima: soleggiata e con una brezza gradevole.

Oltrepassato Levico, scendo a Borgo Valsugana Est. Questa cittadina ha una caratteristica unica, è l’unico agglomerato urbano in Trentino ad occupare entrambe le sponde del fiume che l’attraversa, ovvero il Brenta, occupa tra l’altro una posizione che nel corso dei tempi antichi, era strategicamente importante perchè si trova in punto di passaggio obbligato tra Veneto e Trentino; di qui passa la Romanica Via Claudiana, che dai pressi di Venezia portava in Baviera. Metto lo zaino in spalla e attraverso il borgo che è molto bello avendo mantenuto gli antichi palazzi e l’opera idraulica di gestione delle acque, prendo il sentiero dei Castelli e arrivo a Castel Telvana. Lo ammiro da fuori perchè è prorietà privata, di qui tra i boschi seguendo l’Ippovia del Trentino mi incammino verso Pieve Tesino dove giunta mi fermerò per la notte. Perchè ho scelto questa meta? Bhè perchè qui posso entrare dritta al cuore di questo territorio. Certo non ho la visuale classica, per intenderci, alla Martino di Castrozza, ma qui passa la Alta Via del Granito, con antichi sentieri.

Dopo circa 6 ore di cammino giungo a Pieve Tesino posto sul Monte Silana che è una barriera naturale tra il piccolo altopiano di “Spiado” a Nord e il passo Forcella a sud: questo borgo ha dato tra l’altro i natali ad Alcide de Gasperi, e qui per gli appassionati di storia vi è la casa / museo a lui dedicata. Il paese ha mantenuto inalterate le sue caratteristiche, con le sue abitazioni, le chiese e ampi spazi verdi; mi reco a fare il check-in nella location che ho scelto per la notte: l’ostello del paese, il Taxus Hostel. L’ho scelto perchè apprezzo chi si ingegna e impegna nella valorizzazione di spazi comuni e territori e devo dire che qui ho fatto centro! Roland il gestore mi offre una singola con bagno, super arredo in legno semplice, un bel bagno e una vista fantastica sull’Altopiano tesino. Si perchè qui sia a circa 900 mt di altezza e tutto intorno si aprono verdi praterie, che si illuminano di un verde incredibilmente vivo con gli ultimi obliqui raggi solari della giornata. L A STRUTTURA è ACCESSIBILE ANCHE AI DISABILI.

Ho ancora tempo prima che il sole scompaia ,quindi mi avventuro su un percorso semplice ed adatto a tutti: il sentiero delle Fontanelle, molto gradevole, qui poi per gli amanti della botanica, troverete l ‘Arboreto del Tesino e avrete la possibilità di imparare tutto sulla flora della zona. Io mi fermo per il momento a verificare l’attacco del sentiero del parco del grigno che domani percorrerò per un tratto. Poi a Nanna.

L’indomani altra splendida giornata, temperatura adatta alla camminata che ho in testa, dopo una favolosa colazione in compagnia di Roland, latte fresco, spremuta e vari prodotti locali, mi incammino verso il parco del Grigno. E’ un parco fluviale, cioè si sviluppa lungo le sponde del Torrente Grigno, area attrezzata anche per pic-nic, ma il mio obiettivo è risalire il grigno lungo la via arborea, tra boschi, cascate e ponti in legno per poi dirigermi, attraverso il percorso che risale all’impero Austro-ungarico, verso Strigno, supero il passo Forcella e di qui appena al Passo Brocon, scendo verso la Malga Cavallara e di lì a malga Telvagola, ammirando i masi riportati in vita e le mucche al pascolo. Mi fermo e mi ristoro grazie ai prodotti di questi luoghi: formaggi e verdure dell’orto accompagnate da un buon vino bianco tipico del luogo. Faccio amicizia con alcuni che come me son saliti quassù a scoprire la Valsugana e il comprensorio del Lagorai con le sue vette non troppo alte, ma aspre e sincere, che ospitano conche e altopiani che anche a fine agosto offrono fiori e falchi che cacciano. Qualcuno è salito in bicicletta, qualcuno in auto. Mi offrono un passaggio fino a Borgo Valsugana. Accetto così avrò tempo per fare tappa a Trento e due passi fino alle sponde di Levico, cosa che faccio nel dirigermi alla stazione per poi giungere da qui a Trento. Il centro è a due passi posso quindi godere della vista della Piazza del Duomo, del Castello del Buon Consiglio e dei bei palazzi che han mantenuto inalterate le loro caratteristiche. Riparto,sempre in treno, godendo ancora dei bei paesaggi dal finestrino…

Due giorni che porterò con me.

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