Francia, i castelli della Loira

Diario di viaggio Viaggiatori Io, Riccardo, un bel ragazzo di quasi 12 anni Micol, la mia sorellina, di 8 anni Mamma Claudia Papà Mauro Destinazione Francia, i castelli della LoiraSabato 28 agosto Sono le 5 di mattina, è buio pesto perché è ancora notte e stiamo partendo con la nostra automobile. Io sono molto stanco perché ho...
Scritto da: riccardo-elli
francia, i castelli della loira
Partenza il: 28/08/2004
Ritorno il: 03/09/2004
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

Diario di viaggio Viaggiatori Io, Riccardo, un bel ragazzo di quasi 12 anni Micol, la mia sorellina, di 8 anni Mamma Claudia Papà Mauro Destinazione Francia, i castelli della Loira

Sabato 28 agosto Sono le 5 di mattina, è buio pesto perché è ancora notte e stiamo partendo con la nostra automobile.

Io sono molto stanco perché ho ancora sonno.

Sono le ore 7:15 e, dopo un bel pisolino, siamo arrivati al traforo del Monte Bianco. La montagna è veramente impressionante e separa l’Italia dalla Francia. All’interno del traforo, lungo oltre 11 chilometri, non si può superare la velocità di 70 chilometri all’ora. Il papà ci spiega l’incidente stradale accaduto qualche anno che ha causato, per il fuoco, oltre 40 morti e ci fa notare le notevoli misure di sicurezza.

Ora siamo usciti dal tunnel e siamo in Francia ! Ci siamo appena fermati a fare colazione; noto subito che gli autogrill francesi sono completamente diversi da quelli italiani, il cappuccino è inesistente e quindi ho scelto quella che chiamano cioccolata … mi hanno servito latte e Nesquik !!! Abbiamo già percorso 700 chilometri ed è arrivata l’ora di pranzo. Usciamo dall’autostrada e, in un piccolo paesino di campagna, troviamo un ristorantino tipico.

Iniziano le prime difficoltà … il menù è scritto tutto in francese ma riusciamo lo stesso a riempire lo stomaco.

Ora siamo giunti ad Orleans e, per sgranchirci le gambe, abbiamo fatto una passeggiata per il centro. E’ sabato pomeriggio e la città è molto affollata.

L’impatto con la cucina francese migliora piano piano ed iniziamo a capire i piatti che vengono serviti. Apprezziamo molto le ricche insalate e, soprattutto, i dolci. Abbiamo avuto grosse difficoltà a chiedere il conto della cena; la cameriera non ci capiva … sarà colpa del nostro francese ? 862 chilometri percorsi oggi Domenica 29 agosto Visitiamo la casa in cui Giovanna d’Arco visse 10 giorni nel lontano 1429. In questa casa museo esiste una ricostruzione con un plastico molto accurato della battaglia di Orleans tra francesi ed inglesi. Questi ultimi, grazie a Giovanna d’Arco, furono sconfitti e costretti ad interrompere l’assedio della città.

Nella piazza principale abbiamo trovato una fiera dell’agricoltura e dell’allevamento locale con l’esposizione di animali vivi. Abbiamo degustato un menù tipico campagnolo con pannocchie bollite servite con burro e sale, insalata mista condita con le salsine tipiche e squisiti formaggi francesi.

Durante la passeggiata mia sorella ha visto un bel milione grigio sul davanzale di una finestra. Io l’ho chiamato come solitamente chiamo il mio ricetto. Micol mi ferma dicendomi: “Non ti capisce, è un gatto francese.” Mio papà ha chiesto a mia sorella come miagolassero i gatti francesi. Forse “miaò miaò”? Nel pomeriggio siamo andati a visitare il castello di Chambord. La sua grandezza è veramente impressionante. Mi ha colpito particolarmente lo scalone principale. Questa scala, si dice disegnata da Leonardo da Vinci, è composta da due scale circolari sovrapposte.

Questa notte alloggiamo in un vero castello trasformato in albergo, il suo parco è veramente imponente e regna un silenzio assoluto. Ci abiteranno anche i fantasmi ? In questo albergo abbiamo incontrato un nuovo amico, si chiama Oggi ed è il bellissimo cane da caccia del proprietario del castello.

109 chilometri percorsi oggi 971 chilometri percorsi dalla partenza dall’Italia Lunedì 30 agosto Dopo una ricca colazione abbiamo giocato un po’ con il nostro amico Oggi. E’ molto socievole e divertente.

Poi siamo partiti per andare a visitare il castello di Cheverny. Il castello è molto ben arredato e veramente lussuoso; nel suo parco esiste un canile con decine di cani da caccia utilizzati tuttora per inscenare rivisitazioni di antiche cacce alla volpe.

Questo castello mi è piaciuto molto ed è il più bello che abbia visitato finora.

A mezzogiorno ci siamo fermati in un paesino deserto fuori dai normali percorsi turistici dove abbiamo notato un piccolo ma molto grazioso chateau. Il castello era chiuso per la pausa pranzo, più o meno come un normale negozio, e nell’attesa ci siamo fermati in un bar vicino.

Mia sorella ha scelto un sandwich, ci aspettavamo un panino normale ma, invece, è arrivata una baguette lunga mezzo metro ! Nessuno di noi credeva che Micol riuscisse a finirla tutta e, come al solito, aspettavamo il nostro assaggio della mostruosa baguette. Invece l’ha mangiata tutta senza darci un solo boccone.

Abbiamo notato che i Francesi sono molto nazionalisti perché non parlano altre lingue a parte la loro. Infatti al nostro albergatore non siamo riusciti a tirar fuori di bocca una sola parola in inglese anche se, abbiamo poi scoperto, lo conosceva abbastanza bene. Con noi, invece, non ha fatto il minimo sforzo per farsi capire.

73 chilometri percorsi oggi 1044 chilometri percorsi dalla partenza dall’Italia Martedì 31 agosto Oggi abbiamo visitato il meraviglioso castello di Chenonceau; è proprio molto bello ed è finora il più bello visitato in questa meravigliosa vacanza. Supera, come bellezza, di gran lunga quello di Cheverny visitato ieri. Il castello è molto particolare perché è costruito direttamente sopra il fiume Cher. Vengono noleggiate anche le barchette a remi ed il mio papà ci ha fatto una sorpresona; ci ha portato a fare un giro sopra il fiume in barca.

Ad Amboise abbiamo visitato la casa in cui Leonardo da Vinci visse gli ultimi tre anni della sua lunga vita. Si trova ancora il letto a baldacchino dove morì assistito dal Re di Francia Francesco I di cui era molto amico.

Visitando questa villa museo ho scoperto una cosa molto interessante: quando Leonardo arrivò dall’Italia, invitato dal Re di Francia, portò con sé tre quadri: due incompiuti ed uno già terminato. Quest’ultimo era la Gioconda.

Al Re Francesco I piacque così tanto che lo volle acquistare. Per questo motivo il quadro è rimasto in Francia ed ora si trova al muso Louvre di Parigi.

Rispetto alla casa mi è piaciuto di più il parco. Qui era allestita una mostra di macchine giganti ricostruite secondo i disegni originali di Leonardo e sono a disposizione dei visitatori. La visita di questa mostra immersa nel verde mi è piaciuta moltissimo.



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