Francia da sogno

Un viaggio on the road alla scoperta di Normandia, Bretagna e Loira
 
Partenza il: 08/08/2013
Ritorno il: 18/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Siamo ormai due amanti della Francia, bisogna ammetterlo. A Parigi per ben due volte (un Capodanno e una dieci giorni estiva), e una stupenda vacanza on the road tra la Costa Azzurra e la Provenza… il sogno era da sempre quello di esplorare il nord, con le sue scogliere, i suoi fari, la sua storia. E poi io volevo andare ad Amboise e Clos Lucé, nel cuore della Loira, per ripercorrere i passi degli ultimi anni di vita di Leonardo da Vinci, il mio mito. Davide, amante delle macchine e delle corse automobilistiche, sognava Le Mans… perché non unire tutti i nostri sogni e regalarci un viaggio da ricordare per sempre? Quest’anno l’abbiamo fatto: l’organizzazione ha richiesto un po’ di tempo e tenacia (un itinerario a prova di imprevisto da programmare, nove hotel da prenotare per quasi ogni giorno di soggiorno pianificato, il noleggio auto da trovare con la miglior tariffa possibile – e in questo ci ha aiutato la nostra agenzia di viaggio di fiducia, il volo alle migliori condizioni…), l’impegno economico non è stato indifferente anche se tirando le somme avevamo preventivato di spendere molto di più, ma il risultato è andato persino al di là delle nostre aspettative: il viaggio è stato davvero meraviglioso!

Primo giorno, giovedì 8 agosto: Parma – Bologna – Parigi aeroporto Charles De Gaulle – Rouen

Abbiamo il volo da Bologna alle 12.25, ma i vacanzieri stanno sicuramente già mettendosi in viaggio. Partiamo da Parma alle 8, e – dopo aver lasciato l’auto al parcheggio convenzionato con l’aeroporto di Bologna (è il parcheggio P4, a pochi chilometri dall’aeroporto. Per il parcheggio dell’auto per 10 giorni pagheremo 40 euro, il servizio di navetta dal parcheggio all’aeroporto è gratuito 24 ore su 24) – sbrighiamo le formalità d’uso in aeroporto e partiamo puntuali alla volta di Parigi. Ammiriamo la Tour Eiffel anche dal cielo, atterriamo e – con una navetta gratuita – arriviamo velocemente al terminal in cui è possibile noleggiare l’auto che ci accompagnerà nel nostro viaggio itinerante. Abbiamo già prenotato tutto tramite la nostra agenzia di viaggio dall’Italia (che ci aveva trovato questa offerta con Avis, che assicurava il 15% di sconto a chi noleggiava un’auto dopo un volo con AirFrance), quindi il tutto è molto rapido. Prendiamo possesso dell’Opel Astra che sarà nostra compagna in questi giorni e ci mettiamo in marcia verso Rouen. Sarà più facile a dirsi che a farsi perchè la strada per Rouen è chiusa per dei lavori in corso e il navigatore impazzito continua a farci passare per il caotico – anche se affascinante – quartiere della Défense facendoci sempre tornare all’imbocco della strada chiusa. Decidiamo di fare di testa nostra, anche se ad un certo punto l’Arco di Trionfo è a pochi metri… riusciamo comunque a uscirne e troviamo finalmente una via d’uscita da Parigi. In un paio d’ore arriviamo a Rouen, stanchi ma felici, depositiamo i bagagli all’Hotel Morand (65 euro solo pernottamento, struttura piuttosto datata anche se affascinante, ma la camera è maledettamente piccola) e usciamo subito per una visita del centro, che è davvero a pochi passi. Rimaniamo subito favorevolmente colpiti dal fascino delle case a graticcio, che qui vanno per la maggiore, e dal centro, raccolto e molto carino.

La cattedrale si staglia all’orizzonte in tutta la sua grandiosità, ed entriamo subito, prima che chiuda. L’interno è davvero affascinante, il gotico è davvero meraviglioso, c’è persino una mostra fotografica che illustra i danni causati alla cattedrale dai bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale. Scattiamo molte foto, queste cattedrali del nord sono davvero fantastiche! Usciamo proprio quando lo speaker annuncia la chiusura della cattedrale: peccato non aver fatto in tempo a trovare il tesoro, che contiene anche il cuore di Riccardo Cuor di Leone!

Usciamo nuovamente nelle strade del centro, piuttosto animato. Il Gros Horloge è stupefacente, e il contorno di antiche case a graticcio è sublime. Ci fermiamo a mangiare in Place du Vieux Marché, dove molti ristoranti e negozi di souvenir fanno da cornice al monumento che ricorda l’esecuzione sul rogo di Giovanna D’Arco, patrona di Francia, che fu arsa viva come eretica proprio su questa piazza. Un monumento in stile piuttosto moderno riempie il grande spazio centrale, e una grande croce sale fino al cielo proprio nel punto dell’esecuzione. Scegliamo di cenare nel ristorante (La Rive Droite) che ci hanno consigliato in hotel, tra l’altro beneficeremo anche di uno sconto perchè le due strutture sono gestite dalla stessa famiglia. Scegliamo di prendere due menù fissi: le ostriche freschissime sono sublimi, la carne è fibrosissima e non riusciamo a finirla, e i dolci ci danno comunque soddisfazione. Dopo cena, facciamo due passi per il centro, fino al cadere della notte (qui diventa buio dopo le 22!), quando inizia lo spettacolo “Suoni e luci” alla Cattedrale: la piazza davanti alla chiesa si riempie, e la cattedrale si illumina dei più diversi effetti ottici. Bellissima esperienza, fa decisamente freddo, ma ne è davvero valsa la pena! Stanchi per la lunga giornata e soprattutto per il viaggio, andiamo in hotel e riposiamo tranquilli e beati, contenti del nostro primo giorno di viaggio.

Secondo giorno, venerdì 9 agosto: Rouen – Saint-Valery-en-Caux – Etretat – Honfleur – Caen

Lasciamo l’hotel di buon mattino, e ci incamminiamo verso il centro per cercare la colazione (il prezzo proposto dall’hotel ci sembrava piuttosto caro). L’unico posticino (tutto è ancora chiuso e sono le 8.30 del mattino!) che ci ispira è un chioschetto che vende paste appena sfornate: troviamo una panchina proprio di fronte alla Cattedrale e divoriamo un pain au chocolat a dir poco fantastico e un delizioso croissant. Torniamo all’auto e ci mettiamo in viaggio. Facciamo tappa in un delizioso paesino, Saint-Valery-en-Caux, che ci incanta per le bellissime scogliere e per la stupefacente bassa marea che troviamo. Scattiamo molte foto, inconsapevoli che quello che stiamo vedendo non sarà niente in confronto a ciò che ci aspetterà nei giorni seguenti! L’aria è frizzantissima, il panorama bellissimo.

Ripartiamo alla volta di Etretat, dove è un po’ difficile parcheggiare, ma troviamo un parcheggio a pagamento (3 euro per tutta la giornata) poco distante dal centro. Le vie del paese sono colorate e piuttosto affollate di turisti, a quanto pare queste falesie sono molto popolari! Decidiamo di fermarci per prima cosa per il pranzo: scegliamo uno dei primi locali che troviamo, la “Taverne des Deux Augustins”, dove pranziamo con due deliziose pentole di cozze accompagnate dalle patatine fritte. Ristorati dal pranzo, in pochi minuti arriviamo alla spiaggia, da cui vediamo le due falesie “gemelle diverse”: quella d’Aval si tuffa nel mare con una forma che ricorda la proboscide di un elefante, mentre quella di Amont crea un affascinante arco disegnato dalla natura. Ci sono sentieri che portano – dopo lunghe camminate in salita – sulla cima delle falesie, ma la nostra fida guida Lonely Planet ci conforta annunciando la possibilità di salire in auto sulla falesia di Amont. Riprendiamo la macchina e troviamo subito – grazie al fido navigatore – la stradina stretta che porta ad uno dei panorami più belli che vedremo durante la nostra vacanza. Sulla cima, il vento è affascinante e gradevolissimo, anche se forte, e lo spettacolo a 360° sulle falesie è mozzafiato. Le macchine fotografiche scattano impazzite, e noi siamo già innamorati di queste terre assolutamente fantastiche.



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